Amare da vivere
Amare da vivere
Per secoli la cultura occidentale ha considerato l’identità femminile inferiore rispetto a quella maschile, con conseguenze di discriminazione sociale ed educativa. Inoltre le ideologie tradizionali sostenevano che la donna fosse fisicamente debole, psicologicamente fragile ed incapace di svolgere compiti intellettualmente impegnativi, per tale motivo la donna doveva occuparsi del lavoro casalingo e della cura dei propri figli.
Pian piano con il passare del tempo anche la donna, criticando l’ideologia serrata della superiorità maschile, inizia ad emanciparsi e a voler rompere gli stereotipi maschili.
La donna non desiderava più essere considerata “l’Angelo del focolare domestico”, ovvero soltanto moglie e madre, sottomessa e disprezzata, ma ricercava la propria libertà ed autonomia. Grazie, alle varie proteste e ribellioni, la donna raggiunse varie opportunità sociali e giuridiche, divenendone protagonista. Per le famiglie non era semplice accettare una figlia molto esperta ed istruita, e tanto meno lo era per la società ed in particolare per il marito.
La donna poteva causare problemi, poteva arrecare danno agli schemi sociali precostituiti e ai comandi dettati dal marito, nonostante tali problematiche, la donna pian piano riesce a conquistare un ruolo in società.
La diversità di genere è ancora oggi uno degli argomenti più discussi. Essere uomo o essere donna è differente, anche se, di fronte alla legge si è uguali, ma nello stesso tempo e nella pratica non è così.
L’uomo tende ad avere la supremazia sull’altro sesso, in particolare secondo il pensiero di Rousseau, nel Discorso nell’origine ai fondamenti dell’ineguaglianze tra gli uomini, è necessario distinguere due diversi tipi di disuguaglianze.
La prima naturale o fisica, la seconda morale e politica.
La prima consiste nello stato di natura dell’uomo, l’uomo naturale è selvaggio, non teme gli animali, è più forte di loro e l’amore si basava sulla semplice soddisfazione fisica e la riproduzione della specie (fitness). L’uomo in natura non conosceva cultura, storia e progresso, quindi nemmeno le disuguaglianze.
Invece nella seconda parte l’uomo iniziò a creare gli strumenti, si civilizza, inizia ad andare contro ai primi conflitti conoscendo odio, miseria, ricchezza, potenza e onori. Inizia a ragionare per relazionarsi sentendosi superiore rispetto alle altre specie. Per quanto riguarda l’amore venendosi a creare le prime abitazioni, iniziano a sorgere le famiglie, quindi il concetto di amore assume un livello che oltrepassa la semplice attrazione fisica e diviene morale, sentimentale, di preferenza e fissazione.
Dal pensiero di Rousseau si può rendere nota la nascita delle disuguaglianze, essere uomo o essere donna è tutt’ora differente.
Infatti proprio per questo motivo è stato necessario avviare dei percorsi educativi che stimolino le diversità di genere, ma nello stesso tempo anche l’equivalenza di esso.
Per equivalenza, non si intende soltanto l’uguaglianza dinnanzi alla legge, ma anche di fronte al lavoro, ai giudizi, ai rapporti intimi, sociali, al linguaggio. Molto spesso ancora oggi nei mestieri prettamente intesi come “maschili” ovvero politico, architetto, ingegnere, le donne vengono denominate non con appellativi femminili ma al maschile.
Negli ultimi anni, inoltre, si è registrato un aumento dei femminicidi, ovvero gli uomini che uccidono le donne in quanto donne.
Uomini che affermavano di amarle a tal punto da ucciderle, ma questo non è amore, non bisogna amare da morire, ma amare da vivere, essere felici, vivere felicemente e reciprocamente in pari condizioni.
Amare vuol dire volersi bene, aiutarsi cooperando nelle scelte ed affrontando la vita con armonia, condividendo idee liberamente, dividendosi i compiti; l’amore è fiducia, non è gelosia, perché la gelosia si trasforma in possesso, invece nessuno apparterrà all’altro, ognuno è autonomo e decide di crescere ed imparare insieme. Instaurando un rapporto ed una vita in comune, fondati sul reciproco rispetto.
Il fine dei percorsi educativi è quello di educare i generi al rispetto e all’eguaglianza, ma per iniziare a farlo è necessario mutare ed innovare le tradizioni culturali.
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