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RE: Gli Ultimi 🇮🇹🇬🇧🇪🇦🇨🇺
Tutto vero però è una questione matematica.
In Italia vanno in pensione in 10 ed entrano nel mondo del lavoro non nero in due.
Quanto può reggere quel baraccone dell'Inps questa situazione?
Ehhh...ma d'altra parte in almeno 12 regioni su 20 (a occhio e croce) non è che abbiano chissà che gran scelta. Nelle regioni più viziose (o meglio, aree, dato che l'Italia è perfino più variegata di quanto pensassi e così come non è la stessa cosa vivere a Catanzaro e vivere a Bolzano, curiosamente non lo è nemmeno vivere in Alessandria e vivere a Orbassano, ovviamente considerando come favorite le seconde) se non sei bene imparentato fai la fame per davvero. Puoi contare pure su dieci dottorati e MBA che non ti chiameranno mai per nessun genere di lavoro. Nell'astigiano poi è perfino peggio perchè non ti vogliono nemmeno in nero e puoi morire perfino per i tuoi conoscenti di lunghissima data (gli amici veri invece, che magari nemmeno italiani sono, ti faranno l'elemosina, ma proprio nel vero senso della parola perchè solitamente non sono in grado di introdurti nel circolo sociale giusto che ti permetta quantomeno un lavoro nero al di là del vendemmiare, ma la vendemmia si sa, non dura certo tutto l'anno). Sono tutti affaracci che ho visto sulla pelle di amici e conoscenti. Chi i genitori non li aveva più o per qualche ragione non poteva più conviverci, era diventato un senzatetto con tutte le conseguenze che ti puoi immaginare. Altro che contributi INPS. In Mercosur il lavoro nero è pure imperante, ma gli economisti brasiliani che lamentano l'invecchiamento della popolazione paiono più bugiardi di Pinocchio😂. La popolazione è giovanissima, per lo più, solo che nelle zone più disagiate si lavora in nero, o meglio, qui si mettono in proprio in nero. E non solo i giovani. Nella mia città aprono perfino tanto di cliniche clandestine e il motivo è più che altro la palese e patente ignoranza. La popolazione cittadina è mezzo favelada e non conosce (nè si preoccupa di domandarsi se per caso le leggi tributarie e municipali esistono anche da noi come esistono in Europa, in Nordamerica e in Oceania) un'apice di burocrazia. Vedi quindi spuntare dall'oggi al domani un ortofrutticolo, un minimarket, un mercatino dell'usato, un salone di parrucchiera e nei casi più eclatanti, qualche clinica di minore portata (del tipo trattamenti mani e piedi, perchè arrivare a ingaggiare medici specialisti in nero sarebbe dura anche qui).
Il piemontese, soprattutto nelle aree rurali, è abbastanza chiuso.
Si fida di te se prima si è fidato di tuo nonno.
Anche da queste parti lavorare in nero è una opzione sempre più frequentata.
Questa mattina è venuto l'idraulico a cambiarmi il boiler elettrico.
La fattura?
Meglio il tutto senza Iva.
Funziona così
Ma infatti nel basso Piemonte la cerchia sociale si eredita alla pari dei beni mobili e immobili (nel torinese industrializzato è già tutto l'opposto e infatti i miei cugini che ci abitano hanno sempre goduto di una vita sociale soddisfacente). In Asti e nell'alessandrino sono arrivata a vedere gente, anche giovane, ravanare tra i cestini pubblici dell'immondizia per cercare da mangiare. Vorrei fossero fandonie, ma purtroppo non lo sono. Una mia amica non trovava nemmeno da stirare o altre faccende domestiche in nero. Curiosamente però le donne europee dell'est immigrate trovano da svolgere lavori domestici facilissimamente in barba alla cultura del posto e non credo affatto il motivo stia nei padroni di casa delle zone piemontesi rurali che si erano fidati dei loro nonni in Albania, Romania e dintorni (anzi, queste che fanno le badanti in nero, spesso per loro il lavoro nero è una manna dal cielo, quando al primo nonnulla denunciano la famiglia e un giudice condanna est'ultimaa risarcirle per migliaia e decine di migliaia, dato che la badante in nero ha diritto a tutto).