La sfida di Luisa
Luisa vista in lontananza appare come un inerme ed insignificante puntino nero all'orizzonte, schiacciato tra l'immenso cielo blu e la sconfinata lastra di ghiaccio bianco. Avanza lentamente, mentre i suoi muscoli si tendono e flettono ritmicamente e ogni cellula del suo corpo è protesa a fornirle dell'energia che necessita. Questa landa aspra, inospitale e dalla frustrante piattezza mette costantemente alla prova la sua forza mentale, levigando i suoi pensieri al pari del vento che vortica sul ghiaccio.
Durante la marcia è più facile controllare ed ordinare il flusso dei pensieri, ma arriva inesorabile l'ora in cui le ombre si allungano oltre misura, deve quindi fermarsi per la notte, picchettare la tenda al suolo ed il cupo suono dei chiodi che martella nel ghiaccio, scalfiscono la determinazione che l'animavano fino a poco prima.
Entra nella tenda seguita dalla sua compagna di viaggio Elma e sedute una di fronte all'altra consumano silenziosamente il pasto. Poi come di consueto partitella a Black Jack. Luisa dispone le carte di fronte ad Elma, lei a volte ci batte sopra con la zampa come a chiedere un'altra carta oppure fissa Luisa con i suoi occhi blu da Husky aspettando un qualche segnale. Sebbene la cagnolina ignori le regole del gioco, il più delle volte è più fortunata della sua padrona e vince il piatto ed un paio di biscottini come ricompensa.
Luisa l'accarezza per la buona notte, quindi si infila nel sacco a pelo termico. Nella più completa oscurità, a centinaia di km dall'essere umano più prossimo, con il vento che ulula come un lupo affamato in cerca di prede, Luisa non ha paura, si sente, ogni giorno che passa, più sicura e determinata. Non ha bisogno di arrivare al Polo per vincere la sfida.
La vera sfida con se stessa l'ha già vinta, il giorno che ha lasciato il ricovero per le donne maltrattate ed è andata in tribunale a testimoniare contro il suo ex compagno che la picchiava. Quel giorno si è riappropriata della sua vita, ma questi giorni sul ghiaccio artico le sono serviti per costruire una Luisa più forte, in grado di dominare gli elementi, di superare le difficoltà e le debolezze, in grado di reagire.
D'ora in poi, anche con le carte sbagliate in mano, Luisa non avrebbe più abbandonato il gioco, era determinata a viversi la vita fino in fondo e senza alcuna paura.
La riscossa e il coraggio sono il pugno definitivo a chi maltratta le donne.
Bella storia.
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Bellissimo! complimenti!!