Amicizia [theneverendingcontest]

in #ita10 months ago

-Questo teatro è mio. Sono cresciuto in questi luoghi, tra queste stanze. Mio padre lavorava qui, era uno scenografo ma per me era come se fosse un mago: sapeva trasformare il palcoscenico in mille storie diverse, faceva vivere la fantasia e giocava con i colori, gli oggetti, le luci. Mi trasportava in altre vite, mi faceva sognare l'avventura e l'amore. A volte chiedeva il mio parere e io mi sentivo fiero di aiutarlo perchè dopo tanto tempo avevo imparato un sacco di cose. Nessuno si sorprese quando decisi di fare l'attore: nella vita ero un tipo timido e introverso, la realtà non mi piaceva, cosi mi nascondevo nella finzione e nel mio innato talento di sapermi immergere nelle storie altrui.-
-Jimmy, shhhh! Abbiamo ospiti!-
-Si, come se facessero caso a me! E che ospiti ehh!!- Jimmy fece l'occhiolino a Jacob indicando con la testa il bel fondoschiena della signorina in mezzo alla stanza.
Jacob gli lanciò un'occhiataccia di rimprovero e accompagnò i visitatori in un tour del vecchio Teatro, sfortunatamente in vendita. L'edificio era fatiscente ma si poteva ancora vedere la bellezza e la grazia che lo avevano rivestito nel passato.
-E anche oggi è andata … - disse Jacob con tono di rammarico, sedendosi su una logora poltroncina della prima fila della platea, accanto a Jimmy.
-Ti ricordi quando Meggy cantava, lì, in mezzo al palco, con quel suo incantevole vestito rosso che sembrava una sottoveste … - attaccò Jimmy.
-Basta Jimmy! Non puoi parlare sempre e solo del passato!-.
-Passato, futuro, niente ha più senso per me. Non ho tempo, non ho spazio, non ho forma! Pensa che esperienza straordinaria per un attore!-.
-Peccato che tu sia morto e io sono solo! Qui ci cacciano, l'hai capito si o no?-Jacob era furioso.
-Ehy, non serve che me lo ricordi e di certo non era mia intenzione- rispose Jimmy cercando di abbracciare l'amico ma in realtà solo passandoci attraverso. Era morto dodici anni prima e non si era ancora abituato alla sua trasparenza. Durante le prove di uno spettacolo si era accasciato sul palco per un infarto e Jacob, il suo amico di tutta la vita, era lì vicino a lui, e gli stringeva la mano mentre gli sussurrava che stava per arrivare l'ambulanza e che sarebbe andato tutto bene. Non fu così, ma Jimmy si aggrappò a quella mano con tutta la sua energia e non la lasciò mai più, nel vero senso del termine, tanto che Jacob sentiva la sua costante presenza e col tempo iniziò anche a vederlo. Quella morte prematura fu uno shock per tutti, quando c'era silenzio si sentivano passi lenti solcare il palcoscenico e quando c'era vento si sentiva la sua eco disperata passare tra porte e finestre.

-Si, hai ragione, è che sono esausto, non so più che cosa fare per impedire che questo teatro venga venduto, per costruirci chissà cosa poi ...-
-Abbiamo provato di tutto, ma abbiamo solo rallentato i tempi! Aspetta, ho un'idea: se nell'area del teatro venissero ritrovati dei reperti storici antichi quelli della Soprintendenza ai Beni Culturali bloccherebbero tutto e magari trasformerebbero il teatro in un museo! Basta sotterrare qualche scheletro di animale preistorico e qualche utensile antico. Che ne pensi?-
-Niente di più facile! E dove le troviamo queste “reliquie”?-
-Non ti preoccupare, ci penso io! Tu fai delle buche molto profonde, in giardino e nell'entrata- Jimmy sparì per qualche ora e tornò con il suo bottino.



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Immagine CC0 creative commons

-Non ci crederanno mai- sospirò Jacob nervoso, mentre riempiva di terra le buche che aveva appena fatto. -In ogni caso ho già telefonato ai responsabili dicendo di aver trovato questa sottospecie di fossile … verranno domani a verificare. Mi hanno detto di non toccare niente-.
-Perfetto! Stiamo a vedere- rispose Jimmy con il suo intramontabile ottimismo.

L'indomani mattina all'alba un gruppo di archeologi specializzati, accompagnati da due funzionari della Soprintendenza, iniziarono a studiare il manufatto trovato da Jakob e a scavare intorno, trovando qualcun altro dei finti resti sepolti. Dopo due ore di lavoro e cento pagine di burocrazia varia, Jakob e Jimmy videro che gli archeologi iniziarono a riporre i loro strumenti nelle loro valigette, scuotendo la testa.
-Mi dispiace averle fatto perdere tempo signor Jakob, ma questi oggetti non sono cosi antichi come sembra- disse il più anziano del gruppo.
-No, no, vi prego, guardate meglio, forse ce ne sono altri ...- e mentre Jakob supplicava, attaccato alla manica della giacca del vecchio antropologo, il suolo ebbe un sussulto, come un terremoto, tutti si guardarono con timore prima di essere risucchiati dalla terra e cadere, insieme a un pezzo di teatro, qualche metro più sotto in una specie di stanza.
-Oh Gesù- esclamò l'archeologo stupefatto -questa sembra … sembra una necropoli!!-
-Come hai fatto?-sussurrò Jakob a Jimmy a denti stretti.
-Non sono stato io, è tutto vero!! guarda, è stupefacente!-

-Signor Jakob, signor Jakob, mi sente? Si svegli … - ha preso una brutta botta cadendo, disse il responsabile della Soprintendenza -chiamiamo i soccorsi!-.
-Va tutto bene Jakob, stai tranquillo, ci sono qua io- disse Jimmy agitato, stringendogli forte la mano.
-Non è vero- sorrise Jakob.
-Perchè dici così, razza di pessimista!!- urlò Jimmy.
-Perchè sento la tua mano, idiota-.
-Oh mio dio! È vero, posso toccarti! Vuol dire che sei ... morto … mi dispiace cosi tanto!-
-Non dire sciocchezze, sono dodici anni che aspetti questo momento!-
-No, cioè, si … ero intrappolato tra il palco e la tua mano, è cosi strano … e che ne sarà ora del teatro?- Jimmy si sentiva libero per la prima volta dopo tanto tempo.
-E chissenefrega!! Finalmente possiamo andarcene!- esclamò Jakob.
-Ma come? Tutto quello che abbiamo fatto per non perdere questo teatro … e ora te ne vuoi andare cosi, senza pensarci due volte?- chiese Jimmy incredulo.
-Io lo facevo per te- disse Jakob, mettendo un braccio sulle spelle dell'amico.
-Io lo facevo per te- rispose Jimmy – per non lasciarti solo-.
-No, io lo facevo per non lasciarti solo … -.
-No, no, io lo facevo per non lasciare te da solo … -.

E la discussione andò avanti per un bel po'.



In partecipazione a:
theneverendingcontest n° 61 S1-P3-I2 – Contest di @storychain

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