Il fuggiasco (by @kork75)

in #ita8 months ago

Il fuggiasco

“Professore, ma di chi stiamo parlando?”, domandò stranito Dimitri osservando gli scritti.
“Del fuggiasco di Lepanto! Questi sono gli appunti del Cileno”, rispose il professor Silvano passandogli alcune carte avvizzite dal tempo.
“Del fuggiasco mi hai accennato qualcosa, ma del Cileno no, parlami di lui”, l’incalzò l’amico sorseggiando il suo White Russian.
Silvano spiegò al magnate russo, che un tale di nome Hidalgo, nei primi anni Sessanta fu profumatamente pagato dal regime spagnolo per tradurre e studiare il contenuto di quelle antiche missive.
“Tovarish, ti lamenti dei miei manuali russi, ma questi ingialliti documenti sono ancora più enigmatici”, commentò dubbioso Dimitri riconsegnando gli incartamenti all’amico.
“Comprendo che sono carte non facili. Molte di queste missive sono in codice, alcune in catalano altre in arabo. Dal poco tempo che il turco me le ha messe a disposizione, ho potuto trarre solo alcune suggestive ipotesi. Pare che Hidalgo abbia impiegato quasi dieci anni a capirne il contenuto”
“Da tovarish, e poi?”
“È sparito, si è dileguato provocando un gran mal di pancia agli spagnoli che per i suoi studi avevano investito svariate migliaia di dollari americani. Erano gli anni della dittatura e cosa cercava il governo franchista e cosa aveva scoperto il Cileno, non lo sapremo mai…” Rispose Silvano sorridendo al russo.
“Ora però sono in nostro possesso”, concluse Dimitri, ricevendo un’occhiataccia da Silvano che troncò bruscamente il discorso per non attirare l’attenzione dell’intermediario turco che gli aveva consegnato i misteriosi documenti. Il magnate ripose rapidamente il tutto nella ventiquattrore, e in pochi secondi, fece il bonifico online da un milione d’euro davanti all’incredulo signor Yilmaz, che con un sorriso smagliante strinse le mani ai due soci e lasciò soddisfatto l’hall dell’albergo.



Immagine CC0 creative commons

“Siamo amici dai tempi dell’Egitto, e ne abbiamo passate tante insieme, come quella volta in Amazzonia… Ti ricordi?”
“Il tempio maya, mi ci sono pagato la villa in Costa Smeralda con quella spedizione, che storia incredibile che abbiamo vissuto”, rispose ridendo l’italiano bevendo il suo Martini.
“Mi fido del tuo intuito e quando mi hai detto che avevi qualcosa per le mani ho voluto assolutamente vederti”
“Spasìba, sei un amico Dimitri”
“Lasciami finire Tovarish…Non mi pesa assolutamente aver pagato un milioncino per queste vecchie scartoffie, so che ne può nascere un'altra bella avventura delle tue, però ne voglio sapere di più. Durante il volo ho esaminato il file che mi hai mandato, devo dire che la battaglia di Lepanto è stata una lettura interessante, ma non mi hai accennato di molti dettagli che ora sono rilevanti. Non mi hai detto molto sul passato del fuggiasco, e non mi hai detto niente del re di Spagna, né di queste misteriose lettere, ora mi dici pure che esisteva un cileno ricercato dal regime franchista… Poi, come è possibile che questi documenti sono rispuntati fuori ad Antalya dopo tutti questi anni?”, disse Dimitri spegnendo il notebook.
“Interrogativo questo che merita delle risposte…Hai molti impegni per oggi?”, domandò Silvano.
“Gvozd programmy! Ti sei scordato? Sono in città per la partita di Champions, sono il presidente del Mineral Spartak… Dimentico sempre che sei l’unico italiano a cui non interessa il calcio”, commentò Dimitri con una smorfia di disgusto.
Il russo continuò:
“Sono arrivato a Istanbul questa mattina alle sette, sono corso subito da te in albergo, abbiamo ricordato i vecchi tempi e pranzato insieme, adesso ho pagato un milione di euro, per delle vecchie lettere…”
“Fidati, denaro ben speso… Fino alla partita sei libero? Ho da farti vedere un paio di ritratti con alcuni dettagli interessanti di questi Andrea e Giovanni Andrea Doria”, disse Silvano tirando fuori dallo zaino un libro di storia.
“Non è una questione di soldi, tu mi hai detto di comprare e io l’ho fatto volentieri, è una questione di tempo. Tra un quarto d’ora ho un incontro con l’ambasciatore, nel pomeriggio una noiosissima riunione d’affari, poi devo prendere il mio secondo figlio a casa della mia terza ex moglie… Verso le diciannove cena in hotel con i dirigenti della squadra, stadio, riaccompagno Dimitri Junior da quella sanguisuga di sua madre e di corsa a letto. Il jet per Minsk, domani mattina decolla alle cinque… Molti impegni Tovarish, molti impegni. Come vedi l’unica cosa che non posso comprarmi è il tempo. Ti do altri dieci minuti per raccontarmi del tuo fuggiasco, fatteli bastare. Intanto ordiniamoci una vodka; poi ne riparliamo con calma il mese prossimo”, rispose con un sorriso Dimitri.



Immagine CC0 creative commons

“Quelle che abbiamo in mano, sono più di cento lettere, tutte datate 1571. L’argomento principale è l’impiego della flotta dei Doria nello scontro navale di Lepanto. Tutta la corrispondenza, tranne cinque missive, è firmata Giovanni Andrea Doria e Filippo Secondo re di Spagna. Le cinque lettere codificate sulle quali indagò il Cileno, riportano invece il nome di Andrea Doria: proprio per questo sono alquanto misteriose e interessanti”, iniziò così la spiegazione di Silvano, che raccontò di quell'intenso scambio di corrispondenza tra l’ammiraglio genovese e il re di Spagna Filippo.
“Andrea Doria? Non guidava la spedizione genovese contro i turchi il nipote Giovanni Andrea?”
“Esatto amico mio! Vedo che hai studiato i miei appunti. Andrea era morto anni prima, e quindi non poteva essere a Lepanto. E Giovanni Andrea che a Lepanto andò, non prese parte alla battaglia; mentre gli altri si scannavano a fil di spada sui ponti delle navi, se ne tenne misteriosamente fuori, portando la propria flotta allargo, lontana e al sicuro da attacchi saraceni. Vari studiosi sostengono, senza mezze parole, che fuggì, infatti la sua fu l’unica flotta a uscirne totalmente indenne… Ecco chi è il nostro fuggiasco, citato anche dal Cileno”
“Da Tovarish… La cattiva fama che si tirò dietro nella sanguinosa giornata del 7 ottobre 1571, dalla quale egli solo uscì indenne, non gli giovò certo la benevolenza della Lega Cristiana e del pontefice Pio V”
Dimitri citò con gran stupore di Silvano i fatti di quella sanguinosa battaglia navale, dove l'armata cristiana riuscì a prevalere, in un feroce combattimento con migliaia di vittime tra i due schieramenti.
“Il comandante della Lega Cristiana, Giovanni d'Austria, si presentò all'alba all'imboccatura del golfo di Patrasso con circa duecentocinquanta navi; non pensò di trovarsi subito di fronte alla grande flotta turca, al comando di Ah Pascià. I due schieramenti si scontrarono all'altezza del promontorio della Scrofa: il vero luogo della battaglia”, disse Dimitri
Silvano precisò:
“Con grande fatica Pio V mise insieme un'armata navale, con veneziani, romani, spagnoli, genovesi, piemontesi e cavalieri di Malta: a Lepanto erano in gioco i destini d'Europa, bisognava fermare l’avanzata ottomana. Poche settimane prima, il 18 agosto, era caduta Cipro, inutilmente difesa dai veneziani; il Mediterraneo era ormai tutto in potere dei turchi. E lui cosa fece? Intendo il Doria! Quando a mezzogiorno incominciò lo scontro, voltò le sue galere: la maggior parte di quei vascelli erano di sua proprietà e non della Lega o della Repubblica di Genova. Così salvò la sua flotta, facendo la fortuna della sua famiglia. Questa è la verità storica a noi conosciuta dai libri di storia”
“Fu un vile, un traditore, fu oltraggiato e messo al bando. La storia lo ricorda per questo, giusto professore?” Domandò il russo.
“Giovanni Andrea Doria non fu un codardo e tanto meno un traditore, questi studiosi si sbagliano”, rispose il professore.
Silvano raccontò che sin da piccolo Giovanni Andrea prese il mare, seguendo le orme del famoso zio Andrea scorrazzato per il Mediterraneo per quasi mezzo secolo e dedicandosi per lui alle imprese più difficili, e nel nome della sua famiglia rischiò sempre in prima persona la propria vita e le proprie navi, servendo il regno di Spagna. Doria viaggiava, combatteva, trasportava truppe per conto della corona spagnola. Amava il rischio, non solo in acqua, ma anche al gioco e sperperava ingenti somme di denaro per diletto. Più presente alla corte dei regnanti di Spagna che a Genova, aveva imparato a destreggiarsi anche nel mondo della politica, conquistandosi la fiducia del terribile re Filippo II, che vedeva in lui un valido collaboratore, oltre che un caro amico.
“Tovarish, interessante continua”, disse Dimitri.
“Giovanni Andrea obbedì al comandante Giovanni D’Austria che su consiglio del loro amico comune il re di Spagna, gli ordinò di non entrare subito nella battaglia, ma di posizionarsi dietro lo schieramento navale per proteggere la flotta in caso di ritirata, e di intervenire in battaglia solo se attaccato o se strettamente necessario. Dissero che ammainò le vele per non farsi riconoscere, ma le sue galere erano riconoscibili da lontano e da tutti: avevano issato tutte il grande vessillo verde scuro, simbolo dei Doria. E non è nemmeno vero, che le sue navi non abbiano combattuto, si sono scontrate con parecchie galere turche e in modo valoroso, difendendo l’ala destra dello sbarramento navale. I cavalieri di Malta, che ebbero distrutte tre galere, si salvarono grazie a lui e ai suoi uomini. Ed è qui caro Dimitri, che ha inizio il nostro mistero. Secondo gli studi del Cileno, quelle lettere, firmate Andrea Doria le consegnò un templare sul punto di morte a Giovanni Andrea, ed erano indirizzata al reggente di Spagna. Come hai potuto vedere sono scritte in codice che solo il Cileno, a quanto sappiamo è riuscito a decifrare. L’unica cosa certa che a queste vecchie carte sono collegate all'enorme fortuna dei Doria e del re di Spagna, che da quel giorno diventarono ancora più ricchi e potenti, a dispetto del papato, dei turchi e dei regnanti d’Europa. Sul perché sono rispuntate in Turchia ci sto lavorando”
“Do svidánia Silvano… Buon lavoro allora! Speriamo che aver ritrovato queste carte ci porti fortuna anche a noi, e in particolar modo alla mia squadra, che stasera per passare il turno contro i turchi deve fare un’impresa coraggiosa alla Lepanto”, disse Dimitri salutando l’amico e dandosi appuntamento a Londra per il prossimo mese.


Immagine CC0 creative commons


Con questo racconto partecipo al theneverendingcontest n° 58 S3-P2-I2
Il tema e l'ambientazione sono quelli proposti da @piumadoro, vincitore del contest n° 57 S2-P2-I2:
Tema
Mistero/giallo (reale o inventato)
Ambientazione
Storica


Saluti @kork75

Sort:  
Questo post è stato selezionato, votato e condiviso dal team curatori di discovery-it in collaborazione con la community di C-Squared Curation Collective. Puoi utilizzare il tag #discovery-it per rendere i tuoi post di facile reperibilità agli occhi dei curatori. Ti invitiamo inoltre a votare @c-squared come witness per supportare questo progetto.

This post was selected, voted and shared by the discovery-it curation team in collaboration with the C-Squared Curation Collective. You can use the #Discovery-it tag to make your posts easy to find in the eyes of the curator. We also encourage you to vote @c-squared as a witness to support this project.

bel post ma io resto rapita e catturata da questa immagine plumbea di barche a vela che si assecondano per fare lo stesso tragitto...ciao

Ciao...😂

Posted using Partiko Android

Hello @kork75, thank you for sharing this creative work! We just stopped by to say that you've been upvoted by the @creativecrypto magazine. The Creative Crypto is all about art on the blockchain and learning from creatives like you. Looking forward to crossing paths again soon. Steem on!