Born Twice.
Partecipo volentieri al contest di @fulviaperillo sul tema della rinascita.
Non parlerò di me questa volta, non ho vissuto esperienze così forti da aver cambiato pelle, ho sofferto ma sono arrivata sempre al limite, complice la fortuna anche.
Voglio parlarvi di Marta, una ragazza di una forza e di una tenacia incredibili, una ragazza rimasta sotto le macerie del terremoto dell'Aquila per 23 ore di fila che è riuscita a tenere duro dopo ore di buio, silenzio e macerie.
Se penso alla rinascita penso sempre a lei. Lei che ha trascorso tutte quelle lunghissime ore, è nata due volte perché quelle ore sono valse una vita intera, purtroppo.
Una ragazza in gamba, dai mille interessi, un futuro ingegnere ma anche umanamente mi era piaciuta subito, impossibile non subirne il fascino.
Marta e i suoi sogni, Marta e le sue amiche di sempre, Marta che studiava all'Aquila e doveva terminare. Mancava poco.
Marta e il suo futuro.
Ho scambiato qualche chiacchiera con lei, aveva una luce nello sguardo.
Una voglia di vivere da fare invidia.
È bella, non di quella bellezza che colpisce subito lo sguardo ma di quelle che si apprezzano con il tempo, coprendo ogni piccola sfumatura, ogni piccolo gesto. Bella in mille modi diversi.
Il 6 Aprile del 2009 Marta è all'Aquila, incastrata sotto le macerie ma viva grazie ad una trave che l'ha protetta creandole un riparo sicuro.
Impiegheranno 17 ore per estrarla, viso tumefatto che a malapena associavo al viso ben noto ma il sorriso, quello era sempre lì, intatto insieme alla sua tenacia e alla sua voglia di vivere.
Lacrime di gioia, lacrime di dolore, ricordo tante lacrime versate per lei.
Una convalescenza lunga, una riabilitazione estenuante e un dolore sordo per le amiche perse.
Lei, l'unica sopravvissuta della sua palazzina.
Ho rincontrato Marta qualche anno dopo la tragedia e l'ho salutata con un abbraccio, forte.
Nessuna domanda, nessun complimento scontato, nessuna banalità.
Un abbraccio, un sorriso e le lacrime. Le mie perché lei continuava a sorridere, come sempre.

*Immagine CC0 creative commons
Vorrei dirvi che questa storia è frutto della mia fantasia, che in una notte insonne ho inventato questa storia ma no, non lo è.
L'ho conosciuta veramente questa ragazza e ho seguito le operazioni di salvataggio in tv ora dopo ora, tesa come una corda di violino con la paura nel cuore ma piena di speranza.
Lei è il mio esempio di resilienza, ha saputo farsi forza in un momento di estremo dolore, ha fatto tesoro della sua esperienza ed è un esempio per tutti.
È andata avanti, nonostante le perdite, il trauma, nonostante tutto.
Ha terminato gli studi, ha fondato un'associazione per le sue amiche di sempre che hanno perso la vita in quella notte a pochi metri da lei "Federica e Serena" e guarda avanti lei, sempre.
Ha scritto un libro intitolato "Una vita oltre le macerie", lei che è nata due volte e ho voluto parlarvene perché mi viene in mente solo lei per un tema così delicato, per farla conoscere, per chi non la conoscesse o per chi l'avesse dimenticata.
Questo è tutto per te, cara Marta. Vivi, ama e vai avanti.
Brava, una storia toccante che nonostante racconti una triste vicenda, si conclude nel modo più bello che si possa immaginare...💓
Grazie cara ❤️❤️
Racconto che è una piccola gemma in mezzo all'immane distruzione che ha colpito la tua martoriata terra, cara @g-e-m-i-n-i, complimenti per questo post dai toni molto vividi e potenti, che si tinge dei meravigliosi colori della rinascita alla quale è andata incontro la tua amica.
Eccellente componimento, molto brava davvero
Grazie, le tue parole arrivano dritte al cuore.
❤️
Ti posso garantire che anche le tue non schervano affatto, anzi...
Mi hai commosso. Esistono persone solo da ammirare, veri e propri esempi di vita. Sentirne parlare, è una fortuna. Conoscerle significa illuminarsi di luce nuova.
Esatto, lei è una di quelle.
Lascia il segno ❤️
Grazie per la visita 😊
Grazie <3
Grazie a te ❤️
Brividi.... brava, hai reso il tutto molto "vissuto".
Una delle cose che più mi colpisce dei soccorritori, è il pianto liberatorio di alcuni nel momento in cui si compie il salvataggio.. soprattutto di quelli che cercano di tenere il contatto vocale con il sopravvissuto, nel tentativo di liberarlo dalle macerie.. che creano un contatto con lui al punto da empatizzare fino alla vera emozione della liberazione.
Vero, sono scene molto forti.
I soccorritori in questo caso hanno fatto un lavoro immenso e anche molto pericoloso e quando sono riusciti nell’intento è scoppiato un’applauso fragoroso..
Indimenticabile!!!
Un saluto 😊
Toccante, delicato ed emozionante.
Brava ❤