La meraviglia [theneverendingcontest]

in #ita3 years ago (edited)

Cacciarmi nei guai era sempre stata la mia specialità. Quando avevo quindici anni, se qualcuno mi diceva “non fare quella cosa” io la facevo immediatamente, se qualcuno mi diceva “non andare lì” io aspettavo che quel qualcuno girasse la testa e andavo proprio lì. Ero disobbediente, ribelle, trasgressivo, sovversivo, controcorrente, contro le regole, contro qualsiasi imposizione.
Ma si sa, poi le cose cambiano e si ridimensionano, ma nel profondo la mia indole rimase tormentata e poco incline alla razionalità. La cosa piu bella che avevo era Emily, mia sorella gemella, più giovane di me di due minuti, quanto bastava per chiamarla sorellina e farle pesare continuamente che io ero il “primo” tra noi due, il che la faceva infuriare. Anche lei era sbarazzina e vivace, ma non avvelenata come me. Ci volevamo un bene infinito, tanto che lei mi diceva spesso che noi avevamo un'unica anima, un'anima poliedrica, con mille sfaccettature, che come un cristallo risplendeva nella luce. In realtà solo la sua parte risplendeva, la mia era sempre più ombrosa e cupa.

Il primo fidanzato di mia sorella lavorava nel birrificio artigiale della sua famiglia e ci introdusse a tutti i segreti della produzione della birra nonché al suo consumo incontrollato. Danny, così si chiamava, fu il primo ad insegnarmi che con un po' di alcol in corpo la vita sembrava migliore, e che con molto alcol tutto diventava decisamente più divertente e, per periodi più o meno lunghi, potevo dimenticare le urla dei miei demoni interiori. Fu un periodo intenso e spensierato, studiavamo all'università e passavamo il nostro tempo libero insieme, godendoci tutta la bellezza della giovinezza.

Una notte, mentre stavo dormendo su una panchina del parco, ubriaco come al solito, mio padre era venuto a cercarmi preoccupato per me. Non mi trovò, ma ebbe un terribile incidente in cui rimase paralizzato dalla vita in giù e io non me lo perdonai mai. Da quel momento la mia vita non fu più la stessa e ogni cosa andava bene pur di ottenebrare la realtà. Invece di imparare qualcosa di buono da questo fatto, restare stordito per più tempo possibile era diventato il mio principale scopo durante le giornate.


Il sole picchia sulle strade
non c'è più verde nei giardini
ed il termometro è impazzito
caldo quanto caldo quanta sete yah yah yah
portaci da bere un solo bicchiere ma presto
portaci da bere un solo bicchiere ma presto
con o senza schiuma
scura o chiara ma che sia una birra
Una birra please
O yes Sir
…....
(E. Jannacci, “Birra”)

Qualche anno dopo, arrivò il secondo fidanzato di mia sorella: era molto simpatico ma mi procurò un grande shock perchè si portò via la mia Emily. Javier era cileno e gestiva una piccola agenzia turistica a San Pedro, nella zona nord del Cile, ai bordi del deserto di Atacama. Si trattava di uno dei luoghi più aridi della Terra, tanto che la Nasa lo aveva assimilato all'ambiente senza vita di Marte e ne utilizzava il suolo per approfondire le ricerche di quel lontano pianeta.
A me personalmente non me ne fregava niente dell'unicità geografica e geologica di questa regione, per me significava solo una lontananza di più di 10 ore di volo tra Los Angeles e Emily, ma feci buon viso a cattivo gioco perchè lei era felice.
Volevo una birra, solo una birra, una dannata birra …



Desierto_florido.jpg
Immagine CC0 creative commons

Senza di lei i demoni oscuri della depressione avevano invaso tutte le mie stanze e io bevevo sempre di più, soprattutto la birra che me la rendeva più vicina e mi ricordava i bei giorni andati.
Toccai il fondo andando in coma etilico e rischiando seriamente di non tornare più in questo mondo. Mia sorella, più arrabbiata che preoccupata, venne a prendermi, mi portò a San Pedro e si occupò di me.
-Come puoi stare qui?- le chiesi, pensando però, in modo patetico, che la mia vita era più vuota e arida del deserto di Atacama.
-Esiste la meraviglia, sai? E tu devi assolutamente smettere di bere. Vieni con me- mi rispose lei senza darmi possibilità di replica.
La seguii curioso e quello che mi apparve davanti agli occhi fu davvero un miracolo: il deserto era viola! Per particolari condizioni metereologiche che si verificavano ogni 5/7 anni il deserto di Atacama si era riempito di fiori dal colore lilla, lavanda e rosa: era uno spettacolo inimagginabile, straordinario, assurdo, più stupefacente di tutto quello che mi facevo per sballarmi.
Rimasi lì a bocca aperta qualche minuto senza dire niente. La forza di quella natura che aveva portato vita nel nulla fu per me una rivelazione senza precedenti.
-Vuoi una birra?- mi provocò Emily?
-Forse quando il deserto fiorirà di nuovo- balbettai ancora incredulo.
-Sai una cosa? Per quel tempo i tuoi nipotini saranno in grado di capire e vorrei che loro avessero uno zio presente e soprattutto sobrio-
-I miei nipoti ? … oh mio Dio, sei incinta! E hai detto nipoti … gemelli?? oh mio Dio … allora assomiglieranno anche a me …??!!!- risi.
Lei si illuminò come non mai e mi abbracciò forte.



In partecipazione a:
theneverendingcontest n° 57 S2-P2-I2 – Contest di @storychain

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Questo post è una meraviglia...grazie
@tipu curate

Grazie mille! sono contento che ti sia piaciuto :-))

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Que fuerte! Me engancho hasta el final, un abrazo.

muchas gracias @celinavisaez!! Me alegro de que te haya gustado :-))

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