Il dolore che tace
Il dolore che tace
Il sentimento dell'amore, può essere paragonato a due gocce d’acqua che si uniscono per dar vita ad un oceano.
Due sguardi distratti ed immersi l’una negli occhi dell’altro, dei sorrisi felici, il profumo della pelle, il respiro di ciò che è amore.
Provare delle sensazioni tanto belle da togliere il fiato. Saremo felici o saremo tristi?
Riuscire a perdere il senso del tempo, il vento che soffia tra i capelli, la brezza del mare, l’odore di salsedine e i granelli di sabbia che si innalzano al cielo.
Conchiglie e ciottoli sparsi qua e là, tracciandone un cuore, con due nomi.
Una mano stretta all’altra.
Una corsa ed una presa, un salto, un caloroso abbraccio, un senso di felicità e di pace.
Dei sorrisi spensierati, il domani sembra infinito, ogni pensiero scivola via, si annulla, il bene circonda il bene, l’amore riempie d’amore.
Cito alcuni tratti della poesia d'amore di Catullo, Carme 5, dedicati al suo amore per Lesbia:
Dammi mille baci, poi cento poi altri mille, poi ancora cento poi altri mille, poi cento ancora. Quindi, quando saremo stanchi di contarli, continueremo a baciarci senza pensarci, per non spaventarci e perché nessuno, nessuno dei tanti che ci invidiano, possa farci del male sapendo che si può, coi baci, essere tanto felici.
Ad un tratto una crisi d’amore e nulla più.
Camminare per strada, immersa tra i propri pensieri, le macchine, le persone che passano, un semaforo che alterna regolarmente nel suo cronometraggio di tempo, il rosso, il verde ed il giallo.
Tutto scorre come le ore, i giorni, i mesi e gli anni.
Essere in gruppo e non esserci nel medesimo tempo, un sorriso distratto, una bellezza spenta, un dolore che tace, silenzioso ed intenso.
Portare dentro una malinconia, proprio come un profumo.
E’ tutto buio, c’è silenzio, anche se fuori splende il sole.
La notte diventa luce, per tornare a dormire, ristare bene e ritornare a sognare.
Con una lacrima che scende giù e si asciuga lasciando un lieve alone.
Tremare e cedere nel desiderio di risentire quel respiro, accarezzare quella mano, ritornare ad amare.
Sentire e non sentire.
Aver bisogno di qualcosa, qualcosa che prima c’era, apparteneva alla tua vita e ne faceva parte, arricchendo le giornate, dandone un senso, qualcosa che nella quotidianità era ormai dato per certo.