Barry Lyndon: il destino di un uomo

in #ita8 years ago (edited)

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L'immagine è tratta da wikimedia commons ed è liberamente utilizzabile

Un uomo gradatamente si identifica con la forma del proprio destino. Un uomo è, a lungo andare, le proprie circostanze.

Jorge Luis Borges

Quando si parla di film in costume, come archetipo, non si può non pensare al Barry Lyndon di Stanley Kubrik; un film capolavoro ambientato nell'Europa del Settecento e che, narrando le avventure del suo protagonista ci dà anche uno spaccato della vita e della società di quell'epoca. Ma in realtà è davvero riduttivo parlare di questa pellicola come di un semplice film storico, è anche infatti un film metafisico sul destino dell'uomo ed è anche un film psicologico su quello che è il rapporto con il padre. Un vero e proprio capolavoro.

Il Barry di Kubrick è tratto da Le memorie di Barry Lyndon di William Makepeace Thackeray. Un romanzo della metà dell'Ottocento poco noto fuori dal mondo anglosassone. Peraltro la decisione di trarre la sceneggiatura di una propria opera da un romanzo così come quella di usare come colonne sonore delle opere già esistenti e dunque non originali sono tratti caratteristici del modo di lavorare del grande regista americano.

La storia narra - come dicevo - la parobala di vita di Berry Lyndon, un giovane irlandese costretto a scappare dalla sua terra, con venti ghinee dategli dalla madre, dopo un duello con un ufficiale inglese. Nella prima parte si narrano le sue avventure nell'Inghilterra e nella Germania all'epoca della Guerra dei Sette Anni tra arrualamenti nell'esercito inglese e poi prussiano, diserzioni, travestimenti, ricatti e tavoli da gioco frequentati dalla nobiltà danarosa. La cifra di questa prima parte è senza dubbio la mascheratura psicologica, il travestimento e l'inganno fatto e subito. Tutto ciò al fine di sfuggire a quello che sembra il suo destino e alla ricerca di una scalata sociale che lo faccia approdare a qualcosa che non gli appartiene nel suo intimo. Non manca - secondo me - il segno premonitore: il duello.
A causa di un duello dovrà scappare dalla sua Irlanda e nell'esercito inglese ne affronterà un altro (ma questa volta a mani nude) fino ad arrivare poi, nella seconda parte, al duello definitivo che lo farà incontrare con quello che può essere considerato il proprio destino.

Nella seconda parte invece si racconta di un Barry Lyndon che dopo le avventure sostenute approda - finalmente - nell'alta società inglese sposando una nobildonna, Lady Lyndon. La vita, scorre tra agi e lusso ma lui è sempre un parvenu sposato con una donna ricchissima. Questa sua condizione lo porterà alla ricerca infruttosa di un titolo personale anche al fine di dare un'eredità al figlio che è nato dal matrimonio. Figlio altrimenti destinato alla povertà dovuta al fatto che tutto sarà ereditato dal figliastro Lord Bullington (il figlio di sua moglie e del suo primo marito). Durante questa ricerca del titolo nobiliare e della conseguente rendita (che forse è anche la ricerca di un'accettazione nell'alta società) avviene una vera e propria svolta sofoclea che disvela la tragicità delle sue scelte di vita. Prima un fatto tragico funesta la sua vita (e quella di sua moglie Lady Lyndon) precipitandolo in una prostrazione inguaribile e successivamente l'ostilità del figliastro sfocia in un terribile fatto di sangue che lo lascerà menomato.

Un film che al di là della maestria tecnica di Kubrick interroga lo spettatore sul destino dell'uomo e sulla punizione degli Dei qualora il loro volere venga sfidato. Accettare ciò che sembra a noi destinato o seguire le nostre aspirazioni pagandone eventualmente le terribili conseguenze? Questo sembra chiederci Stanley Kubrick senza dare una risposta e un giudizio sui personaggi. A tale proposito basti pensare all'epitaffio che il regista pone alla fine dell'Opera:

Fu durante il Regno di Giorgio III
che i suddetti personaggi vissero e disputarono
buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri
ora sono tutti uguali

Un epitaffio che ammonisce tutti noi dal voler dare giudizi sulle scelte di vita dei personaggi del film e forse in generale di chiunque incontriamo nella vita.

Infine una nota tecnica per i tanti appassionati di fotografia. Le scene negli interni sono state girate alla luce di candele e di lampade a petrolio al fine di avere il massimo realismo possibile. Questo fu possibile grazie all'utilizzo di un obiettivo appositamente studiato dalla Carl Zeiss per la Nasa.

Bibliografia

Stefania Giannusa, Barry Lyndon
Luciano Morbiato, Barry Lyndon

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L'ho visto più volte...un capolavoro assoluto!
Uno dei miei film favoriti di Kubrick..anche se a dire il vero quasi tutti i suoi film sono i miei favoriti!
Eccellente post!😉✌️

Bel post Giuseppemasala 👍
La frase di Borges, anche, è molto bella - come del resto quasi ogni riga che ha scritto.

Amo i film di Kubrick! Questo in particolare penso sia una vera opera d’arte a 360 gradi.
Bel post @giuseppemasala!

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