La storia di Angelus, esegesi di umana follia. La fotografia.

in #ita6 years ago (edited)

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Ci sono storie che non andrebbero raccontate, siano esse vere o lucide invenzioni. Ultimo atto. Cari amici di Steem PostITalia e lettori di Steemit: La storia di Angelus, esegesi di umana follia. La fotografia.


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(Ricordo e preciso che il Modulo è completamente Anonimo)
@thelastlips
Ripropongo il modulo delle richieste in quanto tutte accontentate o prese in consegna. Spero infatti che molti altri vorranno partecipare. Maggiori dettagli, equivalgono a un racconto fedele ai vostri gusti e desideri. Non siate timidi!

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Questa è l'ultima parte, la quinta. Per leggere le precedenti:
La storia di Angelus, esegesi di umana follia.
La storia di Angelus, esegesi di umana follia. L'incidente.
La storia di Angelus, esegesi di umana follia. Il presente.
La storia di Angelus, esegesi di umana follia. L'anello e poi Alex.

Nel futuro noi scorgiamo,
lui di contro scruta in noi,
non perenni ma immortali,
possiamo esser,
lasciando il buono,
rinunciando all'io,
fin che e quando,
il bagliore d'amore abbia generato,
il prossimo,
frammento eterno,
che porta un barlume d'essenza,
di quel che siamo stati nel nostro,
momento in moritura terra.



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La pioggia copiosa s'infrangeva forte sulla piccola finestra della stanza di Angelus, il bagliore dei fulmini ne illuminavano la fisionomia, seguiti dal fragoroso suono della natura furiosa. Il cielo nero della notte dominava il paesaggio come fosse egemonia pronta a conquistare persino la terra. Quanti anni erano ormai trascorsi? Troppi, dannati anni di buio, anche per la folle mente nel seguitare nello scopo d'insensata opera autodistruttiva. Basta pazzia, pensò il nostro Angelus, vile compagna di giorni passati. Gli occhi colmi di lacrime, la barba ormai bianca, il viso segnato da una seconda parte di vita in preda a deliri e immense sofferenze. Lui era questo oggi, una figura di sofferenza con una piccola speranza nel cuore. Per quanto risicata, era una svolta per il suo essere. E poi il tempo, che non rimedia alle bizze del destino, ma di certo non collabora con esso.

Qualcosa era decisamente cambiato nell'uomo. I progressi si erano fatti evidenti e quella foto che stringeva in mano, non era altro che l'atto a sancire la ritrovata stabilità mentale. In realtà mio lettore, era molto altro. Una foto, rappresentava ora la speranza di una vita vera. Ritraeva una figura femminile, l'intestazione riportava in maiuscolo la scritta: LARA..

Mentre il ticchettio della pioggia sembrava non aver fine,
il forte bagliore aveva illuminato completamente la bianca stanza.
Il giaciglio di anni al Centro Igiene Mentale.
Il pensiero volgeva al giorno prima,
al buon trauma che era riuscito nel grande scopo di rendergli lucidità e cuore..


Il Giorno Prima


Dottore: Io non sono spaventato, so di essere ancora giovane rispetto ai miei colleghi. Detto questo, credo però che con questa (indica la foto sul tavolo) tu possa finalmente fare progressi Angelus. Guarda, guarda la foto..


Angelus: In cosa può aiutarmi una foto? Sono vecchio e stanco, non ho più nulla da dare e vivo ancora di ricordi. Fossi normale non starei qui no?


Dottore: Perfetto, cosa hai dunque da perdere?
Perchè non puoi guardare la foto sul tavolo?
Guardala Angelus, guarda la foto!



Angelus: Non è lei, non è lei, non lei, sto sognando?
La mente, sto perdendo la testa. Aiutatemi..



Dottore: Calmati adesso, guarda meglio, credi ancora che sia lei? Tranquillo, sono qui con te. Devi calmarti. Guarda la foto e ragiona, senza nessuna fretta.


Angelus: Sembra lei dottore, ho paura d'impazzire nuovamente.
Sembra la mia Lara, ma lei è morta! Ne abbiamo parlato, tante e tante volte.
Mi hai sempre detto che era morta, dovevo accettarlo e poi questa foto..



Dottore: Eppure la ragazza della foto si chiama Lara.
Angelus, le somiglia perché quella della foto è tua nipote.



Lui non poteva crederci, continuava a scrutare ogni sfumatura di quella foto eppure la somiglianza era evidente. Fece a calmarsi, i tempi delle ombre erano fortunatamente passati e con una buffa smorfia provò a darsi una spiegazione logica.
Se è mia nipote allora è la figlia di..


Angelus: Alex! E' la figlia di Alex!


Dottore: Corretto! So che Alex è il figlio di un precedente matrimonio, ma essendoti sposato con Lara a tutti gli effetti lei è anche tua nipote. Le somiglia molto, questo come ti fa sentire?


Angelus: Felice..



Le mani erano sopraggiunte al viso, tenendosi stretta la bocca scoppiò a piangere di gioia. Guardava e riguardava quella foto, fissando poi il sorriso del Dottore. Decisamente un giorno felice, normale come tanti altri e proprio per questo estremamente speciale.
Calmandosi infine, mille pensieri volsero l'accento al come piuttosto che al quando, avrebbe potuto mai vederla o parlarle?

I pazienti vicini e il luogo un pò triste spensero presto spento i sussulti del vecchio cuore di Angelus. Lui non era che un povero pazzo, infondo Alex era cresciuto totalmente solo. Forse, neppure si ricordava della sua esistenza. Alcuna memoria, e anche se fosse stato possibile, come poteva trovare il coraggio? In che modo poi? All'istituto, fra i pazzi? Facendosi forza, notando il Dottore felicemente intento a scrivere appunti, con coraggio volle chiedere..



Angelus: La foto, come?


Dottore: La foto dici? (con aria felice e scanzonata) Si, la foto.. Un attimo, finisco di scrivere questo concetto e parliamo della foto. Dicevamo (un sorriso compiaciuto) dunque che la foto... Si, l'ho avuta personalmente in mano da tuo figlio.
Ho conosciuto anche la moglie, squisita signora.



Angelus: ...



Quelle poche parole erano cc di pura impazienza nelle vene del poveruomo, voleva sapere altro, conoscere e capire. Pensava a suo figlio che evidentemente non l'aveva dimenticato e ancor più a sua nipote. Somigliava moltissimo alla donna che aveva amato, non di meno avrebbe voluto conoscere tutta quella famiglia. Bramava vita, il desiderio di non finire la sua in quel luogo ormai stretto. Aveva perso Lara, abbandonato involontariamente Alex, vissuto anni tristi. Ora basta, quella nipote mai conosciuta era un miracolo. Il suo piccolo impossibile miracolo, sentiva come di meritarlo. Nulla poteva cancellare l'amore perso, ma allo stesso tempo, ora era capace di amare nuovamente.



Angelus: Dottore, io vorrei..


Dottore: A piccoli passi, perché te ne mancano davvero pochi. Potrai incontrarli presto. Alex si ricorda di te, tua nipote porta l'anello del nonno. Lo stesso anello che tu avevi quando ti hanno portato qui. Non potevi tenerlo, appena sono riuscito a rintracciare la tua famiglia ho pensato di farlo tenere a loro. Spero di aver agito bene e nel tuo interesse..


Angelus: Sono felice, nuovamente.
Oggi, ricomincio a vivere..








₪All images and text published in this post are mine or my original work₪
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Finisce qui, questo era l'ultimo atto..
Un grazie di cuore all'artista che mi ha donato il disegno,
il quale mi ha espressamente chiesto di non essere citato.

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