I, Tonya: un talento che salva la vita o forse la distrugge

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I, Tonya

La violenza di un sogno



    Ad un passo dal miracolo  

Che bella questa annata cinematografica, ricca e variegata come non mai.
Basta scorrere la lista dei film candidati all'Oscar per capire come ce ne sia per tutti i gusti e come finalmente, oltre agli ormai classici e infallibili blockbuster, siano emersi titoli difficili da ignorare.
Oltre ai nostrani Ella & John, Loro 1, Loro 2, Dogman e Call Me By Your name abbiamo assistito ad una doppia rivisitazione del periodo della seconda guerra mondiale con 2 film che da lati opposti e con stili opposti hanno portato agli occhi del mondo la battaglia di Dunkirk, con un film omonimo targato Nolan ed un film più politico ed in costume sulla vita di Churchill nell'Ora più Buia.
Il filo nascosto, The Shape of Water e 3 manifesti ad Ebbing hanno fornito altre risposte passando per The Post, Get Out e Lady Bird.
Il cinema ha trovato nuova linfa e basta discostarsi leggermente dalla decina di film nominati all'Oscar per confermare la popolosità di grandi film di questa annata.
Tra i titoli premiati all'Oscar 2018 ma non nominati come miglior film troviamo I, Tonya, un film intelligente, denso e riuscitissimo.



In ogni relazione esistono
un fiore ed un giardiniere


Quando una scelta distrugge il futuro

Il film è incentrato totalmente sulla vita e soprattutto sulla carriera della pattinatrice statunitense Tonya Harding.
Atleta fortissima, straordinaria, capace di essere unica ed inimitabile sul ghiaccio ma disperatamente disfunzionale nella vita.
La sua storia è molto celebre negli Stati Uniti, molto meno conosciuta da noi.

A dirigere il film Craig Gillespie ad interpretare la campionessa la splendida Margot Robbie la quale recita in maniera divina, pattina come una vera star e riesce a conferire al personaggio quella cruda fragilità necessaria per permettere allo spettatore di entrare perfettamente in sintonia con esso.
A completare il comparto attoriale Sebastian Stan nei panni del marito violento della Harding ed Allison Janney a vestire i panni di Lavona Harding, madre dura e senz'anima di Tonya.
Ed è proprio la Janney a primeggiare con un'interpretazione che le è valsa l'Oscar come miglior attrice non protagonista dopo anni di gavetta soprattutto con ruoli interessanti e variegati in tv. La sua recitazione impassibile e ai limiti dello psicotico è da applausi cosi come quella della Robbie che al contrario è spesso sopra le righe e molto più intrisa di drammaticità.




La storia della Harding è stata innanzitutto un fenomeno mediatico. Giovane precoce, prima donna al mondo ad eseguire un triplo axel nel pattinaggio su ghiaccio. Talento cristallino che avrebbe potuto dominare la scena per anni e invece non ha praticamente mai vinto nulla.
Il film prova a spiegare il perchè girando intorno alla vicenda per cui la Harding è salita alla ribalta: l'aggressione commissionata ai danni della sua rivale Nancy Kerrigan.
Di lei la Harding dirà che è diventata un'eroina grazie ad una singola violenza subita.
Eh già perchè quella della Harding è una vita costellata da violenze, psicologiche e soprattutto fisiche che ne hanno precluso qualsiasi possibilità di vittoria e di affermazione.



Tonya si è trovata suo malgrado invischiata in un complotto stupido e mal organizzato che il suo fidanzato aveva architettato ai danni della rivale con il solo obiettivo di spianare la strada alla Harding verso la vittoria alle olimpiadi di Lyllehammer tenutesi nel 1994.
Un agguato talmente grottesco da sembrare architettato da personaggi usciti da un film dei Coen.Purtroppo per Tonya quell'atto non è stato una scena di un film bensì la realtà, una realtà che l'ha trasformata nella ragazza talentuosa che tutti hanno amato odiare.


La bellezza del film sta nel fatto di non aver voluto delimitare la narrazione alla storia dell'incidente e della carriera limitata della Harding, provando ad andare oltre, analizzando l'ipocrisia della gente comune ed il ruolo sempre più ingombrante e preponderante dei media nella narrazione degli eventi.
Quella storia fu forse la prima ad essere trasmessa h24 dalla reti televisive con orde di "giornalisti" accampate fuori casa dei protagonisti, pronti a sguazzare nella cronaca, dimenticandosi di raccontare ed iniziando ad inventare.
Nessuno aveva mai parlato di quanto quella ragazza fosse stata vittima degli eventi, tutti erano, infatti, impegnati a demonizzarla a renderla villain di una storia in cui non aveva reali colpe se non quella di essere stata sballottata per un'intera vita tra pugni, calci, coltellate e scenate di gelosia da una madre despota ed un fidanzato violentissimo.
Tonya ha vissuto una vita interamente dedicata al pattinaggio. Come lei stessa ammetterà non ha ricevuto un'istruzione, non ha imparato a praticare mestieri o a socializzare.
Senza il pattinaggio non esisterebbe Tonya Harding.
Ed è proprio il pattinaggio quello che tutti cercano di portarle via.
La federazione vuole tenerla fuori perchè non rispecchia il canone classico della bambolina americana da ammirare ed idolatrare.
La madre che non vede in lei fonte di soddisfazioni e guadagni.
Il suo uomo che in lei non vede altro un oggetto da possedere e proteggere da pericoli inesistenti.

Tonya è stata una vittima tutta la vita ed all'alba del processo ai danni di OJ Simpson diventa vittima ulteriore, stavolta della stampa. La gente ha bisogno di qualcuno da amare ma soprattutto di qualcuno da odiare dirà lei stessa.
Nata per essere odiata.



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Perso tra le montagne di Twin Peaks mi ritrovai ad Albuquerque dove un furgone mi trasportò a Westeros e a Westworld successivamente dove ritrovai una cabina telefonica inglese con un Dottore pronto a giocare a Basket o a Calcio con me e a parlare di sociale, politica, futuro, persi come fossimo sull'isola di Lost.




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è quella che alle Olimpiadi fece finta di avere un problema con l'allacciatura del pattino?

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Diciamo di si...consiglio vivamente la visione del film.
Che storia incredibile!

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Devo assolutamente vedere il film!

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Avevo letto qualcosa, da vedere assolutamente!

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Lo consiglio

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