Le fonti rinnovabili per rendere il mining un’attività eco-compatibile.

in mining •  6 months ago

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Un saluto a tutti,

quello della tutela dell’ambiente è un tema che mi sta molto a cuore e quindi ho deciso di scrivere un secondo articolo sull’argomento, sempre in relazione al mondo delle criptovalute. Infatti tempo fa parlai della SOLUNA e del suo progetto di costruire un impianto eolico da 36 MW in Marocco per minare Bitcoin e altre criptovalute e restituire parte dell’energia prodotta in eccesso, alla rete elettrica locale.

Documentandomi online, ho potuto apprezzare come siano diverse le società che si stanno muovendo nella stessa direzione, cercando di rendere l’attività di mining delle criptovalute, un’attività eco-compatibile. Il che significa utilizzare fonti energetiche pulite, rinnovabili e senza andare a “succhiare” energia dalle reti elettriche locali.

Potreste anche non crederci ma è un problema molto sentito in alcune zone, dove le società che minano le criptovalute, hanno completamente assaltato le reti elettriche al punto da causare disagi alla popolazione residente.
Questo avviene in maggior misura dove il costo dell’energia elettrica è più basso rispetto ad altre zone, rendendo più conveniente e redditizia l’attività di estrazione delle criptovalute. Proprio a questo scopo, molte amministrazioni locali, soprattutto in America, e alcuni Governi hanno deciso di penalizzare i “minatori” allo scopo di scoraggiarli dallo sfruttamento indiscriminato delle loro risorse.

E’ notizia recente che Hydro-Quebec in Canada ha deciso di aumentare i prezzi della fornitura elettrica alle società che minano le criptovalute. E’ un precedente che potrebbe indurre anche altre compagnie o Paesi interi ad applicare le stesse misure per penalizzare l’utilizzo indiscriminato delle reti elettriche.

Insomma si fa fatica a crederci, soprattutto per noi Italiani che in questo settore non siamo particolarmente attivi in quanto il costo dell’energia elettrica nella nostra nazione è abbastanza elevato e quindi scoraggiante per questo tipo di attività. Eppure ci sono alcune zone del mondo dove il fabbisogno di energia elettrica è notevolmente aumentato proprio per questo motivo, facendolo diventare un vero e proprio problema.

Infatti c’è da considerare anche il problema puramente tecnico, con le infrastrutture non adeguate a reggere tale aumento di carico.

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CC0 Creative commons - Pixabay


Quindi la nuova sfida è diventata quella di minare le criptovalute ricorrendo a fonti energetiche pulite, rinnovabili e innovative, proprio per non andare a sovraccaricare le reti locali e non fare apparire l’attività di mining come un aspetto negativo legato alle criptovalute. Anche per anticipare le misure restrittive di cui parlavo poc’anzi e non farsi trovare impreparati.

Mentre la SOLUNA in Marocco vuole puntare sull’energia derivante dalle Pale Eoliche, la Hunter Energy e il gruppo IOT in Australia hanno deciso di puntare sull’energia prodotta dai Pannelli Fotovoltaici per alimentare le mining farm. Allo studio è anche l’utilizzo di energia derivante dalla combustione dei rifiuti che, benché non sia una fonte di energia molto in voga al momento, potrebbe essere ripresa in considerazione per questa circostanza.

Ma l’idea sicuramente più interessante e innovativa è quella di comprare energia rinnovabile in altri paesi in giro per il mondo. Questo, secondo l’idea di base, potrebbe essere un obiettivo raggiungibile attraverso un centro dati mobile che può essere “inserito” in centrali elettriche in qualsiasi luogo. Onestamente non so quanto sia realizzabile e il concetto è ancora da definire nei suoi dettagli, ma potrebbe essere un modo per slegarsi dalla dipendenza delle reti elettriche locali.

In ogni caso iniziative originali nascono giornalmente e le società promotrici stanno cercando di raccogliere i fondi necessari per metterle in pratica, raccogliendo anche il consenso degli investitori, molto interessati alla piega eco-compatibile che il mining delle criptovalute sta prendendo. Ma siamo ancora agli inizi e la strada è ancora lunga per poter slegare le mining farm dell’immagine negativa di “succhia energia” a favore di un’immagine green delle stesse.

Infatti se è vero che il Bitcoin così come le altre criptovalute hanno raggiunto un grande consenso a livello di mercato, è altresì vero che l’aspetto tecnico dell’estrazione riscuote ancora parecchie critiche proprio per l’eccessivo sfruttamento energetico a discapito delle realtà locali, siano esse gli altri cittadini o le industrie che si devono mettere in competizione con le mining farm per l’utilizzo energetico.

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Io penso che la svolta green sia molto vicina, gli esempi di società di mining che si direzionano verso l’utilizzo di energia pulita e proveniente da fonti rinnovabili si susseguono, il che fa ben sperare per il futuro.. e che porrà le basi per l’utilizzo di massa delle criptovalute perché le spoglierà degli aspetti negativi che le attanagliano mostrando i grandi vantaggi che possono derivare dal loro utilizzo.

Siamo davanti ad una rivoluzione?

Un saluto, Carlo


Fonte notizia: livebitcoinnews


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Ormai secondo me bisogna pensare di passare alla validazione delle transazioni con il PoS piuttosto che PoW!!!

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Sarebbe la soluzione più semplice ma un vero stravolgimento per criptovalute che sono sulla piazza da un pò più di tempo.

La svolta green, soprattutto per le aziende che lavorano in settori innovativi, è oramai dietro l'angolo. È chiaro a molti, anche se non a tutti purtroppo, che in questo momento lo sviluppo può e deve essere solo sostenibile. Buona giornata! ;)

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Ciao, concordo pienamente con te! Sono processi lenti, soprattutto in ambito aziendale, ma alla fine ci si arriva :-)

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