Lost Generation

in life •  20 days ago

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Una Generazione  Disgregata

Quelli che resteranno senza nulla a cui appigliarsi


    Lost Generation  

Non sono un guru, non sono uno studioso, non sono competente in materia, sono solo un ragazzo, o meglio dovrei essere un uomo che si guarda intorno e prova ad analizzare il mondo in cui vive, la società in cui vive, osservando quel che resta di una generazione perduta e smarrita.
Di che generazione parliamo? Abbandonate tutti formalismi, millenials, Y, X, Z ecc e pensate a qui milioni di ragazzi, uomini, donne che sono nate in un'epoca e adesso sono divenute adulte in un'altra era geologica.
Tutti coloro i quali si sentiranno appartenere a qualcosa che non c'è più ma che avranno messo almeno un piede in qualcosa che sta nascendo, crescendo alla velocità della luce. Tutte queste persone sono parte di quella generazione disgregata di cui parlo. Che abbiate 20 o 40 anni poco importa, se siete dentro questa morsa esistenziale saprete di cosa sto parlando.
Quelli che la vita è fluida, con punti interrogativi enormi, quotidiani e a lungo raggio.


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    Quelli che  

Cosa significa far parte della Lost generation?
Vuol dire avere tanta scelta su come ingannare il tempo ma non avere scelta su come investire il proprio futuro.
Rispetto ai nostri padri, ai nostri nonni potremo scegliere tra 1000 ristoranti e supermercati, tra decine di voli low cost e mete internazionali, tra centinaia di palestre e associazioni ma non potremo mai scegliere dove lavorare, dove mettere radici, con chi mettere radici, quando metter su famiglia, dove e quando comprar casa.


Siamo una generazione fluida in una società liquida e goccia dopo goccia tutto ci scorre davanti, anno dopo anno, ammazzando un tempo che vorremo riesumare.
Dove siete nati?
Dopo aver risposto a questa domanda rispondete a quest'altra: Dove lavorate?
E poi ancora: Dove vivete?
E infine: Dove sarete fra 10 anni.


Le prime 3 domande nel 99% dei casi fino a 30 anni fa avrebbero avuto la stessa risposta. Oggi avranno 3 risposte diverse, 3 luoghi diversi. E l'ultima domanda sarà uno spaventoso e al tempo stesso adrenalinico BOH!
E' un bene o un male? E' progresso o regressione? Scuole di pensiero diverse ma risultato identico.
La nostra società si sta disgregando a colpi di tweet, università che ci preparano a lavori che stanno scomparendo, lauree valide solo per la bacheca linkedin e sogni liquidi che mutano giorno dopo giorno in uno zapping esistenziale che manco su Netflix.




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    Il crollo delle certezze  

Una volta si parlava di generazione che aveva perso, oggi parliamo di generazione perduta.
Una generazione senza punti di riferimento, dove ogni certezza è crollata.
Prima la famiglia era il centro assistenziale per giovani coppie, per famiglie appena nate, per giovani in rampa di lancio.
Oggi l'uomo è solo, è rimasto solo. Siate voi dei rampanti single, dei giovani a caccia del successo, delle giovani coppie che voglion costruir qualcosa di importante, una coppia di novelli sposi che han deciso di creare il proprio nucleo familiare non fatevi illusioni. Siete soli.
Un giovane costretto a vivere, studiare, lavorare lontano da casa dovrà ben presto imparare che la vita è fatta di sacrifici, sacrifici di tempo, di energie e di denaro. Dovrà imparare a cavarsela da solo, pagarsi l'affitto, convivere con sconosciuti, responsabilizzarsi, essere casalingo/a e lavoratore/studente allo stesso tempo. Dovrà sapere come pagare una bolletta o riparare un tubo, pagarsi le rate dell'auto o della casa, districarsi tra mille impegni e mille conoscenze diverse ma mai profonde e solide come potrebbero essere quelle del tuo amico di infanzia o del tuo compagno di bevute.
Una coppia dovrà lavorare per tenersi a galla, trovare del tempo per far fiorire l'amore e la bellezza del rapporto cercando di non perdersi fra sogni di carriera, capricci quotidiani e frustrazioni. Una famiglia appena creata dovrà districarsi fra asili nido e baby sitter, addio tempo libero, notti insonni e sacrifici. E allora si, viaggiare, evitando le buche più dure. E cosa resterà poi? Una serie di fotografie ingiallite dagli angoli più stupefacenti del mondo?
Foto foriere di attese spasmodiche, vacanze da sogno ma simbolo di un tempo passato a girare in tondo in una vita labirintica dove l'uscita non la si riesce a trovare. E allora tempo passa, passa più veloce che puoi sul cadavere di questa generazione a cui non resterà nulla, non resteranno rapporti duraturi, non resterà il mattone, non resterà l'oro o l'amicizia, l'amore o la passione ma solo una serie di sogni preconfezionati da imbastire su un un carro pieno di speranze e frustrazioni, emozioni e delusioni mentre fuori tutto scorre e di figli da accudire non ne avremo, di giardini da curare ne vedremo solo su real time, di carriere da scalare solo nei film di Hollywood.

E intorno tutto crolla, come un domino fatto di tessere umane, fatto di vite spezzate a cui non è stato dato nulla a cui aggrapparsi, se non a se stessi e ad una manciata di persone amate e da amare, oltre ogni cosa, oltre ogni stupido ragionamento e ambizione.


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Perso tra le montagne di Twin Peaks mi ritrovai ad Albuquerque dove un furgone mi trasportò a Westeros e a Westworld successivamente dove ritrovai una cabina telefonica inglese con un Dottore pronto a giocare a Basket o a Calcio con me e a parlare di sociale, politica, futuro, persi come fossimo sull'isola di Lost.


Attenzione!

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Non sono solito commentare molto i post, questo invece mi stimola, quello che scrivi é condivisibile ma credo che ogni generazione si senta una "Lost Generation" ognuno di noi vive nel mondo moderno a cavallo di più ere, c'é chi in una vita ha visto il primo cinema da ragazzo e l'uomo sulla luna da vecchio, chi é vissuto tra le due grandi guerre, chi ha studiato l'urss e la Germania est ed ovest. Tantissime persone si sono spostate, magari di poco, così poco che nemmeno lo consideriamo uno spostamento, penso a mia nonna, nata in un paese, che si trasferì con mio nonno in un paese a 12km di distanza, ma che all'epoca era comunque lontano.

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Son Felice di aver attirato la tua attenzione al punto da indurti a commentare,cosa che fai poco come giustamente ricordi.
Il problema è sicuramente "ancestrale" nel senso che tutti ci sentiamo fuori posto in qualche modo in ogni epoca.
Detto ciò io volevo soffermarmi su un aspetto psicologico - affettivo e soprattutto organizzativo e progettuale.
Le distanze si sono assottigliate ma i modi di vivere e vivere i rapporti son cambiati.
I tuoi nonni credevano di aver smosso un continente spostandosi di 12 km cosi come.noi oggi ci.muoviamo di nazione in nazione con facilità estrema.
Allora però loro avrebbero potuto pianificare la loro vita,l'educazione dei figli,l'assistenza ecc.
Oggi non puoi farlo.
Oggi sei da quel punto di vista in.bakia degli eventi e di te stesso.

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Posso solo ricordare che la Lost generation era un termine attribuito a Hemingway e riguardava quelli che avevano fatto la Prima Guerra mondiale e tornati non sapevano integrarsi ecc. Forse non l'hai scelto a caso. In letteratura avevano sguardi amari come il tuo. La cosa importante è averne coscienza così si trovano le armi per combattere.

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Non casuale ma con l'intento di ribaltare il concetto.
Non più una generazione che non riusciva a reinserirsima una che anche se volesse oggi non riuscirebbe davvero a costruirsi un futuro.

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Complimenti per il concetto, anche perché parla di qualcosa di non teorico o lontano nel tempo, ma scottante. È un urlo di protesta.

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Grazie :)

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