Jacques Terpant incontra Céline
Tra le più belle pubblicazioni del 2017 a mio avviso va menzionata un'Opera davvero speciale, le chien de Dieu di Jacques Terpant e di Jean Dufaux. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una Grafic Novel intimamente legata alla letteratura. Anzi, la particolarità dell'Opera è che il protagonista è un gigante della letteratura: Luois-Ferdinand Céline.
La tecnica narrativa è quella del flashback: Cèline è alla fine della sua vita e lavora all'ultima sua opera, il Rigodon, quando inizia a ricordare tutta la sua esistenza. Dal mattatoio della prima guerra mondiale, quando da giovane sergente di cavalleria fu ferito in battaglia e ottenne una medaglia al valore, alla stesura di quel capolavoro unico ed inarrivabile che è Voyage au bout de la nuit. Poi i demoni del fascismo degli anni trenta, l'esilio in Danimarca, il ritorno in Francia e l'ostracismo del mondo culturale transalpino.
Un'Opera che ripercorrendo la vita di Céline racconta anche quella terribile fase della storia europea che va dalla prima guerra mondiale fino alla fine della seconda e che ci interroga su quella che è stata la nostra storia. Ma è anche un'Opera che tratteggia e descrive l'amore tra Céline e Lucette, la sua ultima moglie. La donna che gli è stata accanto nei momenti più bui e drammatici della sua esistenza. La donna che lo ha sostenuto sempre, anche nelle ristrettezze economiche senza mai abbandonarlo. Un piccolo appunto sull'uso dei colori: i due autori usano diverse colorazioni a seconda della fase che raccontano. Anche questa è stata una scelta davvero ingegnosa e felice.
Jacques Terpant e Jean Dufaux riescono dunque nell'impresa di disegnare e scrivere un'Opera che contemporaneamente è una storia d'amore, un romanzo d'avventura (oh, se è stata avventurosa la vita del Dottor Destouches), un romanzo storico e anche un piccolo trattato di filosofia sulle umane fragilità.
Non ci rimane, a questo punto, che attendere qualche editore illuminato che editi questo cocktel esplosivo in lingua italiana affinché anche gli appassinati del Bel Paese possano goderne appieno.
Infine una nota personale: la mia copia de le chien de Dieu ha un ritratto fatto a mano da Jacques Terpant con dedica personale che me lo rende particolarmente caro.
(Le foto sono di mia proprietà)