Tra Miti e Politica: Storia del Ponte sullo Stretto di Messina

in #ita2 years ago (edited)

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Prendete un qualsiasi contapassi o un’app del vostro smartphone per misurare le distanze, ed impostate 3.300mt. Usain Bolt atleta giamaicano stabilendo il record di 9,11” nella corsa di 100mt, percorrerebbe quella distanza approssimativamente in circa 5 minuti. Non avendo le doti di Bolt probabilmente, noi comuni mortali, ci metteremmo qualche minuto in più rispetto all’atleta giamaicano.
Per un uomo di statura media (alt. 1,75cm), 3300mt equivalgono a circa 5000 passi, ovvero la metà dello sforzo di quella sana abitudine consigliata da tutti i bravi medici ovvero la passeggiata della salute (10.000 passi al giorno). Insomma, 3300mt è una distanza relativamente breve ed è quella che separa la Calabria dalla Sicilia nel lato più stretto.

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Sembrerebbe che, fin dai tempi delle guerre puniche (250 prima della nascita di Cristo), l’ estrema vicinanza tra le due sponde abbia ispirato l’idea di ingegnarsi qualcosa per annettere la Sicilia al continente
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Un geografo greco di nome “Strabone” infatti racconta che, l’esercito romano, dispose un ponte di barche in fila per agevolare il passaggio del bottino di guerra (carovana di elefanti sottratti ai cartaginesi) e trasferirlo così a Roma. Si racconta che anche Carlo Magno, approdato in Calabria per un non precisato motivo, abbia espresso il pensiero vista la vicinanza dei 2 territori, di unire le 2 rispettive sponde. Da li in poi fu un susseguirsi di imperatori, comandanti e pescatori tutti a chiedersi se fosse possibile costruire il

“Ponte sullo stretto di Messina”


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Lo stretto tra Calabria e Sicilia è stato sempre un luogo di particolare fascino capace di ispirare non solo imprese edili ed ingegneristiche ma anche e soprattutto racconti mitologici. Un tempo questo fazzoletto di mare tra le 2 rispettive coste era chiamato Stretto di Scilla e Cariddi in riferimento alla leggendaria formazione di vortici che ingoiavano piccole e grandi imbarcazioni, rappresentati nell’interpretazione mitologica, come 2 mostruose creature. Tale interpretazione si riconduce alla meravigliosa opera di Omero: l’ Odissea.

Cariddi: colei che risucchia (lato siculo)

L'altro scoglio, più basso tu lo vedrai, Odisseo, vicini uno all'altro, dall'uno potresti colpir l'altro di freccia. Su questo c'è un fico grande, ricco di foglie; e sotto Cariddi gloriosamente l'acqua livida assorbe. Tre volte al giorno la vomita e tre la riassorbe paurosamente. Ah, che tu non sia là quando riassorbe.

Scilla: colei che dilania (lato calabrese)

Scilla ivi alberga, che moleste grida / Di mandar non ristà. La costei voce / Altro non par che un guaiolar perenne / Di lattante cagnuol: ma Scilla è atroce / Mostro, e sino a un dio, che a lei si fesse, / Non mirerebbe in lei senza ribrezzo, / Dodici ha piedi, anteriori tutti, / Sei lunghissimi colli e su ciascuno / Spaventosa una testa, e nelle bocche / Di spessi denti un triplicato giro, / E la morte più amara di ogni dente. Odissea - Omero

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Tralasciando i miti e gli scritti storici, si riprese a parlare dell’idea del Ponte di Messina appena dopo l’Unità di Italia. Fu infatti Giuseppe Zanardelli all’epoca (1876) ministro dei lavori pubblici ad avanzare l’idea di collegare la Calabria e la Sicilia attraverso un lungo tubo di acciaio posto sui fondali dello stretto. Lo stesso Zanardelli, che ebbe anche un’interessante carriera politica, non riuscì però a dotarsi del sostegno e di competenze ingegneristiche necessarie, tali da iniziare questa titanica impresa. Appena 32 anni dopo a mettere tutti d’accordo però furono il devastante terremoto ed il conseguente maremoto del 1908 che devastarono le due principali città dello stretto: Reggio Calabria e Messina.

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L’evento sismico di portata catastrofica che coinvolse le 2 città dello stretto ed i comuni limitrofi fece desistere i governi successivi, dall’avanzare proposte di costruzione del ponte per circa cento anni e precisamente fino alla campagna elettorale del 2001. In quell’anno Silvio Berlusconi promise l’inizio dei lavori del Ponte annunciandone addirittura l’anno in cui gli stessi sarebbero stati ultimati, il 2011. Dieci anni quindi di cantiere tra Calabria e Sicilia, capace di ridare fiato ad un territorio dal punto di vista economico ed occupazionale. Ed in effetti, negli anni successivi all’annuncio venivano pubblicizzati i primi bandi di gara utili ad appaltare i lavori di costruzione. E così cominciarono ad affacciarsi le prime multinazionali dell’edilizia come “Impregilo”, già impegnata con molti mezzi ed in diversi cantieri nella costruzione dell’autostrada A3: Salerno – Reggio Calabria (altra bella storia..).

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Era un periodo in cui in molti cominciarono a credere che il ponte sullo stretto di Messina avrebbe visto la luce. Persino gli ambientalisti , preoccupati per l’impatto ambientale che l’opera avrebbe potuto riservare, iniziarono le prime manifestazioni “No Ponte”. Nonostante l’inizio dei primi scavi, rimanevano forti dubbi sull’utilità dell’opera, sulle problematiche tecniche (visto che il fondale dello stretto risulta essere molto profondo) e sui costi eccessivi calcolati in una cifra come pari a 6 miliardi di Euro. In anni in cui la politica economica europocentrica stava affilando i suoi artigli verso i paesi più meridionali e “la spesa dello stato italiano” in rapporto al prodotto interno lordo risultava essere eccessiva. Il governo Prodi decise di sospendere i lavori. Questo accadeva nel 2006. Appena 2 anni dopo con Berlusconi nuovamente presidente del consiglio, vi furono nuovamente timide iniziative di ripristinare i lavori di progettazione e costruzione del Ponte di Messina. Ma in quegli anni soffiavano sempre più forti i venti di una crisi economica e finanziaria mondiale. Venti che non tardarono a spazzare via l’intera economia italiana e la stessa politica costringendo il popolo italiano ad assistere ad un balzello di governi tecnici e ad avvitarsi socialmente ed economicamente sotto una grave austerità fiscale.

L’azienda di Stato , ovvero la Stretto di Messina Spa fu definitivamente messa in liquidazione dal governo Monti nel 2013. Si avviarono quindi tutte le procedure per affrontare i contenziosi riguardanti le cospicue penali da pagare a tutte le aziende che, nel corso di almeno venti anni, avevano partecipato e vinto gare di progettazione e costruzione. La Corte dei Conti ha stabilito che le penali, hanno raggiunto quasi la cifra astronomica di 1 miliardo di Euro includendo la voce degli interessi.
Manca poco alle prossime elezioni del 4 Marzo, ed oggi come allora si assiste al rituale balzello di politici che, specialmente nei comizi al Sud, annunciano la volontà di compiere l’impresa di costruire il Ponte sullo Stretto. Al già sostenitore Berlusconi si è aggiunto ultimamente l’ex Premiere Matteo Renzi.

Conclusione


Molti pensano che forse i nostri figli o nipoti riusciranno a vedere il completamento di quest’opera altri invece sostengono che tali progetti siano soltanto l’espressione di una patologia politica la “faraonite” (giusto per definirla educatamente).
Io rimango dell’idea che il progetto “ponte” sia come quella nave dilaniata dai morsi dei mostri Scilla e Cariddi raccontati dal grande Omero.

Nota: Questo articolo nasce grazie al fatto che, proprio il sottoscritto, vive in riva allo stretto e quotidianamente viene avvolto ed in parte tramortito, dal magnifico paesaggio che esso riserva. Voglio ringraziare @nicola71 il quale mi ha fortemente sollecitato a scrivere su questo argomento.

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A presto!

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Fonte immagine uno (di copertina): CCO Creative Commons - Wikimedia Commons
Fonte immagine due: CCO Creative Commons - Wikipedia
Fonte immagine tre: CCO Creative Commons - Pixabay (Tramonto nello Stretto)
Fonte immagine quattro: CCO Creative Commons - Wikimedia Commons (Scilla)
Fonte immagine cinque: Foto dell'autore, scattata con Huawei p9 plus su una stampa presso Comune di Reggio Calabria
Fonte immagine sei: CCO Creative Commons - Wikimedia Commons

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Innanzitutto ti ringrazio per la citazione, inoltre mi complimento per questo bellissimo e interessante post.
Io sin da bambino sentivo parlare di questo progetto, a scuola ero bravissimo in Geografia, ero l'unico che conosceva tutte le targhe delle province italiane e mi affascinava l'idea di un percorso stradale che unisse la Calabria alla Sicilia. Credo fosse il 1979 o giu di li. Grazie a te scopro che ben 100 anni prima nacque l'idea di quella che io definisco più un utopia che un progetto. Grazie ancora e tanto di cappello per questo post!

Credo che la passione delle targhe delle province italiane fu un qualcosa che accomunava la nostra generazione. Ancora quando sono in auto ed in coda, spesso ci penso... Grazie ancora per il suggerimento e per essere passato!

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davvero un post sapientemente confezionato, con tante interessantissime notizie ed un eccellente book fotografico a corredo, conoscevo un po' di cosette che hai elencato, ma sei andato veramente a fondo, realizzando un cocktail veramente originale e gustoso, grazie per aver condiviso con noi tutte queste ottime informazione, complimenti davvero!!

Grazie @mad-runner apprezzo molto il tuo commento e sono contento che ti sia piaciuto.

direi un quadro chiarissimo...omero sapeva già come l'Italia sarebbe stata...chissà! Grazie per questo interessante resoconto, cosa ci riserverà il futuro?

Grazie @isabellapojavis per essere passata da qui...

ti diro' io ci son stato a Settembre per qualche giorno ed infatti son stato proprio a Messina per una giornata intera! Il paesaggio e' stupendo! Lo stretto tra due bellissime regioni come la Sicilia e la Calabria regala scenari incredibili. Tra un po' vado a dormire... spero di non venir catturato da Scilla o Cariddi :D

Credimi oggi durante il traghettamento mi è sembrato di vederli.... una pioggia ed un mare in tempesta non da poco...

Bellissimo post anche se io penso che sarebbe meglio lasciare le due grande terri così come sono senza ponte.

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