Felix Pedro
Quella che voglio raccontare oggi è la storia di un personaggio, ai più sconosciuto, che nasce a metà del diciannovesimo secolo, nel paese di Fanano, più precisamente nella frazione di Trignano.

Felice Pedroni
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Fanano è il comune che vanta la maggior estensione di territorio all'interno del parco regionale dell'Alto Appennino Modenese. É in questo comune montano che affondano le mie radici, tanto è vero che posso annoverarmi tra i posteri del nostro eroico Felice Pedroni.
Come in tutti i comuni montani, nella seconda metà del 1800, la vita è particolarmente dura, la miseria è grande e mette a dura prova la tenacia degli uomini. È in questo contesto che ha i natali Felice, quale nome meno indicato.
1858, ultimo di sei fratelli, nasce da genitori contadini, rimasto orfano del padre in giovane età, si vede costretto, dalle difficili condizioni di vita, ad emigrare, come in molti a quell'epoca in quei territori. Prima tappa del suo peregrinare nel 1881 è la Francia, poi affronta la sua prima traversata transatlantica, per giungere negli Stati Uniti nel 1883
La febbre dell'oro
Inseguendo occasioni lavorative migliori, si sposta dall'Illinois al Colorado passando per lo Utah, l'Oregon e lo stato di Washington. Nel 1888 ottiene la cittadinanza Americana e diventa Felix Pedro, si divide tra fare il manovale, il garzone e il minatore, ma anche lui, nel giro di breve tempo, viene colpito dalla febbre dell'oro.
Nel 1895 assieme ad altri minatori si sposta ancora, dapprima in Canada, percorrendo la stessa traccia che avrebbero intrapreso, in seguito, migliaia di persone, poi in Alaska, dove si stabilisce, da solo. Persona intelligente ma analfabeta, estremamente ostinato, sopravvive a situazioni disperate, le sue fatiche vengono gratificate il 22 luglio 1902.
Anziché unirsi alla corsa all'oro del Klondike, iniziata nel 1896, decide di tentare a ovest, nell'interno dell'Alaska e finalmente corona il suo sogno, trovando un ricco giacimento aurifero sul fondo del torrente, oggi chiamato, Pedro Creek.
Pioneer park Fairbanks
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Ottiene la concessione del territorio dallo stato e pochi mesi dopo diviene il presidente del polo estrattivo minerario di Fairbanks, con sede proprio nella sua baracca. Si devono a Pedroni, infatti, i natali di Fairbanks, seconda città per numero di abitanti dell'Alaska, sorta nella zona, grazie alla ricchezza offerta dalle risorse naturali
Nel 1909, diventato ricco, compie nuovamente la traversata dell'Atlantico per tornare a Trignano e sposarsi. Ma rifiutato dalla promessa sposa, rientra negli States, dove si unisce in matrimonio con Mary Ellen Doran, irlandese, donna meschina e di facili costumi. In breve tempo, per cause poco chiare, perde la concessione per l'estrazione e di conseguenza tutte le ricchezze accumulate, ritrovandosi in miseria come quando era sbarcato per la prima volta in America. La sua tenacia non riusci a sopperire alla mancanza di istruzione.
All'età di 52anni muore in circostanze misteriose, la salma di Felix Pedro riposa nel cimitero di Fanano dal 1972. Sulla lapide l'epitaffio recita: Il giorno 12/10/72 Felice Pedroni ha rivisto la sua terra, il suo intuito, il suo coraggio, la sua tenacia hanno dato la ricchezza e la città di Fairbanks allo Stato dell'Alaska.
A Fairbanks, ogni anno si ricorda Felix Pedro in occasione della settimana dei Golden Days e dal 2002 è gemellata con Fanano. Tra i due territori avvengono numerosi scambi culturali ed annualmente il comune organizza un viaggio in Alaska.
L'emigrazione fu un fenomeno importante in tutto l'Appennino, dalla fine del 1800 fino a buona parte del ventesimo secolo, segnando il destino dei nostri avi, spesso in maniera crudele. Camminare lungo i sentieri dell'Alto Appennino, può fare rivivere in noi i passi compiuti da quel Felice Pedroni che è simbolo stesso dell'emigrazione, come a dire qualcosa dell'Alaska ha sempre vissuto, da molto tempo, sull'Appennino Modenese.
Fonte: Felix Pedro di Giorgio Comaschi.
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Molto molto interessante!!
Ciao, grazie, ti consiglio la lettura del libro, i fatti sono veri ma il racconto è 'romanzato' quindi risulta scorrevole.
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Lo leggerò. Fra l'altro Giorgio Comaschi è un mio amico, conosciuto molto tempo fa.