SISTEM | C'è vita sulla Luna? Risponde l'ultima ricerca pubblicata su Astrobiology

in #steemit-italia3 years ago (edited)


Una grande quantità di acqua che era presente sulla superficie lunare, avrebbero permesso lo sviluppo della vita circa 4 e 3,5 miliardi di anni fa. NASA Goddard Space Flight Cente - CC BY 2.0


Post aderente al progetto SISTEM: Steemit-Italia STEM

Introduzione

Dato il suo aspetto arido, polveroso, buio e omogeneo, siamo spesso portati a pensare che la Luna sia solo una roccia sterile che orbita intorno al nostro pianeta. D'altronde sono molte le differenze che possiamo osservare con quest'ultimo: un’atmosfera che contribuisce alla distribuzione del calore che insieme al campo magnetico ci protegge dalle radiazioni provenienti dal Sole, grandi quantità di acqua che costituiscono un solvente ottimale per le reazioni biochimiche e un’attività vulcanica che contribuisce non solo a un ambiente più variegato ma che fornisce energia. Tutti fattori importanti per la nascita della vita. Recentemente però i ricercatori della University of London e della Washington State University hanno pubblicato uno studio sulla rivista Astrobiology nell'agosto di quest'anno, dimostrando, supportati da diverse evidenze, che anche la Luna ha presentato per ben due volte, condizioni adatte ad ospitare la vita, durante le prime fasi della sua esistenza.

Formazione della Luna

💡Sapevi che...?
In seguito all'impatto con Theia, la Terra ha variato l'asse di rotazione. L'inclinazione attorno questo asse, combinata con la rivoluzione della Terra intorno al Sole, è causa delle stagioni. L'impatto ha causato l'aumento della velocità di rotazione della Terra, tuttavia, si è anche instaurato un rapporto tra Luna e la Terra per il quale il satellite, trascinato dalla rotazione del pianeta, aumenta la sua velocità con il passare nel tempo, mentre la Terra, trascinandosi la Luna, rallenta la sua velocità di rotazione di 2 millesimi di secondo ogni secolo. Questo vuol dire che prima un giorno aveva una durata più breve rispetto a quelli attuali: si stima che 600 milioni di anni fa un giorno si concludeva in 20 ore! Questo fenomeno però non durerà in eterno: infatti, la forza di attrazione parificherà i due moti fin quando la Terra e la Luna non si mostreranno reciprocamente sempre la stessa faccia.

Grazie ai campioni riportati dagli astronauti durante le missioni di allunaggio, la formazione della Luna è stimata, tramite datazione isotopica, intorno a 4,5 miliardi di anni fa. La teoria maggiormente accettata ipotizza l'impatto della proto-Terra con un corpo celeste, Theia, grande un terzo della Terra attuale, più o meno delle dimensioni di Marte. I detriti che si sono formati da questo enorme impatto in parte sono ricaduti sulla Terra e in parte sono andati a formare quella che attualmente chiamiamo Luna. Questa teoria inoltre concorda perfettamente con la teoria della formazione dei pianeti e prevede che particelle via via sempre più grandi, si siano aggregate fino a formare oggetti di dimensioni planetarie che a loro volta si sono scontrati e aggregati fino a pulire completamente l'orbita.

La vita sul nostro satellite

Questo può non stupire se pensiamo che, metaforicamente, la Luna si sia formata da una costola della Terra. Come accennato in precedenza, il nostro satellite è il risultato di un impatto avvenuto tra la proto-Terra e un pianeta nano all'inizio della formazione del Sistema Solare, quando le orbite dei pianeti si intersecavano tra loro e regnava il caos. I ricercatori hanno stimato che la Luna abbia avuto condizioni favorevoli per lo sviluppo della vita circa 4 miliardi di anni fa, periodo in cui apparvero le prime forme di vita primordiale anche sul pianeta Terra. Così come la Terra, infatti, anche la Luna era composta, tra le altre cose, da acqua, che veniva riscaldata nella profondità del satellite e veniva espulsa sotto forma di vapore. I ricercatori hanno ipotizzato che il vapore acqueo fosse abbastanza per formare uno strato di atmosfera e piccoli laghi sulla superficie lunare, rendendo l'ambiente molto simile a quello terrestre. Durante questo periodo, la Luna era ancora un corpo giovane di "soli" 500 milioni di anni che conservava al suo interno,sotto forma di calore, l'enorme energia derivante dal suo processo di formazione. Proprio questa energia, così come accade sulla Terra, permise, con buone probabilità, lo sviluppo della vita. Infatti, il calore interno al satellite non solo era necessario all'evaporazione dell'acqua, ma anche importante per fornire energia alle reazioni biochimiche necessarie per la vita. Un'altra finestra temporale favorevole alla vita sulla Luna, fu 3,5 miliardi di anni fa, questa volta per merito dell'intensa attività vulcanica che si sviluppò nel tempo dopo la formazione del satellite. I fossili più antichi ritrovati sulla Terra risalgono a 4,2 miliardi di anni fa, proprio il periodo in cui la Luna presentava le condizioni favorevoli allo sviluppo della vita. Questo rafforza l'ipotesi dello sviluppo contemporaneo di forme di vita primordiali su entrambi i corpi celesti. È straordinario pensare come la vita, si sia sviluppata non appena le condizioni ambientali smisero di essere proibitive, fatto confermato almeno qui sulla Terra. Una possibile spiegazione a questo fenomeno viene data dalla teoria della panspermia.

La teoria della Panspermia suggerisce che alcuni corpi celesti, come le comete, trasportino forme di vita come batteri ed il loro DNA, sui pianeti, tra cui la Terra e probabilmente anche la Luna. Immagine di Silver Spoon Sokpop - CC BY 3.0

Circa 4,5 miliardi di anni fa, il nostro Sistema Solare era ancora un luogo molto caotico dove gli impatti di asteroidi e meteoriti con i pianeti erano ancora molto frequenti. Secondo la teoria della panspermia, questi meteoriti avrebbero potuto trasportare organismi semplici quali cianobatteri, inseminando diversi corpi celesti, tra cui la Terra e la Luna, con i semi della vita, germogliata poi laddove le condizioni fossero favorevoli. Come sappiamo tutti, la vita sulla Terra è perdurata per i successivi 4 miliardi di anni, mentre si stima che la finestra favorevole allo sviluppo della vita sulla Luna, si chiuse per sempre intorno a 3 miliardi di anni fa. Il dr. Dirk Schulze-Makuch, astrobiologo della Washington State University, in una ricerca pubblicata su Astrobiology nell'agosto 2018, afferma che se venisse confermato che queste condizioni sono durate per un periodo di tempo sufficiente, non vi sarebbe alcun motivo per non pensare che la vita si sia sviluppata anche sulla Luna contemporaneamente a quando si stava sviluppando sul nostro pianeta. Il gruppo di ricerca del Dr. Makuch sta cercando nuove prove per confermare la durata di queste condizioni. Se queste verranno trovate e le ipotesi confermate, afferma il Dr. Makuch, ci si aspetta di poter trovare fossili e tracce di forme di vita microbiche, là dove è stato probabile l'accumularsi di acqua e la formazione di laghi.

Le Prove

La presenza di acqua nel passato della Luna ha lasciato dietro di sé numerosi indizi che i ricercatori stanno rinvenendo. Al contrario di quanto si è sempre pensato e di come appare, la Luna non è un luogo arido e polveroso. Ma quali sono state le prove che hanno spinto gli scienziati a vagliare questa ipotesi? Già i primi dati raccolti dalle analisi dei campioni del suolo lunare, prelevati durante le missioni Apollo dagli astronauti americani, hanno evidenziato la possibilità della presenza di acqua sulla superficie del satellite. Ulteriori prove della sua presenza sono state ottenute con il satellite dell'agenzia nazionale Indiana per la ricerca spaziale (ISRO) Chandrayaan-1, nel Novembre 2008. Chandrayaan-1 ha fatto atterrare sulla superficie della Luna una sonda che durante la discesa ha rilevato molecole riconducibili alla presenza di acqua nella sottile atmosfera Lunare. Ancora nel 2009, l'ipotesi della presenza del liquido prezioso per la vita è stata rafforzata sempre dallo stesso satellite (Chandrayaan-1) che ha riscontrato tracce di H2O e di idruri (-OH) nella luce riflessa dal Sole tramite spettrografia. Tracce che si concentravano principalmente all'interno dei crateri polari. Sempre allo stesso anno risale il clamoroso annuncio della NASA che sancisce in maniera definitiva la presenza di acqua sul suolo lunare con una missione che ha a dir poco dello spettacolare.

LCROSS rendering. Sono osservabili la sonda e lo stadio superiore del razzo utilizzato come proiettile. NASA - CC BY 3.0

Il satellite statunitense Lunar CRater Observation and Sensing Satellite (LCROSS) è infatti riuscito a prelevare e analizzare l'acqua da uno dei crateri portando ai ricercatori delle prove dirette della sua presenza. Gli ingegneri sono riusciti nell'impresa sfruttando lo stadio superiore del razzo vettore Centaur, che ha portato la sonda LCROSS in orbita Lunare, facendolo schiantare in uno dei crateri e alzando una nube di detriti. La sonda LCROSS, in orbita, ha quindi attraversato il pennacchio raccogliendone i detriti successivamente analizzati. Infine nel 2010, Chandrayaan-1 ha trovato più di 40 crateri che gli scienziati ipotizzano possano contenere più di 600 milioni di tonnellate di acqua. Le pareti dei crateri infatti possono proteggere dalle radiazioni solari il ghiaccio custodito al loro interno dove la luce del Sole non arriva mai.

Attualmente, oltre alla presenza di acqua ghiacciata sulla superficie lunare, sono molte le prove che suggeriscono la presenza di grandi quantità intrappolata anche all'interno del mantello lunare. Nuove prove potranno convalidare l'ipotesi della vita sulla Luna, secondo il Dr. Makuch, grazie ai futuri esperimenti. Si prevede infatti di simulare in laboratorio queste condizioni grazie a nuovi campioni del suolo lunare per vedere se effettivamente alcuni microorganismi possano sopravvivere a questo tipo di ambiente.


Scritto da:@ginlucks
Dottorando in biochimica e biologia molecolare, svolge ricerche di bioinformatica in campo oncologico. Tra le sue passioni l'informatica, i videogiochi e la kick boxing. Su Steemit scrive articoli riguardanti vari rami del settore scientifico con un focus sulla biologia, l'astronomia e le novità in questi campi.

Bibliografia

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Plausibilissimo!

Vero! Stupidamente nessuno ci aveva mai pensato ma sembrerebbe abbastanza logico. Chissà solo se qualche traccia fossile, in caso, sia rimasta e quanto puo essere difficile scovarla

E' stato davvero piacevole leggere questo post, l'autore ha fatto davvero un bel lavoro! Finalmente qualcuno che si ricorda di Itastem e usa il nostro banner!

Ciao, grazie per il commento! Ammetto che è stato davvero affascinante scrivere questo articolo. Non avrei mai pensato che anche sulla Luna, così come in altri corpi celesti, ci potrebbe essere stata vita in passato, eppure ora mi sembra abbastanza probabile e logico!





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