Risorgere o soccombere?
Una persona a me molto cara, purtroppo scomparsa da molto tempo e prematuramente , riteneva che, quando accade qualcosa di molto bello, sicuramente verrà controbilanciato da un evento/situazione bruttissimo che farà "pagare" la gioia in modo salato. Una sorta di contrappasso fatale, come se non ci fosse diritto ad essere felici. Gli ho sempre dato torto, ma
devo dire che nella sua vita spesso è avvenuto qualcosa del genere. Ogni realizzazione o gioia è state seguita o accompagnata da qualche dispiacere.
Io invece, vedo la questione in maniera opposta. Mi sembra cioè che , quando mi trovo a provare una grossa delusione, affrontare un brutto periodo, sostenere un dolore, arrivi sempre qualcosa o qualcuno capace di sollevarmi almeno in parte, aiutando una rinascita o comunque aprendo altre strade.
Probabilmente nessuno di noi due ha ragione, forse la vita è un insieme di casualità. Ma poi capita che certe "profezie" si realizzino... La profezia si autoavvera? O almeno sembra, forse perché facciamo materializzare le nostre convinzioni o creiamo le premesse perché gli eventi prendano un determinato corso. Oppure ognuno di noi è più attento a un determinato aspetto della realtà. Chissà...
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Stesso discorso che fa mia nonna. Se succede qualcosa di positivo spera sempre che non si succeda il finimondo e che non si scateni l’ira degli dei.
Non potrebbe essere che una cosa bella accade e basta?
Purtroppo anch’io ho riscontrato una certa familiarità in quello che hai detto, però forse è il caso di dire che dopo uno schiaffo c’è una carezza.
Mi piace pensare che dopo il brutto tempo torna sempre il sole ( non il contrario)
Un saluto❤️
La penso come te! Vediamo il bicchiere mezzo pieno ☺🍷🍀
Sono belle le tue riflessioni, che ti riportano affettuosamente alla mente quella persona scomparsa. Eppure non posso e non voglio essere d'accordo con il tuo defunto amico. E' vero, succedono grandi gioie e grandi dolori, spesso vicine tra loro nel tempo, quando un fulmine a ciel sereno ci stronca mentre ancora ci crogioliamo nel tepore di un momento positivo; oppure quando una grande letizia inizia a dissolvere la nebbia ed il buio doloroso nei quali brancolavamo. Ma queste non sono contrapposizioni di un crudele contrappasso, sebbene spesso ci consoli pensare che tutto abbia un senso più grande di noi e non sia guidato dal caso. Questa alternanza non capita nemmeno a tutti allo stesso modo, e guardandoci attorno conosceremo senza dubbio quella certa persona che ha solo fortune e quell'altra invece che attira un evento disgraziato dopo l'altro. Non c'è un senso. E' la vita, il fato, che ciecamente dà e toglie. Ci sono però persone, questo si, che sanno reagire o pensare "oltre", e che, come ben dici tu, riescono a creare un'opportunità da una "sfortuna", foss'anche solo imparando una preziosa lezione di vita ed un modo di comportarsi diverso. Una sorta di "fare di necessità virtù".