Alla massima potenza

in #ita8 years ago (edited)

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Questi eravamo più o meno io e mio fratello, lui un po' più magro e minuto rispetto a me, ci dividevano 4 centimetri di altezza ed una decina di kg di differenza, per cui rispetto alla foto di riferimento, io più o meno potevo corrispondere all'epoca di accadimento di questo fatto, mentre lui era sicuramente più esile.
In piena forma fisica sfiorava i 60 kg, per un metro e settanta di altezza, con un'alta definizione dei muscoli, soprattutto delle gambe con anche nella parte superiore si difendeva piuttosto bene, ricordo perfettamente 3/4 vene che scendevano lungo il braccio, soprattutto quello sinistro, anche dal punto di vista della preferenza dell'arto superiore eravamo identici, entrambi mancini.

Per quello che riguardava le prestazioni in gara, lui era nettamente più veloce di me, il rapporto peso/potenza era quasi schiacciante, io avrei toccato i miei massimi livelli di velocità 4/5 anni dopo la sua morte, avrebbe volentieri fatto a sportellate con me anche in gara, invece di farle solamente in allenamento, quando in ogni caso le buscavo sempre e comunque, tranne una volta, la prima volta che rischiò di piazzarsi al secondo posto nella nostra personale competizione, il post di oggi si riferisce proprio a quel fatto, a quella volta in cui l'allievo provò a superare il maestro.

Il nostro allenamento abituale

Eravamo soliti nella bella stagione andare a correre nel parco vicino a casa, verso l'imbrunire ed il fresco, niente traffico, verde in quantità, possibilità di fare anche un po'di salita, grazie alle due stradine che scendevano verso il lago che faceva parte integrante del parco.
Avevamo misurato con la fettuccia metrica 3 possibili giri di allenamento, una delle fissazioni dei podisti di ogni tempo (soddisfatta negli ultimi anni dall'avvento dei rilevatori GPS da polso) era quella di sapere quanta "strada" avessimo fatto e soprattutto a che velocità, erano anni in cui nelle gare domenicali si sputavano ancora l'anima per cercare di migliorarsi.

Quella sera mio fratello non era particolarmente frizzante, il periodo non era dei migliori, anzi, c'erano diversi temporali che da qualche tempo passavano nella sua testa, ed era tempo che aprisse finalmente la mente ed il suo cuore e si confidasse con me, che ero da sempre stato la persona della quale poteva fidarsi ciecamente, io non lo avrei mai tradito in nessun caso.
Mentre si susseguivano i giri nei nostri percorsi, finalmente stava iniziando a sbottonarsi, lo stavo facendo cadere, grazie ad un trabocchetto, nel tranello che mi era venuto in mente, per cui era ormai questione di attimi ed avrebbe finalmente vuotato il sacco anche con me: io sapevo quello che lui nascondeva perché me l'aveva confidato mia madre, l'unica depositaria al momento, oltre ai direttissimi interessati.

Ma il destino a volte si dice che faccia strani scherzi, e quella sera si unì, proprio in quei momenti, un terzo corridore alla nostra coppia, per cui la chiacchierata si interruppe bruscamente, ma la via ormai era stata aperta, era la seconda volta che c'era stato uno sbarramento, avevo deciso che la prossima volta sarei andato diretto al bersaglio, senza più nessuna esitazione.

Salutammo il nostro estemporaneo compagno di allenamento e non rimaneva altro da fare che il solito rituale, quello della volata finale verso casa, dove inevitabilmente, a discrezione della bestiaccia che mi correva a fianco, venivo staccato irrimediabilmente di diversi metri nel rettilineo finale del simbolico traguardo, posto all'inizio della nostra abitazione, era il nostro modo per fare un'ultima progressione finale di scarico.

Quella sera in particolare mi sentivo decisamente in forma, mentre il mio adorato sparring-partner lo vedevo un po' arrancare, dovuto ad una condizione psicofisica in declino, era qualche settimana che non girava più ai massimi regimi, una parte di responsabilità ce l'aveva anche il caldo, era un'estate particolarmente afosa, da diverso tempo che non cadeva una goccia d'acqua.

L'estremo atto

I nostri allenamenti finivano con l'imboccare la via che portava al parco, lasciando la terra per il più veloce e reattivo asfalto, 250/300 metri fatti in progressione fino agli ultimi 100 metri circa tutti a manetta, con l'acceleratore spalancato, almeno per me, in quanto l'ultimo tratto di strada veniva svolto da mio fratello in totale controllo, passando il tempo e guardarmi mentre mi impegnavo alla morte che cercare di resistere, e con lui che inesorabilmente spingeva negli ultimi 50 metri per darmi quei 4/5 passi di distacco, come gioca il gatto con il topo, potendo gestire un buon margine di differenza di velocità finale.

Ma quella particolare sera, come sopra ricordato, ero in stato di grazia, sono sensazioni che uno sportivo "sente" dentro di sé, per cui ero deciso a vendere cara la pelle, cercai un attimino di nascondere e postdatare l'esplosione della mia performance non facendo nessun cambiamento di ritmo, fino all'ultimo rettilineo, dove all'improvviso scattai come nella partenza dei 100 metri, alla massima potenza disponibile.
Richiamo delle braccia perfetto, spinta poderosa e decisa delle gambe, passi che sembravano felini, tutto in armonioso sincronismo, e quando mancavano ormai solo una cinquantina di metri, vidi vagamente la figura famigliare del mio avversario ancora al mio fianco, con la coda dell'occhio lo percepivo appena, non era nella posizione canzonatoria con la faccia girata verso me, che era solita farmi le boccacce di scherno mentre mi distaccava, eravamo ancora uno praticamente incollato all'altro.

Preso dall'eccitazione di questo fatto, ma ancora incredulo per quello che stesse accadendo, spinsi ulteriormente negli appoggi, sentendo veramente che il mio fisico era teso nell'estremo raggiungimento del massimo sforzo possibile, e mentre portavo l'ultima aggiunta di velocità residuale alla mia performance, negli ultimi 10 metri la spalla di mio fratello sopravanzò la mia figura, arrivando davante a me di non più di 30 centimetri.
Nonostante fossero ormai le 8 passate di sera, sentivo anche le orecchie sbuffare, per il grande sforzo sostenuto, ero andato veramente al top, pensai di non essermi mai espresso su quei livelli fino ad allora, ma ero desideroso di sentire la controparte, per avere una controprova di assoluto valore, e capire quanto avesse fatto sul serio in quell'allenamento e quanto ero realmente riuscito a trasmettere come velocità assoluta.

"Ohh, fa, fa pure il simpatico, che sei voluto andare via solo alla fine, ma stasera sono andato veramente "a palla", non mi sono mai sentito così bene, sta attento che una di queste volte non sia tu a leggere la targa....."

"Ohh, patacca, guarda che sono andato al massimo, per darti una spanna ho sputato l'anima....", fu la sua risposta, che da una parte mi riempì il cuore di gioia, dall'altra lasciò un attimo interdetto, perché sapevo che quella sera non era andato al 100%.

Conclusione finale

Non ci furono ulteriori possibilità di confronto, il racconto si riferisce al venerdì sera antecedente a quella maledetta domenica in cui mio fratello si tolse la vita, non mi concesse nessuna chance per sorpassarlo, tutto quello che aveva dentro, che non riusciva più a sopportare lo spinse a prendere l'insensata decisione di farla finita, di troncare con un mondo che gli aveva sì regalato qualche grossa gioia, ma che spesso gli aveva girato le spalle, giocandogli dei tiri che il suo animo fragile e sensibile non era riuscito a metabolizzare se non in parte.

Tante volte mi sono chiesto se avessi fatto abbastanza per riabilitare la sua figura, tutte le dicerie di cui sono venuto a conoscenza ho sempre provveduto a schiantarle sul nascere, per carità, il gesto che ha fatto non si discute, ma che si debba dire cose non vere, quello non lo potevo accettare, ed in un paio di occasioni ero pronto a togliermi il prurito dalle mani, uno me l'hanno proprio levato di mezzo mentre lo stavo per sistemare per le feste.

Sono rimasto molto sconcertato dall'atteggiamento generale successivo alla sua morte, al funerale era presente tantissima folla ma una volta placate le acque, i veri amici si contarono quasi sulla punta della dita, e nonostante fosse conosciutissimo nell'ambiente del podismo, solo una piccola garetta podistica in pista venne intitolata alla sua memoria, io non volli chiedere nulla, volevo stare a vedere se qualcuno si fosse effettivamente fatto avanti per onorare la sua memoria, ma rimasi sempre ad aspettare invano, ormai a distanza di quasi 30 anni ci ho messo una pietra sopra su questo discorso, ma non l'ho definitivamente accantonato.

A modo mio, ho rispolverato il suo nickname con cui firmava i record dei primi video-games quando frequentavamo le sale-giochi, utilizzandolo ripetutamente sia nel mondo del poker on-line, sia nella registrazione ai vari siti di guadagno in rete, e spesso è successo che ai tavoli da gioco qualcuno mi chiedesse che cosa significassero quelle 4 lettere, una vocale seguita da tre consonanti, ed inconsapevolmente mi regalava un grandissimo piacere, perché in separata sede avevo modo di aprire il mio cuore con uno sconosciuto per parlargli della sua figura, ed onorare la sua memoria.


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Non posso rimproverarmi nulla, a livello di coscienza, perché anche dopo la sua morte, venni a sapere di qualche particolare che non faceva altro che testimoniare quanto fossimo realmente attaccati l'uno all'altro, ci siamo anche presi ripetutamente a schiaffoni, per poi fare sempre pace, ma il dolore rimane, non morirà mai, è lo stesso profondo dolore che sta riaffiorando anche adesso che vi sto scrivendo, cari Steemitiani, che mi dice che sono arrivato molto in là, e le lacrime stanno iniziando a scendere.....perdonatemi se ogni tanto riporterò qualche particolare della nostra vita, sembrerà assurdo, ma a volte confessare certi sentimenti on-line è più semplice che nella reale esistenza, e mentre penso al momento in cui questo post diventerà di pubblico dominio, una scarica di brividi mi percorre la schiena.

Sort:  

Ciao mad, scusa se mi permetto pure io di commentare, entro quasi in punta di piedi, ma anche se non abbiamo molta confidenza il tuo post mi ha fatto commuovere, trasmettendomi quanto il tuo dolore non si sia affatto affievolito negli anni. La vita di tuo fratello, stroncata dal dolore, ha di certo portato via con se una parte di te... eppure non è solo la tua sofferenza ad avermi investito, bensì un treno pieno di emozioni, tanto intense quanto positive: amicizia fra fratelli, complicità, confidenze, affetto, una famiglia unita (tua madre è stata sua confidente, ma contemporaneamente ha chiesto a te, il suo adoratissimo fratello, di farlo aprire ed aiutarlo) e la passione per uno sport bellissimo. La vita ti ha tolto tanto, ma ti ha donato anche la fortuna di conoscere questi ed altri preziosi sentimenti, che di certo, come dimostri nei tuoi post, ti hanno reso una persona di cui tuo fratello oggi sarebbe orgoglioso.

Accidenti, @piumadoro, se devi lasciare dei commenti così, non chiedere neanche permesso, ti spalanco la porta!!!
Nell'ordine, mi hai fatto venire i brividi, la pelle d'oca e le lacrime agli occhi, hai scatenato una tempesta di emozioni!!
Ci sono momenti nella mia vita in cui la sofferenza per la sua mancanza diventa insopportabile, non so bene quale sia la spiegazione, ma è così, ormai ci convivo con questo fatto, ma non si spegne la voglia ogni tanto di parlare un po' di lui, ogni tanto tirerò fuori qualche passaggio, senza intasare troppo di questi discorsi i miei post, mi fa bene e male al tempo stesso parlare di questi fatti, ma il desiderio di ricordarlo a volte vince su tutto, Facebook è troppo scontato per farlo, e c'è scritto che ho poco più di 1.000 "amici", ma sono molti, ma molti di meno, e lo sanno già chi era.
Grazie mille del passaggio su questo post, sono felice che ti abbia lasciato qualcosa

Ma grazie a te, che hai aperto il tuo cuore!
Certo, la sofferenza non svanirà mai, ma questo significa solo che "lui" (ma qual è il suo nome?) continua a sopravvivere grazie a te ed alle tue parole che anche al di fuori del posto in cui vivi lo ricordano sempre. Un abbraccio affettuoso.

Non aggiungo nulla sull'episodio finale, ne abbiamo parlato a lungo.

E' molto bello volere onorare la sua memoria e forse anche liberatorio parlarne. Poi il conforto dei ricordi è un'ottimo espediente per combattere il dolore.

Hai preso nel segno, carissimo @miti, mi dà sollievo e mi rinfranca tirare fuori questi ricordi, essenzialmente li interpreto come un modo per onorare la sua memoria, la vita è stata un po' troppo inclemente nei suoi confronti, la mia sarà certamente un'opinione di parte, ma se incominciassi a fare un'elencazione di tutto quello che ha passato nella vita, mettendo sui due piatti della bilancia gli eventi positivi e quelli negativi, sono pronto a giocare la mia vita stessa che penderebbe inesorabilmente dalla parte dei secondi.
E' come vedere un diamante, qualche faccia è levigata e liscia, meravigliosa a vedersi, come i bei ricordi, parecchie altre sono oscure, opache, cupe e prive di luce, come può essere un'anima triste e ferita mortalmente.

Mi dispiace Mad, leggo adesso il tuo post e non sapevo. Mi dispiace tanto, veramente.

Ti ringrazio, @camomilla, vedi, spesso su Steemit io tendo ad usare delle metafore, per cui quando sento il bisogno di liberarmi di qualcosa che mi opprime particolarmente, una delle "qualità" che possiede indiscutibilmente Steemit è quella di facilitare l'esternazione di una certa tipologia di problemi.
A volte, come in questo periodo, la morte di mio fratello, come altri fatti nefasti che mi sono capitati, sono paragonabili come ad un macigno che mi porto sullo stomaco, o forse meglio ancora saldato con una catena ad un piede: andare avanti è dura, la pietra striscia sul terreno con fatica, ma un vostro commento o apprezzamento è come una piccola martellata, che sbriciola un po' di pietra, ed impercettibilmente riesce a migliorare la situazione, rendendo più accettabile la sopportazione del carico da portarsi dietro.
Penso di aver reso il contatto abbastanza fedelmente, grazie del tuo gradito commento, Buona Giornata!!

io ho fratelli e sorelle a cui sono molto legata, non oso immaginare il dolore di tutto questo, un abbraccio virtuale.

Io avevo solo lui, mi rimango tanti ricordi, ogni tanto qualcuno si affievolisce e tende a scomparire, il valore della scrittura serve anche a questo, a fissare indelebilmente certe circostanze e situazioni, in modo da renderle più resistenti all'usura del tempo, grazie del passaggio e del commento!!

Beh... non c'è molto da dire... Mi dispiace per tuo fratello... io sono molto legato ai miei altri 5 fratelli/sorelle e posso capire.
Adoro correre e camminare in montagna e spesso lo faccio in solitaria... è come una meditazione per me!

Un salutone
Lucas (e Steemitri)

Grazie Lucas del passaggio su questo post, lo apprezzo molto per la stessa natura particolare che riveste per me, purtroppo io sono rimasto figlio unico o questo aggrava ulteriormente la sua mancanza.
Fai benissimo a fare movimento di qualsiasi genere, perché l'attività fisica in generale migliora notevolmente la qualità della nostra vita, tanti cari saluti e te ed al simpaticissimo @steemitri!!!

Leggere quelle parole a quel punto della storia è stata davvero una doccia fredda... mi spiace molto ma è toccante vedere che eravate uniti e che hai un bel ricordo di lui.

Grazie mille @airmatti, ti sembrerà strano ma anche dei semplici messaggi possono avere il piccolo/grande dono di farmi sentire meno solo, anche se non mi posso lamentare, in quanto ho una famiglia abbastanza numerosa, ma il rapporto a strettissima mandata che avevo con lui è impossibile da ripristinare, e mi mancherà per sempre

Dev'essere tremendo perdere un fratello (sorella). Non so se si guarisca mai dal vuoto che crea la loro scomparsa.

No, non si guarisce, caro john, dei giorni va un po' meglio, a volte anche per settimane, poi ci sono periodi in cui ti torna alla mente tutti i giorni, e convivere con queste sensazioni è alquanto problematico, perché quando il dolore ti assale, non c'è cura, ed il suicidio crea ulteriori incasinamenti mentali, in quanto scatena ulteriori angoscie interiori, grazie mille del passaggio e del commento

Che invidia...
anch'io come ti ho già detto sono uno di quelli...da domani vado a correre...

Leggevo e rileggevo questo post, ieri. Ho letto e riletto anche oggi e ancora non trovo le parole giuste per esprimere quello che mi si scatena dentro, pensando al trauma terribile della perdita di tuo fratello. Io ho una sorella, la amo e la odio, come è normale che sia, ma non vorrei perderla per nessun motivo al mondo perché morirei anche io con lei...
Adesso comprendo meglio quanto per te sia davvero importante correre, non solo per il fatto in sé, ma perché è anche un'occasione di collegamento e memoria.
Una memoria che resta vivida nella tua mente, un dolore che ti rende più forte di me e di molti altri.
Mi dispiace molto per quanto accaduto a tuo fratello, per te e la tua famiglia, ma dire mi dispiace so che non è abbastanza.
Posso donarti la mia vicinanza spirituale, la mia presenza che è nell'etere, ma è.
Posso dirti che mi hai toccato nel profondo con questo tuo racconto ed è come se avessi potuto toccare il tuo dolore e la tua sofferenza, fatti tangibili.

L'esperienza della morte ci insegna molte cose e principalmente il valore della vita. Siamo fragili esseri che si spezzano con un soffio di vento. Siamo di passaggio, soggetti agli eventi della vita e a fardelli che possono farci molto male, ma che allo stesso tempo ci temprano e ci rendono più forti.
Abbi cura delle persone che hai intorno, vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, non smettere di ricordare, perché tutto è effimero, tranne la memoria.

Lo aspettavo questo commento, e difficilmente tanta attesa è stata ripagata meglio dal tuo commento, dal quale mi lascio avvolgere come in una calda coccola, può sembrare strano, ma l'etere questa capacità di confortare la possiede, eccome, e tu ne sei una degnissima conferma, carissima @nawamy, riesci, come altri stimati ed apprezzati Steemitiani, a regalarmi delle meravigliose ed intime emozioni, grazie alle dolci ed appropriate parole che hai scritto qui sopra.
Non hai bisogno di sottolineare che "mi dispiace" non è abbastanza, io lo so, io so cosa vuoi trasmettere, e sei già sopra le righe e ti elevi sopra il puro e semplice valore delle bellissime parole che hai scritto, mi auguro che il mio pensiero ti giunga intatto con tutta la forza e l'apprezzamento per quello che mi hai dato, tanto....

Credo di essere la persona meno indicata a commentare, essendo figlio unico. Certi legami non li posso nemmeno immaginare. Dire che mi spiace, sarebbe banale. Ma mi hai toccato lo stesso

No, caro Dave, non è vero che sei la persona meno adatta a commentare, perché hai un cuore d'oro, e le persone come te è un piacere averle come amiche, grazie delle belle parole

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