Fiches al Polo Nord
In The Desert, we can't remember your name
La sveglia del cellulare di Giuseppe suonava come ogni mattina puntuale alle 6:30.
Magra consolazione per quella levataccia era ascoltare quantomeno i versi di una canzone a lui nota e soprattutto di suo gusto.
Giuseppe, detto Beppe, da alcuni chiamato Gio, da altri chiamato Peppino, ma per tutti Giuseppe "Cucù" vista la sua puntigliosità e precisione, sapeva benissimo come sarebbe iniziata ogni sua giornata.
Cucù sapeva esattamente come sarebbe iniziato quel 4 Gennaio.
Solita sveglia. Solita ora.
5 Minuti al letto.
Caffè, rigorosamente preparato al momento con la sua inseparabile moka old style.
Lettura della prima pagina del suo quotidiano preferito online. Uno sguardo alla sua pagina facebook. Uno sguardo alla pagina sportiva. Caffè.
Colazione terminata, il cornetto lo avrebbe preso al bar qualche ora dopo, e Cucù si dirige al bagno.
Rituale di vestizione. Occhio all'orologio.
Giuseppe rifà il letto disfatto ed è pronto per andare a lavoro.
Sapeva esattamente come avrebbe iniziato il 4 Gennaio. Non sapeva come la giornata sarebbe proseguita e come sarebbe terminata.
Il gelo di Bologna era letale. Pareva di essere al Polo Nord e la neve impediva quasi la circolazione.
Alle 16 in punto il suo amico di infanzia Giacomo lo chiama per dirgli che quella sera si sarebbe ricostituito il celebre tavolo che aveva accompagnato circa 10 anni di vita di Giuseppe e Giacomo.
A casa di Carmine si sarebbe steso il "panno verde". Ci sarebbe stata la reunion e quell'evento era già stato ribattezzato "Fiches al Polo Nord".
Carmine, Giuseppe, Giacomo, Salvatore ed Ugo si sarebbe incontrati dopo 12 anni e avrebbero dato vita ad una serata non stop di poker.
5 Carte in mano, non 5 carte a terra.
Cosi recitava l'invito preparato da Carmine stesso.
Fibrillazione totale.
Tutti diedero il loro OK in men che non si dica.
Ore 21 e tutti, puntualissimi si ritrovarono alle soglie della porta di casa di Carmine.
Bottiglie di vino, un limoncello, una bottiglia di cointreau e 2 di coca cola. Immancabili pacchi di Marlboro comprati da Ugo per tutti e la novità dei sigari cubani portati direttamente da Varadero da Carmine.
Un tripudio.
Qualche brindisi in ricordo dei vecchi tempi e alle 21:30 tutti pronti a sedersi al tavolo.
Era tutto come allora. Stesse fiches, stesso panno verde, stessi ragazzi di sempre.
Quello che era palesemente cambiato era il quantitativo di denaro che si era disposti a investire.
Le puntate che anni prima erano di pochi euro adesso erano diventate puntate da decine di euro.
I rilanci da 10 euro erano diventati rilanci da 100.
Tutti avevano un lavoro, tutti avevano avuto un distacco dal valore dei soldi senza neppure essersene resi conti.
Intorno alla mezzanotte Carmine era in vantaggio di circa 1200 ed anche Ugo, Giacomo e Salvatore non erano messi malissimo.
"Cucù" era sotto di oltre 2000 euro, proprio lui che a dispetto degli amici versava in una situazione economica non eccezionale. Lui che aveva investito tutto in una startup andata malissimo e che era stato risucchiato da interessi e more da pagare solo 3 anni prima e che adesso viveva in condizioni di disagio ricoperte da una grande dose di umiltà. I suoi amici di sempre non avevano idea di quello che Giuseppe stava passando e sembravano farsi beffe dei soldi che scorrevano sul tavolo.
Giuseppe ebbe l'istinto di alzarsi e fermare l'emorragia.
Avrebbe potuto sostenere quella perdita ma non sarebbe potuto andare oltre.
Chiamò il "doppio giro" ma i ragazzi lo convinsero a tirare fino alle 3.
Era tanto che non si vedevano. Era tanto che attendevano quella serata che li aveva uniti per tutta la loro gioventù. Erano tutti sinceramente felici ed elettrizzati di essersi ritrovati. E cosi Giuseppe acconsentì e fino alle 3 riusci a limitare i danni.
Mancavano solo 7 partite al termine e quando Ugo distribuì le carte Giuseppe iniziò a "trizziarle" come si dice dalle sue parti.
Immagine priva di diritti di copyright
Jack di cuori, Q di cuori, K di cuori, asso di cuori, 8 di picche.
E adesso?
Carte bellissime ma senza valore quelle.
Nel frattempo Salvatore rilancio con 200 euro l'apertura di 50 fatta da Carmine.
Beppe decise di andare a vedere e cambiare una carta.
Anche Carmine e Salvatore cambiarono una carta.
Doppia coppia avranno avuto, pensò Beppe.
Lui trizziò le sue carte.
Era arrivato un altro 8 ma stavolta era di cuori.
Carmine sussurrò "parola", cedendo l'incombenza a Salvatore.
Per Salvo era il momento di attaccare.
300 euro disse.
Beppe pensò che quello era un segno del destino. Non solo avrebbe recuperato la perdita ma forse sarebbe riuscito a vincere mille euro e oltre se se la fosse giocata bene.
Vedo i tuoi 300 e rilancio di 500
La sala si gelò manco fossimo davvero al Polo Nord.
Era il rilancio più alto della serata. Sul tavolo c'erano oltre 2000 euro al momento.
Passarono tutti ma non Salvatore.
Vedo il tuo rilancio e rilancio di 800.
Giuseppe ebbe un sussulto.
Timore e anche un'euforia di chi sapeva di avere la carta migliore in mano.
Solo un poker o una scala reale avrebbero potuto batterlo.
Decise di andare a vedere ma senza rilanciare.
Era il momento di calare le carte e scoprire la mano vincente.
Gli altri 3 amici sudavano freddo.
Salvatore e Giuseppe erano impietriti e celavano un tipico ghigno di chi credeva di aver vinto.
Solo uno avrebbe vinto.
Giuseppe mostra il suo colore.
Ugo si fece scappare un "mi dispiace Salvatore".
Salvo mostrò un tris di 9.
Si alzò tenendosi le altre 2 carte in mano.
Beppe con le 2 mani raccolse il bottino ma Salvatore lanciò il quarto 9 sulle banconote da 50 euro.
Poker Cucù, metti giù le mani dai miei soldi.
Giuseppe non ebbe modo di riflettere.
Afferrò la bottiglia vuota di cointreau e la sferrò con tutte le sue forze sul cranio di Salvatore.
Un frammento di vetro schizzò alla giugulare di Carmine.
Le gocce del sangue di Carmine colavano dal panno verde.
Le banconote da 50 euro erano diventate rosse.
"Le Fiches Al Polo Nord" erano divenute una storia di cronaca nera che sarebbe stata sulla bocca di tutti gli abitanti del paese per anni.
Purtroppo è un racconto di fantasia fino ad un certo punto, quando si gioca fortemente a soldi è un attimo perdere la bussola...
Eh gia
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