Battlestar Galactica: una sola osservazione.

in #esteem2 years ago
Gli ultimi 15 giorni ho visto una serie televisiva che mi ha colpito per tante ragioni: Battlestar Galactica. Ne voglio sottolineare soltanto una, forse non la più importante ma per certi versi a mio giudizio particolarmente significativa.

La serie mi è stata segnalata da mio fratello, patito di fantascienza, ed è andata in onda fra il 2004 e il 2009. In realtà si tratta di un rifacimento della storica serie di fine anni '80. Volevo quindi condividere il mio parere con voi.

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[Fonte immagine]


Trama.

In un angolo sperduto della galassia si è insediata una civiltà umana. Sono le Dodici Colonie che vivono confederate in un'organizzazione statuale unica e ognuna di esse ha il proprio pianeta. Sono colonie perché "all'alba dei tempi" vennero scoperte da una popolazione in fuga dalla Terra, la Tredicesima Colonia.
La civiltà è tecnologicamente progredita al punto tale da riuscire a creare dei robot quasi perfetti: i Cyloni. Questi finiscono per acquisire una loro coscienza, si ribellano, fondano una loro civiltà e proprio nel momento in cui gli umani avevano quasi finito di pensare agli stessi riappaiono, dichiarando guerra e finendo quasi per annientare tutta la specie umana.
I superstiti sono solo 50.000 e si ritrovano in una flotta spaziale capeggiata dalla base Galactica e dal suo comandante, Bill Adamo.
Qui inizia la serie tv e fra varie peripezie e la continua guerra contro i Cyloni, i nostri decideranno di intraprendere il viaggio alla ricerca delle loro radici, della Terra.

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Osservazione.

Andare a costruire fin nei minimi dettagli un universo immaginario è cosa estremamente difficile. La "storia della narrazione" offre tanti esempi di questo tipo che in alcuni casi sono delle vere e proprie eccellenze destinate a rimanere per sempre nel nostro immaginario. Pensiamo alla saga di Tolkien, a quella di Game of Thrones (pur non paragonabile alla prima)... ma ne esistono tante altre. Cito solo queste due an passant perché sono le prime che mi vengono in mente.
Questo per l'ovvio motivo che gli aspetti da approfondire sono infiniti: dinamiche politiche, geografiche, socio-culturali di magari più di un popolo, tutti immaginari. Per poi passare all'indagine psicologica dei personaggi più importanti che nelle espressioni migliori ha richiesto un livello di approfondimento talmente meticoloso da finire per sfiorare la vera ossessione. Chiaramente si sta parlando di difficoltà inaudite. Rappresentare un universo immaginario con tutte le caratteristiche sfumate e le informazioni dell'universo vero è praticamente impossibile.
Per questa ragione uno degli aspetti sui quali presto particolare attenzione ogni volta che mi confronto con opere di questa tipologia (spesso fantascientifiche) è sempre la risoluzione di questa complessità: come è riuscito l'autore a semplificare questa complessità? L'ha fatto in maniera intelligente o meno?
La risposta che arriva influenza in maniera cospicua tutto il parere che ho su quella determinata opera. Se la risposta mi piace potrei anche finire per distogliere lo sguardo da mancanze varie, difettucci, che a questo punto possono anche essere quasi ignorati.

Fatta questa premessa e tornando a BG posso dire di aver scovato un elemento veramente importante che mi ha indotto a valutare bene tutta la serie e a considerarla, quantomeno, intelligente. Si tratta del modo in cui viene prestata attenzione allo sviluppo psicologico dei personaggi, a come gli stessi cambiano e si evolvono nel corso di tutte e quattro le stagioni.
Quello che mi ha colpito è stato l'espediente utilizzato dagli autori, molto semplice ma molto efficace. La gran parte dei personaggi principali sono tutti combattuti e in se stessi conservano due anime distinte che sono fra loro agli antipodi: bianco e nero, bene e male, alpha e omega... Disegnare paletti di questo tipo significa offrire ampio respiro, significa poter seguire le varie diramazioni senza timore alcuno. Come dicevo è un modo estremamente efficace per ridurre certa complessità a qualcosa di più afferrabile e riproducibile. Dunque rappresentabile. Questa complessità in buona sostanza non viene combattuta perché si rischia di uscirne con buona probabilità perdenti. Un gesto a mio parere significativo, umile e intelligente che finisce per consegnarci in buona parte un prodotto godibile e ben fatto. Non è una banalità, si tratta di un grande insegnamento! Non si può rappresentare un universo intero, è necessario selezionare gli aspetti più importanti e risolverli nel modo più semplice possibile. Well done...


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Approfitto del post anche per caricare una nuova copertina :P


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Thanks for your time!




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Used to love Battle Star Galactica

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BSG è stata, anzi ancora lo è, una serie tv culto. A me invece aveva colpito l'approccio delle scenografie alla serie, mi riferisco proprio alla nave da guerra spaziale stessa, la Galactica. In tutte le varie serie e film di fantascienza si vedeva il ponte comandi come un oblò esposto tipo un finestrone sullo spazio. Dal punto di vista militare una emerita fesseria visto che una volta compresa l'importanza basta colpire li. Poi il ponte attracchi delle navette e l'officina. E' esattamente come dovrebbe essere, anche li in antitesi con la concorrenza, dove pervade il bianco e sono tutti puliti. In BSG si vede gente che salda, sporchi di olio. Anche le cabine riposo sono di stile militare. D'altronde è una NAVE sebbene spaziale.

Si è vero! È se ci pensi anche l'aspetto che sottolinei tu entra nel gioco che dicevo io del continuo confronto fra gli opposti che viene ribadito in tanti aspetti... Perché le navi base Cyloni erano tutt'altra cosa, quelle si pulite e linde. ☺️ L'unica volta che vediamo i Cyloni lavorare e sporcarsi le mani é quando sono sul Galactica, guarda caso...

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