Una lunga cavalcata - Sul confine dell'incredibile - 3° e ultima puntata

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Riportare le ossa a casa, sembrava facile a dirsi, ma fu veramente dura, anzi, durissima....

Sentivo che ero al limite, il mio fisico stava facendo una gran fatica per mantenere il ritmo della corsa, ho sempre indossato il cardiofrequenzimetro mentre correvo con una certa intensità sin dall'inizio degli anni '90, anche quel giorno lo indossavo, questo strumento è come il contagiri per la vettura o motociclo, misura a che regime stiamo girando, come fa lo strumento per il motore, il cuore in fondo è il motore del corpo umano, per cui controllare la frequenza cardiaca significa sapere quanto è dispendiosa la nostra corsa.

Viaggiavo a 175 battiti al minuto, a quella frequenza cardiaca ero solito fare le gare in quel periodo, ma la corsa più allucinante fu che non stavo andando a 4 minuti e 20 secondi del ritmo massimale della gara, bensì a 6 minuti al km!!!! Ero letteralmente cotto, lo strumento elettronico non faceva altro che confermare inesorabilmente le mie sensazioni di estrema difficoltà nel continuare il gesto atletico della corsa, per 6 km consecutivi la frequenza cardiaca non si schiodò dai 175 battiti al minuto, e la velocità si mantenne intorno ai 6 minuti al km, un vero supplizio, con la testa che ronzava associato a qualche rapido ma costante capogiro, il tutto controllato dalla mia mente che cercava disperatamente di avere il sopravvento sulla situazione devastante che stavo vivendo.

Riuscii con i piedi ma anche con le mani e con i gomiti a raggiungere il negozio, la sensazione di confort e di sicurezza del toccare la maniglia di accesso al locale fu enormemente rassicurante, avevo lasciato anche l'aria climatizzata accesa, varcando la soglia entrai in un altro mondo e mi riebbi istantaneamente, ringraziando il cielo di averla scampata anche quella volta, arrivandomi al tavolino notai un integratore in formato gel di carboidrati e maltodestrine, utili anche in fase di recupero, il rappresentante che mi aveva lasciato quel campione mi aveva detto che erano un po' dense, consigliandomi blandamente di assumerle con un po' d'acqua per sicurezza, strappai con facilità il bordo della confezione e spremetti il contenuto dentro la mia bocca, una volta terminata l'operazione senza ulteriori indugi deglutii tutto quanto....

Cazzo, andai incontro ad una sensazione allucinante, in quanto il gel si fermò al termine della gola, ostruendo il passaggio respiratorio, sentivo le orecchie fischiare nuovamente, l'aria non passava, un secondo infruttuoso tentativo di deglutizione fece scattare un piccolo campanello d'allarme, ma mi feci forza e respinsi il problema...

"Calma Marco, calma, adesso piano piano vai in bagno e ti attacchi al rubinetto, a costo di vomitare lo apri a tutta pressione, andrà pure giù stocazzo di gel!!!"

Così feci, per un paio di secondi il gel provò a resistere, ma quando il primo blocco gelatinoso scese giù ne seguì un secondo, e poi un terzo, finché il passaggio venne completamente ripristinato, mandai a quel paese il rappresentante, ripromettendomi di dargli una bella lavata di testa quando lo avrei rivisto, e fu così effettivamente, lo mandai a cagare lui e il suo gel-colloidale.

Questo rimane a distanza di tempo uno degli allenamenti più tosti che io abbia mai sostenuto, alla fine la lunghezza complessiva fu di circa 20 km, con un tempo di poco inferiore all'ora e 50 minuti, ma quanta fatica per finirlo!!!

Continua....

Disegno di mia proprietà, realizzato da @ran.koree

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Cazzarola! Hai ragione... È stata una bella disavventura. Ti meriti una bella !BEER

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Raramente ho avuto un concentrato così alto di sfiga, poi tutto in un unico allenamento, è stato realmente tutto molto inverosimile ma dannatamente reale!!