•×+ŞpəttřoŘaziocinantə+ו
Temevo esattamente questo:
Posarmi, come una farfalla, teneramente a qualcuno.
La sua mano, sembrava così rassicurante, come un ramo.
I rami trasmettono una sorta di rassicurazione, arrivano in profondità percorrendo tutto il terreno, fino alla fine.
Posseggono principi, sono saldi. Sono composti.
La sua mano trasmetteva le stesse cose;
Ti invitava a fidarti. Sembrava così accogliente.
Gradualmente, la sua mano mi accarezzava, proteggeva.
Finché un giorno, mi strappò una zampetta.
Si scusò e cercò di guarirla.
Poi accadde di nuovo,
Ancora, ancora..fino ad arrivare alle ali.
Belle e colorate.
Strappò anche quelle. Così, veloce, come un cerotto.
Valore non ne avevano, non più ormai.
Così una notte, strisciai via, da quella che credevo fosse la mia casa, quella mano che mi sembrava calda e accogliente.
Dovetti strisciare perché..le zampe non ne avevo più, avrei potuto volare ma..non avevo più neanche quelle.
Ero disarmata.
Guardai le stelle per tutta la notte, da sola.
Sensazione ormai amica, di certo la più fedele.
Promisi che non sarebbe più accaduto.
Sarei stata io la mia stella, per quanto lungo il cammino avrei incontrato altre mani curiose.
Capii che se dai troppo potere, finirai per distruggerti da solo.
Devi essere forte abbastanza per prendere il volo.
Altrimenti se dai anche le tue ali, e vengono distrutte?
Come riesci a rialzarti per volare?
Rimani fedele a te e allora volerai.
Grazie a tutti per la lettura, spero vi sia piaciuta.
Follow, Upvote, Comment, ReSteem, Share

