La Tragedia Greca
"Abbiamo l'abitudine di parlare come se le tragedie si svolgessero nel vuoto: ma chi le condiziona è lo sfondo."
Marguerite Yourcenar
Se ritorniamo all'indietro fino all'origine della cultura occidentale e dunque all'origine dell'uomo occidentale non possiamo non soffermarci sulla tragedia greca. Ovvero su una forma di arte che ha influenzato, consapevolmente o meno poco importa, potentemente e in profondità il nostro pensiero e il nostro essere. Non a caso sotto questo aspetto lo stesso Sigmud Freud ha chiamato quel particolare meccanismo di formazione della nostra personalità con il nome di complesso di Edipo con un chiaro riferimento al capolavoro di Sofocle l' Edipo Re.
Già l'etimologia della parola tragedia non è chiarissima: secondo alcuni deriverebbe dalle parole capro (τράγος / trágos) e canto (ᾄδω / á(i)dô) e dunque significherebbe "canto dei capri" con una chiarissima allusione al coro dei satiri. Secondo un'altra interpretazione invece l'unione delle parole "canto" (ᾄδω / á(i)dô) e "capro" (τράγος / trágos) andrebbe intesa come "canto per il capro" con, in questo caso un riferimento al sacrificio del capretto durante le feste a Dionisio durante le quali si svolgeva l'agone tragico ovvero la "gara delle tragedie".
Anche l'origine della tragedia è di incerta attribuzione, secondo Aristotele essa trae origine dal diritambo, un canto in onore di Dionisio. Secondo i grammatici alessandrini invece la tragedia avrebbe origine nell' Attica e l'origine sarebbe riferibile ad alcuni particolari riti locali in onore di Dionisio.
Senza dubbio per quanto riguarda i temi delle tragedie possiamo dire che traggono origine dalla mitologia greca. In particolare la guerra di Troia, le imprese di Eracle e il ciclo tebano. Bisogna dire che però gli autori non sono mai monotoni e non ripercorrono pedissequamente quanto tramandato dal mito, ma utilizzano questo piuttosto come spunto dipanando le tragedie spesso in maniera del tutto inaspettata e in qualche caso anche spiazzante.
Senza dubbio tra i temi fondamentali vi è quello della vendetta che, a sua volta, è intimamente legato al tema di colpa da espiare. Oppure altri temi fondamentali solo quelli della follia e della supplica.
Gli autori fondamentali della tragedia sono Sofocle, Eschilo ed Euripide, veri padri, a mio modesto avviso non solo del teatro ma dell'intero pensiero occidentale. Le loro indimenticabili opere, quali l' Edipo Re, Le trachinie, il Filottete, l' Elettra, Medea, Le Baccanti e la trilogia dell' Orestea rappresentano non solo delle opere fondamentali ma anche dei veri e propri archetipi collettivi di cui è impregnata la nostra psiche.
Archetipi collettivi che nello svolgimento della tragedia riemergono in forma catartica: lo spettatore non solo ha il piacere dell'intrattenimento dovuto allo spettacolo, non solo dà libero sfogo alle sue passioni grazie all'immedesimazione nei personaggi ma vive una vera e propria illuminazione dove - finalmente - vede la vita per come è e non per come appare.
Bibliografia
Umberto Albini, Nel nome di Dioniso. Il grande teatro classico rivisitato con occhio contemporaneo
Silvio D'Amico, Storia del Teatro drammatico
Friedrich Nietzsche, La nascita della tragedia
Max Pohlenz, La tragedia greca
(Le foto del Teatro Greco di Siracusa sono di mia proprietà)
Ti dico solo che vorrei tornare a Ortigia per rivedere il suo teatro greco.
Bel post Giuseppemasala
E si, vale proprio la pena. Comunque Ortigia sta lì da più di duemila anni....non scappa. L'importante è andare a Giugno quando fanno le tragedie. Magia in purezza!
Veramente belle👍 Mio cognato è originario di una zona non tanto lontana da Siracusa.
Prima o poi ce la faccio a tornare e sarà sicuramente in maggio
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