Comunicare senza le parole - ecco come scoprire chi mente

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Uno degli aspetti che da tempo interessano il campo scientifico e sociale è la comunicazione non verbale (CNV). Essa è una caratteristica attraverso il quale il comportamento umano si esprime, permettendo alle  emozioni, agli stati d'animo, alla felicità, alla rabbia o all' angoscia di manifestarsi, senza ricorrere a una comunicazione verbale, quindi all'utilizzo delle parole. Si pensi che nelle relazioni interpersonali, solo il 7%  si basa sull'uso della parola, la restante parte viene comunicata attraverso il linguaggio del corpo.

Io, e come me immagino ce ne siano altri, ho iniziato ad appassionarmi a questo argomento grazie a una serie tv "Lie to me". Recentemente è molto conosciuta proprio perchè si è dedicata completamente all'interpretazione di volti, di movimenti del corpo che potrebbero essere considerati banali, ma che celavano significati nascosti. Con la loro interpretazione avveniva la cattura di criminali, magari analizzando l'inclinazione di un sopracciglio alzato o una grattatina al ginocchio.

Non saranno sicuramente questi aspetti, come altri visti nella fiction, a determinare la colpevolezza di qualcuno, ma posso garantirvi che fanno la loro parte in un insieme di altre manifestazioni comportamentali e verbali contraddittorie.

MICRO-ESPRESSIONI vs ESPRESSIONI FACCIALI

Partiamo da quello che è il concetto di micro-espressione,considerandolo come il punto di partenza su cui si basa tutto lo studio di questa disciplina. Una micro-espressione è la manifestazione di un'emozione che cerca di sfogarsi sul volto in un istante; molto spesso questa emozione ha un rapporto contraddittorio tra ciò che si "dice" e ciò che si "vede" sul volto. In ogni caso è alla base di un rapporto interpersonale e molto utile per interpretare le emozioni umane, in particolar modo quelle nascoste. Le micro-espressioni non vanno confuse con semplici e comuni "espressioni facciali", in quanto quest'ultime sono universali e uguali per tutti, si possono controllare più facilmente e ne varia la durata. 



 Attribution-ShareAlike CC BY-SA by @elvisxx71 thanks to @steempsyh and @davinci.art -[Source] (https://steemit.com/@davinci.art)

Nell'immagine soprastante possiamo notare quelle che sono le espressioni facciali comuni, uguali per tutti gli uomini; la tristezza, la rabbia, il disprezzo, il disgusto, la sorpresa e la paura, sono emozioni che vengono manifestate allo stesso modo da tutti gli uomini. Un volto può essere decodificato attraverso le Action Unit (AU),  suddivise in piccole unità d'azione secondo degli schemi che sono ripetibili per tutti. Ma vediamo in base all'emozione provata quali sono gli elementi del volto che cambiano; 

  • La tristezza: in questo tipo di emozione le palpebre risultano cadenti, gli angoli della bocca sono rivolti verso il basso, sopracciglia oblique, con perdita della messa a fuoco sull'occhio;
  • La rabbia: qui le sopracciglia risultano abbassate, labbra serrate e occhi truci con sguardo minaccioso;
  • Il disprezzo: l'angolo della bocca risulta teso e sollevato verso un lato del viso;
  • Il disgusto: in questa espressione facciale, il labbro superiore è rialzato e il naso risulta arricciato;
  • La sorpresa: entrambe le sopracciglia sono alzate, con bocca aperta e occhi spalancati. Capiamo che una sorpresa è sincera quando compare sul volto per meno di un secondo, se dura più di questo tempo sta fingendo;
  • La paura: anche qui le sopracciglia sono alzate, le palpebre superiori sono sollevate e quelle inferiori sono sbarrate, con labbra leggermente socchiuse e tirate verso l'esterno;
  • La gioia: quando siamo felici e sorridiamo, si creano delle rughe d'espressione attorno agli occhi, la palpebra inferiore è alzata così come le guance sono sollevate e gli angoli della bocca tendono ad andare verso l'esterno e verso l'alto.              

Al contrario, le micro-espressioni durano circa un quarto di secondo e vennero scoperte, nel 1966, da E. A. Haggard e K. S. Isaacs durante alcuni studi di psicoterapia riguardanti la comunicazione non verbale dei pazienti. In un secondo momento questi studi vennero approfonditi da Paul Ekman che ne sostenne l'universalità basandosi sugli studi e le scoperte di Charles Darwin. E' anche grazi a questi contributi se la ricerca sperimentale continua.  

                           MA COME FACCIAMO A CAPIRE SE UNA PERSONA MENTE?

Ci sono molti aspetti in comune fra tutti gli uomini per capire se una persona sta mentendo; statisticamente una persona dice 3 bugie ogni 10 minuti di conversazione. Per esempio, negli interrogatori è possibile che il sospettato venga sottoposto al test del poligrafo, ma quest'ultimo ci può rivelare se il soggetto si sente in colpa ma non per quale motivo, ecco perchè è importante sottoporlo alle giuste domande e in base a queste si vede la sua reazione. 

Molti pensano che per capire se una persona mente, quest'ultima ti deve guardare dritto negli occhi; beh nella maggior parte dei casi è vero, perchè chi mente non ama il contatto diretto, ma può anche avvenire il contrario; per esempio se poni una domanda a qualcuno come: "cosa hai mangiato oggi?" e l'altra persona distoglie lo sguardo da te, esita un secondo a rispondere per ricordare, è molto più probabile che ti dica la verità a differenza se una mamma chiede alla propria figlia: "dove sei stata ieri sera?" e la figlia risponde "ieri sera sono stata in Chiesa"  mentre fissa negli occhi la mamma. Beh qui ci sono 2 componenti in gioco: la prima è che è molto improbabile che la figlia sia andata in chiesa; la seconda è che la figlia fissa la mamma negli occhi perchè vuole assicurarsi che creda alle sue bugie.


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IL LINGUAGGIO DEL CORPO

Ad ogni modo le micro-espressioni devono sempre essere associate al "linguaggio del corpo" nel suo insieme come una scrollata di spalle asimmetrica può essere sinonimo che non si ha fiducia in quello che si è appena detto, o un'eccessiva sudorazione può farvi pensare che chi è davanti a voi è agitato e molto nervoso, atteggiamento che è tipico di un bugiardo. Inoltre, tendono a coprire d'istinto le parti del corpo più vulnerabili come il collo, la testa, l'addome, o coprirsi la bocca con la mano se non si vuole affrontare un determinato argomento o rispondere a una domanda. Una manifestazione di disagio si presenta con il movimento dei piedi, sintomo che la persona con cui si sta parlando vuole andare via, o la tendenza a puntare il dito per cercare, come si suol dire, di "girare la frittata" accusando l'altra persona; anche questa è una forma di disagio di un bugiardo . Inoltre ogni dettaglio sia facciale che linguistico deve essere esaminato; 


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CARATTERISTICHE FACCIALI

La contrazione delle labbra mentre qualcuno parla è sintomo di un'insicurezza gestuale: non crede alle sue parole, come un'alzata di mento esprime un certo imbarazzo. Va notato che un bugiardo tende a sbattere le palpebre più frequentemente, a inclinare la testa verso il basso, lateralmente, a volte anche a scatti e in certi casi potrebbe sembrare "felice" , ma è solo un modo per nascondere una possibile rabbia. 

Per capire se qualcuno nasconde qualcosa, è molto noto l'atteggiamento di "grattarsi il naso". Molti non credono a questa diceria che, al contrario, ha qualcosa di vero; nel nostro naso, sono presenti i turbinati, cioè quella parte ossea ricoperta esternamente da mucosa e peluria presente nelle fosse nasali, e internamente è altamente vascolarizzata e formata da tessuto spugnoso, con la funzione di filtrare l'aria che respiriamo. Accade che quando stiamo mentendo, nei turbinati circola una quantità di sangue più elevata che va a stimolare quello che è il tessuto erettile che ci fa percepire una sensazione di prurito. E' un gesto che non possiamo controllare, come lo può essere arrossire davanti a uno/a bello/a ragazzo/a. Toccarsi il naso può avvenire anche in altre circostanze, non per forza riguardanti la menzogna; può capitare durante eccitamento sessuale, in un momento di imbarazzo o di rifiuto.


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CARATTERISTICHE LINGUISTICHE

Gli aspetti linguistici sono caratterizzati da vari fattori come il tono di voce, che tende ad aumentare se si sta dicendo una bugia per essere creduti meglio,  o la ripetizione  è un chiaro segnale di menzogna soprattutto se si ripetono le parole "Non l'ho fatto", non è altro che un modo per convincere se stessi di non aver fatto quella determinata azione. Ad esempio negli interrogatori, il soggetto accusato tende a fornire un gran numero di dettagli superflui e insignificanti, il rischio sta nel non confonderli e riuscire a ricordarli; a questo proposito un metodo è quello di far ripetere al soggetto, per esempio cosa ha fatto il giorno precedente, prima in modo normale seguendo l'ordine cronologico dei fatti  e poi al contrario; questo serve per verificare la veridicità dei fatti che racconta. Per questo motivo si servono di registratori per riascoltare la voce dell'imputato, in modo da controllare il numero di volte che si è contraddetto e analizzando tutti i possibili toni e sfumature della voce. E' chiaro che se presto attenzione alle micro-espressioni, trascurerò l'aspetto linguistico o viceversa.

Non tutti, però, reagiamo allo stesso modo durante un interrogatorio, infatti c'è chi parla molto velocemente, e la velocità è sintomo d'ansia, e c'è chi quasi non riesce a parlare,alza le spalle, ha il fiato corto, fa fatica a respirare ed esprimersi; questo è dovuto a un cambiamento del battito cardiaco e del flusso sanguigno. Il nostro corpo reagisce così quando è in uno stato di tensione. 

Ma un singolo segno del linguaggio corporeo, non ci indicherà mai la menzogna perchè, come detto precedentemente, va tenuto conto dei comportamenti della persona nel suo insieme e capire quale può essere stato il motivo che l'ha spinta a mentire; molte volte potrebbe esserci un buon motivo per mentire. E' molto importante precisare che il linguaggio del nostro corpo riguarda la comunicazione, uno scambio di emozioni represse, non la lettura del pensiero. Per concludere cito una famosa frase di "Lie to me" : la verità è scritta sul nostro volto.


Ricerche correlate:

https://antoniomeridda.com/lie-to-me-finzione-o-realta/

https://it.wikipedia.org/wiki/Microespressioni

https://it.businessinsider.com/12-segnali-che-qualcuno-vi-sta-mentendo/

https://www.ramontesta.it/perche-quando-mentiamo-ci-tocchiamo-il-naso/


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Mi è piaciuta questa pubblicazione, sto imparando l'italiano ed è stato molto facile per me leggere.
Ho una domanda
Cosa è più facile mentire o scoprire una bugia?

Sono contenta che ti sia piaciuto! Riguardo la tua domanda, io penso che scoprire chi mente sia molto più difficile di mentire.. perchè molte persone sono brave a mentire e sanno farlo anche bene, ma per scoprire una bugia devi prestare molta attenzione a tanti fattori.. :)