Vicolo
Si trattava solo di finzione narrativa, però, era verosimile.
A due passi dal centro,
ti infili in una stradina
e scopri soltanto miseria e case in rovina
che ospitano intere colonie di diseredati
di donne che allattano i figli e di vecchi ammalati.
La cantina è piena di brutte facce,
di rutti e coltelli, di sputi e di parolacce.
Per tutti i bambini i pupi di latta sono gli eroi,
sono i paladini delle dame, della Fede, della corte
e non hanno mai paura della morte.
Dalla galera, ogni tanto qualcuno ritorna
e scopre che mentre non c'era sua moglie “gli ha fatto le corna”.
Rincasa dalle strade “perbene” l'ultimo scippatore,
ma le borsette delle commesse contengono roba
di poco valore.
E quando si è fatto silenzio e la strada è deserta
vuol dire sempre che una cosa è certa:
in un posto lontano, in cantiere o in una miniera,
hanno ucciso qualcuno, e una madre
ancora non sa.
Versi e fotografie di @adinapoli (s).
Fotografie di proprietà dell'autore.
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