Il ponte dell'avidità

in #ita8 years ago

Tantissimi italiani lo avranno appreso mentre erano in spiaggia, in montagna o in giro per città d'arte. Altri erano in procinto di accomodarsi a tavola per un pranzo agostano come al solito blando e rilassante.

Come un fulmine a ciel sereno alla tv, alle radio inizia a rimbalzare la notizia che il ponte Morandi che collega Genova all'arteria autostradale del nord-ovest era crollato. Una news che sembrava inverosimile e di cui inizialmente non si era capita la portata prima di divenire una delle tragedie più immani avvenute negli ultimi anni.

Cordoglio alle vittime e grande rispetto per loro.

Per molti questo dovrebbe essere il momento del lutto e del silenzio ma forse è proprio ora che sarebbe meglio concentrarsi sulla "caccia" ai responsabili e sul pugno duro da riversare contro i soliti noti che pur cambiando nome e faccia rovinano il nostro paese, spesso mietendo vittime innocenti.

Il cittadino comune non può avere la giusta competenza, informazione e consapevolezza degli eventi a monte della vicenda che hanno generato il crollo dell'infrastruttura ma possono senz'altro provare da oggi a chiarirsi le idee, cambiare mentalità e ribellarsi al modo di fare e portare avanti il mondo che li circonda, smettendo di aspettare miracoli politici o economici e mettendosi in prima linea davanti ai problemi quotidiani.

Quella del ponte di Morandi era una tragedia annunciata che ha molti padri e forse un solo responsabile: l'avidità.

L'avidità che albergava nei politici di turno che hanno chiuso un occhio per riscuotere questo o quell'altro bacino di voti, l'avidità propria di chi su queste costruzioni ha fondato un impero, l'avidità di chi sapeva che quel ponte andava chiuso ma ha preferito continuare a lucrare sui pedaggi piuttosto che salvaguardare umili e semplici vite umane.

Immagine priva di diritti di copyright

La rete autostradale italiana è la più cara d'Europa eppure la società autostrade, che vede nella famiglia Benetton i propri vertici, paga la quasi totalità delle tasse in Lussemburgo non contribuendo alla crescita del paese.

Basterebbe questo dato per portare avanti una rivoluzione gentile, una rivoluzione che ci porti in massa davanti ai caselli a rifiutarci di pagare il pedaggi, per giorni, settimane, mesi oggi più che mai. Una protesta forte e non solo simbolica contro chi, dall'alto della propria italianeità e del proprio patriottismo, ci vessa ogni giorno con folli tassazioni per chi percorre le autostrade, salvo risparmiare in tasse pagandole altrove e rimandando o insabbiando manutenzioni ordinarie e straordinarie pur di guadagnare di più, sempre di più.

E non dimentichiamo oggi, nei giorni cardine della tragedia, che c'è stato un governo, quello scorso, che ha fatto orecchie da mercante durante 2 interrogazioni parlamentari che citavano il problema e che ha addirittura rinnovato con 20 anni di anticipo la concessione alla società dei Benetton. Non se ne sentiva il bisogno e ancora oggi non si conoscono i motivi dietro a questa ingiustificabile concessione, inopportuna e senza senso visto che se qualcosa può portare guadagno alle casse dello stato allora sarebbe meglio tenersela stretta e non concederla a società terze innanzitutto ed in seconda istanza non si spiega il perchè si debba procedere con un'estensione di una concessione in una zona che era sotto la lente di ingrandimento per i suoi problemi infrastrutturali causati proprio dalla negligenza di chi stava ricevendo quella estensione.

Basta leggere i giornali internazionali per capire come questa tragedia sia vista come assurda e inspiegabile dai paesi occidentali che vedono in questo evento il vero specchio dell'Italia: un paese che crolla.

Ma se il paese crolla sotto i nostri piedi la colpa è nostra, servili soggetti pronti a tutto per essere assoggettati dal politico, l'imprenditore o il giullare di turno, basta che non ci tocchino le domeniche davanti alla tv, temptation island ed il gusto di criticare.

Quello si, non crollerà mai.

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[Follow Me](https://steemit.com/@serialfiller) Perso tra le montagne di Twin Peaks mi ritrovai ad Albuquerque dove un furgone mi trasportò a Westeros e a Westworld successivamente dove ritrovai una cabina telefonica inglese con un Dottore pronto a giocare a Basket o a Calcio con me e a parlare di sociale, politica, futuro, persi come fossimo sull'isola di Lost.

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Grazie per aver toccato il tema...

Grazie a te per aver letto.
In queste circostanze a mio avviso bisogna andarci tutt'altro che piano.

Un sentimento comune si può desumere da come vibrano in assonanza le voci?

Certo, ma temo che ormai non possa più bastare questo.

Assurdo, dicono tutti. Non è assurdo, è normale. Avidità, ignoranza, non ascolto degli esperti. Ma non si può subito accusare tutti e tutto. Soprattutto non devono farlo i nostri governanti, alla cieca, come dei bisonti impazziti. Calma e rispetto per le vittime prima di tutto. Rispetto per le vittime, secondo me, significa non urlare che si troveranno i colpevoli, che tutti hanno sbagliato, che si condanna senza processo. Rispetto per le vittime significa spesso l'attenzione a loro e basta, facendo anche mea culpa (da parte dei governanti). Urlando e aggredendo, ci si allontana dalle vittime e si fa campagna elettorale (pur coni dovuti distinguo).

Concordo in parte stavolta.
In Italia siamo abituati a piangere i morti, rimandare i processi e dimenticare le vittime perdonando i responsabili.
Se fossi parente di una vittima vorrei rispetto e silenzio ma vorrei anche sapere che chi ha sbagliato sarà trattato come merita, senza se e senza ma.
Settimana scorsa ho parlato con chiunque mi capitasse a tiro del problema autostrade.
Ero infuriato, senza che mi fosse capitato nulla e molto prima che un ponte crollasse.
Lo ero a causa della negligenza e la continua presa in giro che viene fatta a noi automobilisti.
La discussione solitamente finiva virando su argomenti leggeri o con uno sguardo sommesso come a comunicarmi che ero io quello strano che avrebbe fatto meglio ad adattarsi e non lamentarsi.
Vedere un ponte crollare, scoprire che tutti gli addetti ai lavori sapevano mi fa rabbia.
"Era come avere un malato in casa" ripete oggi un manager di autostrade.
Ecco...

Sono con te. Bisogna infuriarsi, ma lucidamente. Intanto sto seguendo tutti i commenti degli esperti. Mi voglio fare bene un'idea. E ora si scopre che ben diecimila ponti in Italia vanno rivisti. ecc.

Su questo sono del tuo stesso avviso.
Informarsi è l'unica strada verso la conoscenza.

E' vero è colpa nostra, ma a livello democratico l'unica cosa che possiamo fare è solo nel momento del voto. Per il resto ci sono altre azioni estemporanee, ma di sicuro più complicate. Viceversa andremmo indietro anziché andare avanti. Abbiamo votato di recente, vediamo cosa combinano e cosa fanno. Già il fatto che abbiano tirato due bastonate mediatiche facendo il nome Benetton è qualcosa, poi resta da vedere la reale sostanza. Renzi quando crollò il ponte siciliano disse "i responsabili pagheranno" ma oggi quanti si ricordano di quelle parole?

La penso, o forse la pensavo anche io come te. Adesso credo che forse non basta voltare pagina delegando ma bisognerebbe farlo diversamente, con molto più impegno personale, non solo sperando in persone più rette e capaci al governo ma cercando di creare una comunità intera di persone più rette e capaci.

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