Si può essere vecchi a 50 anni??
La domanda è volutamente provocatoria, ma andando oltre al puro significato della frase, non ho fatto questa affermazione in relazione alla propria capacità personale di sentirsi l'età addosso, ma a quello che gli altri ci vogliono trasmettere in considerazione della nostra età anagrafica, e più specificatamente il tanto problematico settore del lavoro.
Come ho accennato alcune volte, proprio a 50 anni sono stato per la prima volta per 13 mesi senza lavoro, e per uscire da questa tristissima e devastante situazione ho sfruttato una piccola possibilità che mi ero in un certo senso procurato, riaprendo un negozio specializzato nel running, ma con mille difficoltà, dovute a tante problematiche ostiche da far combaciare.
E' stata una scelta quasi obbligata, perché tante volte mi è stato fatto capire, più o meno velatamente, che a 50 anni per la quasi totalità delle offerte di lavoro "sei vecchio", hai quell'età in cui non sei né carne né pesce, non sei da pensione, perché è ancora molto lontana da raggiungere (in certi casi te la fanno desiderare come l'acqua nel deserto...), ma sei anche di problematico reinserimento nel mondo del lavoro.
Il presente racconto si riferisce ad un reale colloquio avvenuto un paio di anni fa, precisamente il 1° agosto 2016.
Segnalazione
Domenica 31 luglio mi arriva un messaggio telefonico, un mio caro amico mi comunica che un'importante catena di negozi di articoli sportivi sta cercando un addetto con esperienza nel punto vendita presso un centro commerciale, lo ringrazio calorosamente per la graditissima segnalazione e la mattina seguente, proprio all'apertura, alle 9 e pochi minuti sono davanti alla porta di accesso del negozio di articoli sportivi.
Riscontro che effettivamente c'è questa tabella, in formato A4, in sono riportate queste testuali parole, "cercasi addetti con esperienza", fine del messaggio.
Contatto
Entro dentro al negozio, mi guardo un attimo in giro, e faccio qualche passo verso la vicina cassa, dove ci sono due persone, una circa della mia età ed un ragazzo molto più giovane, comunico che desideravo avere qualche informazione sul cartello che c'era in vetrina, quello della richiesta di addetto con esperienza.
Mi risponde il mio coetaneo, che poco dopo si presenta come l'effettivo responsabile e gestore del punto vendita, e parliamo per una ventina di minuti, durante i quali emergono le mie competenze in questo campo, che sono molto ampie, perché essendo quasi sempre stato titolare/gestore dei negozi che ho avuto, sono in grado di svolgere quasi tutte le mansioni, dalle più semplici alle più complesse.
Il gestore mi fa gentilmente notare che loro stanno cercando un basso profilo, che non si sposa sulla carta con le mie qualifiche, ma rispondo che era già qualche mese che non stavo lavorando e che non c'erano assolutamente problemi da parte mia, qualsiasi fosse la tipologia di lavoro propostami l'avrei fatta tranquillamente, cercando di dimostrare la mia totale disponibilità, ed in ogni caso era un'opportunità che non potevo perdere.
Mi dice di portargli un curriculum dettagliato, cosa che feci un paio di ore dopo, fine della storia.
Continuazione e fine della storia
Dopo la consegna del curriculum, non ho mai ricevuto nessuna comunicazione da parte di questo punto vendita, e la cosa più triste da rilevare è che il cartello famoso, quello "Cercasi addetti con esperienza" è stato tolto e rimesso per ben 7 volte nel corso di un anno circa, per cui la morale della favola era questa, confermata anche da un contatto telefonico che ho avuto con un rappresentante di mia vecchia conoscenza: cercavano un addetto sì con esperienza, ma massimo 29enne.
Che delusione, almeno potevano essere più chiari, hanno assunto per poche settimane diversi ragazzi, sfruttando le agevolazioni che lo stato mette a disposizione delle aziende, come quella di poter pagare questi giovani lavoratori con salari da vera fame (contratti da 450 euro al mese), i quali hanno solamente uno straccio di infarinatura, e li assumo e li licenziano a rotazione, scartando a priori la possibilità di inserire una forza lavoro più matura sotto il profilo anagrafico, sicuramente più costosa dal punto di vista dello stipendio da riconoscere, ma completa ed in grado di svolgere al meglio qualunque mansione.
A nulla è servita la mia disponibilità, adattabilità, voglia di lavorare, proposta di fare una settimana di prova gratis, competenza, nulla, considerazione zero, perché??? Sono vecchio, vecchio per quello che cercavano loro, ho parlato di questa specifica esperienza ma potrei segnalare tantissime situazioni, dove in maniera esplicità si cerca forza lavoro max 29 oppure max 35 (è un altro paletto anagrafico che ogni tanto viene messo), oppure, ricollegandosi a questo specifico caso, hai il colloquio di lavoro, ti fanno parlare qualche minuto, e quasi sempre ti trocano le gambe con la frase "veramente cercavamo una persona da inserire come apprendista", o similare, e lì sei fottuto, non hai scampo, le porte continuano a chiudersi per te, ti fanno sentire vecchio ed inutile.
Questo discorso non vuole significare che perdere il lavoro a 50 anni sia sempre un'esperienza devastante e distruttiva, ma in una buona percentuale dei casi è proprio la sensazione e la realtà che si vive, non ti senti parte integrante della società perché in buona sostanza il mondo può tranquillamente funzionare anche senza di te, perché sei una persona scarsamente appetibile, in quanto hai dei requisiti che non sono ricercati, e soprattutto non essendo più giovanissimo, per te non sono previste (per certi versi giustamente) politiche particolari per il reinserimento del mondo del lavoro.
Senti che la vita stessa ti sta scappando dalle mani, ed entrano in gioco meccanismi autodistruttivi che possono avere spesso conseguenze anche catastrofiche, basta guardare qualche notiziario per constatare che cosa può provocare il prostarsi della mancanza cronica di una stabile situazione lavorativa, e ci si sente tagliati fuori, fuori da un'esistenza nella quale fai davvero fatica a riconoscerti, e che soprattutto non pensavi mai di dover vivere, ma la risposta alla domanda iniziale, se "si può essere vecchi a 50 anni??" è nel mio caso specifico assolutamente no.
Mi dispiace, per quanto forte possa viaggiare il treno della vita, sto cercando in tutte le maniere di continuare a starci sopra, anche se il percorso è sempre costellato da violenti scossoni che possono farlo deragliare, ma chi si ferma è perduto, ed avere una mente aperta ed elastica, continuando ad allenarla costantemente, è quello che effettivamente può salvare capra e cavoli, e Steemit, in tutto questo processo e divenire, può essere veramente un toccasana, spingendoci e spingendomi ad impegnarmi sempre al massimo.


Bel post Mad! Sono belle riflessioni ed oltretutto vere.
Mi dispiace per la non chiarezza del capo del negozio, avrebbe dovuto dire le cose come stavano fin da subito, non darti la falsa speranza facendoti portate pure il curriculum.
I tempi sono difficili ora nel mondo del lavoro, ma io non credo assolutamente che l'età sia un problema. Continua a mantenerti allenato, come dici tu e andrai sempre alla grande!
Ultimamente ti commento spesso, è che mi piace molto come scrivi!
Alla prossima.
Grazie del gradito commento, acquarius30, sicuramente Steemit contribuisce a tenere alto il livello dell'impegno mentale, ed indirettamente spinge a cercare di fare del nostro meglio.
Spesso non è facile dire la verità, anche perché il cartello era in un certo senso fuorviante, non riportando l'indicazione dell'età richiesta, pazienza, era una discreta opportunità.
E ri ringrazio pure dei complimenti al riguardo della mia scrittura, cerco di fare del mio meglio
si può essere "vecchi" anche a 20 Mad (un paio di miei colleghi molto giovani che non sono per niente propensi a migliorarsi o vedere qualcosa di nuovo ma interessati solo ad arrivare alle 18.00) e poi ci sono persone come te che hai avuto l'umiltà e il coraggio di rimetterti in gioco.
mi ci metto dentro anche io,che a 44 anni cambio, tra qualche giorno, lavoro. perchè io non sono per niente vecchio :)
Certamente, carissimo @ciuoto, che non siamo vecchi, ci mancherebbe altro, ancora la parabola discendente deve partire.
SIcuramente qualcuno degli Steemians più giovane potrebbe sorridere alle nostre parole, ma gli auguro di ritrovarsi nelle nostre condizioni (non nelle mie personali economiche!!!), e per condizioni intendo energici e motivati a non mollare, e magari quando avranno la nostra età, che gli possano tornare in mente le nostre parole, perché non siamo da rottamare, perché non è giusto per tante ragioni.
Grazie mille del tuo graditissimo commento, caro @ciuoto, è sempre un piacere ritrovarti nei miei post
Per la società si è o troppi giovani e senza esperienza o troppo “vecchi” e con esperienza.
Non si è capito che cercano.
Credo che da un momento di crisi e rottura possa derivare anche qualcosa di buono, non demordere!!!
E secondo me a quell’età ci può essere anche una seconda vita, una sorta di riscatto!
Vai mad ❤️
Grazie delle tue belle parole di incoraggiamento, aiutano ad andare avanti, facendoci vedere il mondo un po' più positivamente, a me procurano questo piacevole effetto.
Sto cercando effettivamente di non mollare, non è facile ma se ci si arrende, allora è proprio finita.
Non mi sento affatto vecchio, anche perché a volte faccio delle pataccate degne di un ragazzino!!!!!
Grazie ancora, cara @g-e-m-i-n-i
Un post bello denso, attuale e terribile. Non sei purtroppo l'unico ad aver vissuto questa situazione con impotenza. Una mia carissima amica ha perso il lavoro a poco più di 50 anni, una tragedia perché troppo giovane per la pensione ma, proprio come te, considerata fuori mercato e trattata come se fosse uno scarto ai vari colloqui, nonostante l'esperienza in un settore complesso e la voglia matta di rimettersi in gioco.
Ha alla fine trovato l'opportunità di qualche contratto a termine, robe da tre mesi e poi si vede, ma di certo non è una situazione accettabile.
Questo paese accetta soltanto i giovanissimi da "formare" e sottopagare o i raccomandati, a volte ci sono delle eccezioni ma non è una bella situazione.
Quello che ho notato anche io, spesso in seguito ai colloqui non si ottiene nessuna risposta, come se non esistesse neppure più la buona educazione... La prima differenza che ho notato andando fuori è che di norma si riceve sempre una risposta dopo un colloquio di lavoro, anche quando è negativa.
Non so se le cose cambieranno e mi spiace che anche tu sia incappato in questo meccanismo becero e distruttivo. Adesso con il tuo negozio puoi stare sulle tue gambe, almeno, senza sentirti inadeguato o troppo specializzato o troppo "vecchio" anche se vecchio non lo sei affatto.
Si combatte, sempre!
C'è una scena di un film che ricordo sempre e che mi sembra emblematica, ti lascio il link al video su youtube: è il colloquio di lavoro tratto da "Smetto quando voglio", una perla.
Guarda, cara @nawamy, non ho voluto dilungarmi nel post, ma mi hai letto davvero nel pensiero, perché io il curriculum l'ho portato alle 11 di quella mattina, era brutto tempo e c'è la fila ad una delle due casse dove c'era il gestore ad operare, ho aspettato 20 minuti per consegnarglielo, lui ha scritto a penna il negozio più significativo dove avevo operato, ed ha preso una t-shirt di un cliente per farlo pagare, distorgliendo lo sguardo da me, ed io lì, come un patacca (leggasi imbecille), fermo che non sapevo cosa fare, gli ho detto "quindi, nel caso farete sapere voi qualcosa??", e lui mi ha fatto di sì con la testa, senza degnarmi di un ulteriore sguardo.
Situazione veramente balorda e triste, ti devo purtroppo anche dire un'altra cosa, di non poco conto, il mio negozio mi ha tolto dal divano e mi impegna, ma purtroppo fa fatica a coprire le spese, il mondo fa cambiando ed il poco ossigeno che avevo per farlo funzionare ed avviare si sta quasi esaurendo, al punto tale che probabilmente si concretizzerà una seconda posizione lavorativa, da affiancare a questa, nata per caso, di una sorta di agente con deposito per un'azienda produttrice di food and beverage, e dovrei partire in questo mese, per tenere il piede in due staffe, sperando di riuscire finalmente a percepire uno straccio di reddito, se non c'erano i miei genitori ad aiutarmi (ma mi sento per certi versi un verme a dover accettare il loro ausilio) erano veramente problemi seri.
Ho visto lo spezzone del film, ma lo voglio vedere tutto, mi era sfuggito sia lo spezzone che tutto l'intero film, stupendamente e tristemente reale
Forza e coraggio, non c'è da vergognarsi quando si combatte con dignità!
Dovrebbero provare vergogna coloro che si inseriscono in questo sistema malato da carnefici, sfruttando le sofferenze altrui e trattando gli altri come pezzi di ricambio.
Ps: il film non è geniale, ma ci sono delle parti interessanti, non ti aspettare il film del secolo :P
Grazie di tutto, cara @nawamy, certo, vado avanti a testa alta, ho sempre cercato di comportarmi al meglio, anche se i risultati ultimamente un po' scarseggiano.
Molto veritiera la tua frase quando affermi il concetto dei carnefici, gente senza scrupoli che si approfitta del bisogno e delle necessità delle persone in cerca di occupazione.
Un film, quando ti fa fare due risate e poco più, a volte basta per passare un momento in allegria e spensieratezza, che non è poco, al giorno d'oggi.
Grazie di tutto!!
Caro Mad, quello che dici è tristemente vero, l'ho verificato anche io in passato e ne ho 40..anzi ti dirò di più...io mi sono sentita scartata perchè laureata e quindi troppo qualificata per fare la commessa..non potevano investire su qualcuno che poi li avrebbe lasciati...pensare invece che forse nonostante una laurea stessi cercando un lavoro per andare avanti era impensabile...giusto?
Il nostro paese è organizzato male in merito, non assicura il pane quotidiano a chi ne ha bisogno, ma elargisce dei benefici solo per pochi attraverso limiti di età che mettono automaticamente fuori gioco i molti senza lavoro...si può decidere tutto solo in base all'età?
Bravo Mad, bel post!
Cara @bariski, spesso le persone si fanno troppi viaggi mentali, è giusto per certi versi che un laureato dovrebbe trovare qualcosa di adeguato e corrispondente ai tanti anni di sacrifici e di pesanti studi, come un lavoro qualificato, ma se la vita ti spinge a cercare anche lavori meno altisonanti ed hai bisogno semplicemente di trovare un impiego, cosa devono andare a pensare ed a farsi tutti quei viaggi mentali??
Anche il più semplice ed umile dei lavori, se fatto con dedizione e nel giusto ambiente lavorativo, può riservare delle grandi soddisfazioni, è l'inoccupazione che cerca fortissimi disagi e problemi, per cui io sono dell'idea che qualsiasi lavoro che ci procuri un reddito decente (logicamente legale) sia degno di essere chiamato tale.
Grazie del graditissimo passaggio