Finalmente a casa!

in #ita8 years ago

Finalmente a casa!
È questo il primo pensiero che mi passa per la testa ogni volta che rimetto piede sulla pista dell'aereoporto di Bari, appena sceso dal Boeing della Ryanair.

Flap_down01.jpgImmagine CC0 creative commons

Succede circa 2 volte all'anno da 3 anni a questa parte, una rarità, ecco perché questi momenti mi rimangono impressi nella mente.
Ed è giusto che sia così. È giusto che ogni essere umano sia legato con il cordone ombelicale alla propria terra natìa, a prescindere dal luogo in cui vive e da quello che fa, è la natura che ci ha fatto così. Si è legati a quella stessa terra di cui non ne potevamo più, quella terra che ci ha fatto scappare in cerca di un lavoro e di un futuro migliore. A volte ci penso e mi sento stupido, non capisco come sia possibile tutta questa incoerenza di emozioni.

Ogni volta che scendo giù la trama è sempre quella. I primi 2-3 giorni seguono la falsa riga dell'atterraggio. Si fa il solito giro di visita ai parenti e agli amici (altrimenti cosa devono pensare se non li saluti?), il bacetto,il madò quanto sei dimagrito perché quanto sei ingrossato sarebbe offensivo e il mò quando te ne vai? di cui non ho mai capito il senso: ma perché se sono appena arrivato mi chiedi quando me ne vado?? Mi fai solo venire ansia!

Parenti_serpenti.jpgImmagine CC0 creative commons

Durante il consueto tour dei saluti, ogni strada,casa, piazza, negozio che vedi fa riaffiorare un sacco di emozioni e ricordi, talvolta anche contrastanti e torni a casa la sera distrutto e con un mal di testa enorme per via dei mille pensieri che si sono alternati nel corso della giornata. Ma sei contento perché ti senti a casa, circondato dai tuoi cari e non vorresti più andare via. Cominci a pentirti della tua scelta, di aver abbandonato le tue radici per inseguire i tuoi sogni, ti senti quasi egoista, saresti potuto rimanere e lottare con i tuoi conterranei per salvare quello che si può, per contribuire alla rinascita, che non si sa quando avverrà ma prima o poi arriverà.

Per fortuna hai preso 2 settimane di ferie, hai abbastanza tempo per riflettere, per placare le emozioni straripanti dei primi giorni, per tornare con i piedi per terra e per capire che non ti devi preoccupare, ci avevi visto bene 3 anni fa, hai fatto bene ad andartene.
Si perché più passano i giorni e più cominciano a venir fuori i problemi.
Vabbè apparte le strade che richiamano gli anni peggiori di Sarajevo, quelle le hai viste già il primo giorno, ma ormai non ci fai più nemmeno caso, anche se ogni volta, non so per quale motivo, sono peggiorate.

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Foto di proprietà dell'autore

Ti rendi conto che alcune cose non le puoi fare perché semplicemente non ci sono. Se vuoi grigliare con gli amici e cerchi un'area attrezzata, devi spostarti di più di 100 km, a meno che nel frattempo la zona pic-nic non è stata vandalizzata dal cretino di turno.
Se hai voglia di mangiare fuori con gli amici, magari una bella mangiata di pesce a vista mare, probabilmente dovresti rinunciarci ed evitare di proporlo, perché molti di loro non lavorano e comunque anche se lavorano guadagnano così poco che non se lo possono permettere.

Per non parlare della falsità delle persone, che si salutano e si offrono caffè per un posto di lavoro qua o una licenza là. Per questo ho sempre pensato che, se mai dovessi aprire un'attività, non lo farò al Sud. Da noi significherebbe automaticamente scendere a compromessi con qualcuno (più di qualcuno). È un giro da cui poi non ne esci più e sei costretto a stare al gioco fino alla fine, se vuoi che i tuoi affari vadano bene. È vero, la situazione economica in cui ci troviamo è tragica e a volte si cerca in tutti i modi di trovare un piccolo aiuto, ma con questa mentalità non si va lontano.

Insomma non posso negare che negli ultimi giorni di ferie prima di ripartire, nel mare di malinconia e tristezza in cui annego, un po' di soddisfazione e aspettativa nel tornare alla vita tedesca,seppur frenetica e stressante, c'è.
In fin dei conti scelsi io di andarmene e farmi un'altra vita all'estero, se non fossi stato soddisfatto con ciò che ho costruito in questi 3 anni, sarei già tornato in patria tempo fa.
Per molti può sembrare egoistico abbandonare la nave che naufraga invece di aiutare a salvarla; io invece penso che sia giusto abbandonarla se il resto dell'equipaggio non fa altro che contribuire al naufragio.

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Non posso che condividere queste tue riflessioni, cambia solo il mezzo di trasporto. Io il treno.

Sei anche tu del Sud?

Centro. Roma provincia.... burino insomma ☺️

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