Discovery Arte&Storia Presenta: Le cattedrali gotiche

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Discovery-it Arte&Storia


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31/10/2018 | a cura della redazione Arte&Storia di @Discovery-it

Le cattedrali gotiche


Salve amici e ben ritrovati!
Continuiamo il nostro viaggio con la quarta uscita della nostra rubrica Arte&Storia di Discovery-it, sebbene ancora una volta con lo sconforto nel cuore, visti gli ingenti danni provocati dal maltempo in mezza Italia, che purtroppo non hanno risparmiato neppure i nostri autori.
A loro e a tutti i connazionali colpiti dalla sciagura, vanno dunque, a nome di tutta la redazione, i più sinceri auguri di pronto recupero.
Cominciate a scaldare i motori della macchina del tempo, perché anche oggi dobbiamo compiere un bel salto indietro fino al tredicesimo secolo, in pieno medioevo, periodo in cui assisteremo a radicali cambiamenti all’interno della società: si ridefiniscono le classi sociali, il potere economico non è più soltanto appannaggio dei nobili e le arti lentamente rifioriscono, in special modo l’architettura. I monaci guerrieri dal bianco mantello, i cavalieri templari, danno inizio alla costruzione delle prime cattedrali gotiche, le Notre Dame, impareggiabili meraviglie architettoniche ricche di un oscuro fascino ed ancestrali misteri.
Le analizzeremo dalle fondamenta ai tetti, passando per gli imponenti contrafforti e le celebri decorazioni che le contraddistinguono ancora oggi, ovvero le strabilianti vetrate ed i gargoyles.
Tenetevi forte quindi, sta per cominciare un altro affascinante viaggio di Discovery-it nella storia dell’umanità...



Come in alto così in basso: Eucaristia e Alchimia

Nella prima metà del XII secolo, il territorio francese è caratterizzato da una grande vivacità culturale. La popolazione è in crescita e gode di un relativo benessere. La spinta religiosa è più forte che mai, sempre alla ricerca di nuove vie attraverso cui concretizzarsi.
Il quadro politico è tutt'altro che stabile e i potenti dell'epoca necessitano continuamente di affermare il loro prestigio, non solo per mezzo di matrimoni strategici e campagne militari, ma anche - specie in ambito ecclesiastico - patrocinando opere monumentali.
Queste diverse esigenze sembrano convergere nella nascita dell'architettura gotica, destinata a rivoluzionare per sempre le tecniche di costruzione, pur non apportando significative innovazioni a livello puramente concettuale. [1]
Si tratta piuttosto di un nuovo modo di assemblare elementi preesistenti, attingendo all'architettura normanna e a quella mediorientale. L'idea chiave è la redistribuzione del peso della struttura: l'uso ricorrente di volte a crociera, archi rampanti e a sesto acuto, pinnacoli e contrafforti esterni [2], consente di affrancarsi dall'ingrato compito di innalzare pareti troppo spesse e massicce, che nel corso del periodo romanico avevano rappresentato non soltanto un limite economico, ma anche - e soprattutto - un vincolo progettuale. [1]
Le cattedrali raggiungono così altezze impensabili fino a pochi anni prima: le loro forme ardite e inusuali sembrano puntare dritte al cielo. Attraverso le pareti alleggerite può finalmente sprigionarsi la luce, che diviene elemento architettonico e artistico a tutti gli effetti.
Il risultato è sbalorditivo e il movimento prende piede in tutta Europa.
Una diversa chiave di lettura di questo fenomeno, tuttavia, ci viene offerta dal pensiero esoterico del Novecento, secondo cui non si tratterebbe di una naturale evoluzione dell'architettura nel tempo, ma di un preciso messaggio lasciatoci dai depositari di un antico sapere iniziatico [3]. È al ritorno dei primi Templari dalla Terra Santa, infatti, che il gotico si afferma improvvisamente: il celeberrimo ordine di monaci guerrieri, al centro di numerosi misteri della storia, è il principale promotore di questo nuovo stile.
Una dopo l'altra, nella regione dell'Île-de-France, sorgono undici cattedrali, tutte dedicate a "Nostra Signora" e ubicate in prossimità di antichi luoghi di culto precristiani, precedentemente consacrati alla "Grande Madre" dei riti druidici e pagani. [3]
La disposizione degli edifici sul territorio riproduce la posizione delle stelle della costellazione della Vergine, mentre nelle cripte sottostanti le chiese sono custodite le cosiddette "Vergini Nere": si tratta di statue o bassorilievi che rappresentano una Maria dalla pelle scura, e che sembrano rifarsi in tutto e per tutto alle arcaiche divinità lunari [3] dell'Africa e del Mediterraneo. In genere, tutta la simbologia delle cattedrali gotiche rasenta pericolosamente l'eresia: creature mitologiche, riferimenti astrologici, rivisitazioni di simboli primitivi (come il quadrato magico e il labirinto), faticano a trovare una collocazione coerente all'interno della dottrina cristiana; non così nell'interpretazione degli studiosi di scienze esoteriche. [3]
Tutte le varie correnti di pensiero, in ogni caso, concordano nell'assegnare alla geometria un ruolo preponderante: nello stile gotico, la presenza del divino non è rappresentata da affreschi o mosaici, bensì lasciata a intendere nelle sue proporzioni perfette. [4]
Sotto il caos apparente di guglie, rilievi e vetrate variopinte, si celano precise simmetrie, a riprova di un'unica volontà all'origine della moltitudine del creato; un'unica sapienza nascosta tra le pieghe del tempo.

Fonti:

  1. Enciclopedia Zanichelli 1996, a cura di Edigeo - Zanichelli, Bologna, 1996
  2. Glossario termini architettura gotica, di Stefano Torselli
  3. I misteri della cattedrale di Chartres, di Louis Charpentier - Arcana Editrice, Torino,1972
  4. Chartres e la sezione aurea

a cura di @middleearth



Vetrate Gotiche: Luce mistica e colori

Contee, feudi, ducati e marchesati, cavalieri, regnanti, guerre, crociate, barbari, papato e impero in conflitto… Questi sono alcuni degli elementi ed eventi che definirono la civiltà del tardo medioevo, un secolo di trasformazioni economiche e sociali [2]. I vertici del potere cambiano, si formano nuove classi sociali come la ricca borghesia, nascono nuove identità civiche, si vive un periodo prospero ed il panorama artistico si trasforma, dando vita ad un fenomeno stilistico nuovo e molto vasto che abbraccia molti campi dell’arte fino anche a valorizzare maestrie minori quali l’oreficeria, la miniaturistica e la lavorazione del vetro. Il Gotico .
L’arte gotica sorge inizialmente nella Francia settentrionale, approdando e affermandosi gradualmente anche nel resto dell’Europa. E’ nel campo dell’architettura che troviamo le innovazioni più grandi, infatti, contrariamente allo stile romanico, chiaro e misurato, lo studio architettonico in questo caso interviene soprattutto sulle strutture delle cattedrali. L’edificio gotico viene definito in base ad alcune tecniche tipiche: l’arco a sesto acuto e costoloni a ogiva che sostengono le volte, la presenza di archi rampanti all’esterno che agevolano e distribuiscono il peso, le guglie e i pinnacoli, i timpani, le luci a traforo nei rosoni delle facciate e le finestre [1]. La cattedrale assume nuovi spazi dinamici e simbolici, il rapporto fra altezza e larghezza muta acquisendo un notevole slancio verso l’alto, quasi ad enfatizzare un distacco dalla terra per elevarsi verso la luce, quindi verso Dio. Lo spazio risulta illimitato, indefinito, grazie anche alla presenza di mastodontiche vetrate colorate.
La vetrata rappresenta un elemento simbolo dell’arte gotica ed è grazie ad essa che la luce -elemento simbolico di immenso valore nel medioevo- filtrata attraverso i vetri colorati diviene un mezzo di espressione mistica e soprannaturale, in quanto personifica il divino; è attraverso essa che i fedeli cercavano connessioni dirette con Dio, per sconfiggere la dimensione buia tipica del peccato e del male [3]. Le vetrate istoriate avevano il compito di illustrare al popolo ignorante e analfabeta i testi sacri, infatti vi erano raffigurate immagini divine di santi, profeti, simboli e scene bibliche, ma anche storie e rappresentazioni dei mestieri dell’epoca per omaggiare chi aveva contribuito alla costruzione ed al compimento di tali magnifiche opere monumentali, a prescindere dal ceto sociale di appartenenza. [1] Anche la creazione delle vetrate era strettamente connessa con la fede religiosa; il processo di realizzazione infatti era basato su tecniche ardue da apprendere e dall’esito incerto, perciò, i segreti di questa antica arte erano riservati a pochi esperti artigiani e alchimisti, in grado di trattare il vetro con svariati artifici fino a farlo diventare un prezioso minerale, per questo in grado di diffondere una luce propria.

Fonti:

  1. Collana a cura di S. Zuffi, Storia dell’Arte 5, il Gotico. Mondadori Electa, 2006, Milano.
  2. Collana a cura di S. Zuffi, Storia dell’Arte 3, l’Alto Medioevo. Mondadori Electa, 2006, Milano.
  3. Luce e colori, il segreto delle cattedrali gotiche

a cura di: @michelacinque



Antichi saperi, nuove cattedrali: I Templari e Chartres

Nell'Europa del tredicesimo secolo, in particolar modo quella dell'ovest, un metallo prezioso scarseggiava a tal punto da essere considerato ormai cosa rarissima: l'argento.
Le miniere più famose erano ormai state prosciugate e i commercianti del vecchio continente valutavano a caro prezzo l'introvabile minerale, che, di punto in bianco, apparve nuovamente sulla scena economica in enorme quantità.
"L'hanno portato i Cavalieri del Tempio", si vociferava a ragione in ogni angolo del continente, ma dove l'avessero trovato, però, non era dato saperlo.
Nonostante i Templari fossero già in possesso di incommensurabili ricchezze accumulate fin dai primi anni della costituzione dell'ordine monastico/militare, utilizzarono gran parte del prezioso minerale per autofinanziarsi la costruzione di qualcosa come centocinquanta cattedrali in altrettanti anni, tutte battezzate con il suffisso "Notre Dame", imponenti e maestosi edifici pieni di grazia artistica dallo stile innovativo, qualcosa di nuovo mai visto prima di allora: il gotico.[1]
Siamo sicuri però che tali meraviglie fossero il frutto di uno stile nuovo, improvvisato e moderno, piuttosto che di un antico e latente sapere messo finalmente in pratica?
Possiamo affermare senza dubbio che in quanto custodi di ancestrali conoscenze definibili esoteriche, i Cavalieri Templari vollero, con le nuove cattedrali, incanalare l'energia di questa saggezza mistica perduta in opere maestose di gusto nuovo. Ovviamente o paradossalmente, l'idea alla base delle Notre Dame non fu sempre motivo di compiacimento per le gerarchie ecclesiastiche cattoliche, bensì ragione di blasfemia, anche per una certa simbologia inserita nelle decorazioni che, in effetti, non aveva poi molto di cristiano. Per citare l’esempio più lampante, l’inserimento del celebre volto barbuto di Bafometto che, in futuro, presterà forse suo malgrado l'immagine al satanismo.
La Notre Dame di Chartres, che all'epoca della costruzione era solo un piccolo borgo nei pressi di Parigi, mentre oggi è una cittadina che conta circa 40000 abitanti, è un ottimo esempio a conferma di quanto detto.[2][3]
Partiamo dalla posizione: perché per la costruzione di questa meraviglia fu scelto proprio l'umile borgo? E perché l'abside della cattedrale non è letteralmente "orientato" verso est come da consuetudine cristiana del tempo, ma a nord-est di 47 gradi?
Le risposte a queste domande sembrano non esserci fornite da motivi religiosi, bensì da altre ragioni concettuali fra cui la geofisica, più precisamente dalle correnti telluriche che ricoprono la superficie del pianeta e che "scorrono" tipo fiumi di fluido vibrazionale sotto ai nostri piedi, come fossero la rete nervosa del Pianeta, marcando zone di diversa intensità energetica. Griglie magnetiche spesso associate alla presenza di veri e propri corsi d'acqua sotterranei che a Chartres sono presenti in addirittura quattordici unità e convergono tutti sotto le fondamenta della cattedrale, passando a 37 metri di profondità attraverso antiche cripte celtiche, oggi purtroppo murate e quindi inaccessibili.
Essi costituiscono una falda idrica ritenuta dai sapienti costruttori ricca di proprietà terapeutiche per la salute del corpo e dello spirito: per tal motivo essi innalzarono la volta della cattedrale sopra di essa di altrettanti 37 metri, nel tentativo di ricreare una cassa di risonanza benefica fra il tempio cristiano in costruzione ed i corsi d’acqua, proprio dove un tempo sorgeva un antico dolmen. Chartres era infatti già in epoca celtica, meta di culto e pellegrinaggio pagano.[2][3]
Tutto questo è stato indubbiamente il risultato del lavoro di menti tutt'altro che sprovvedute, dotte di una conoscenza di provenienza ignota. Infatti, all'interno della cattedrale troviamo altri "particolari tecnici" davvero stupefacenti. Sorprende ad esempio la lunghezza della corda che a quel tempo si usava per tracciare le direttrici geometriche, che si è scoperto misurasse 0,738 metri, esattamente la centomillesima parte del grado di parallelo di Chartres; forse proprio per aggiungere armonia al rapporto cattedrale/energie telluriche del sottosuolo.
E ancora, la proporzione 2:1 fra la lunghezza e la larghezza allo stesso modo degli edifici di culto dell'antico Egitto, dell'Antica Grecia e del Tempio di Salomone in Terrasanta, proprio dove i primi Cavalieri Templari dettero inizio alla propria storia e leggenda prima di fare ritorno nell’Europa cristiana di fine ‘200, sicuramente impreparata ad accogliere, comprendere ed accettare il bagaglio di conoscenze esoteriche acquisite nei giorni cui il ricordo si perde nel buio della notte dei tempi.

Fonti:

  1. La symbolique Templière
  2. Cavalieri templari
  3. Chartres Cathedral Part 1

a cura di @itegoarcanadei



In alto, sui tetti delle cattedrali

Le cattedrali gotiche sono uno spettacolo scenografico che rasenta la fantascienza.
Impressionano le vertiginose altezze, gli elementi verticali appuntiti come lance sfreccianti verso il cielo, le guglie, i pinnacoli, gli archi a sesto acuto e non ultimo le caratteristiche sculture zoomorfe che fuoriescono, svettanti, poste sulla sommità dei loro tetti.
Queste figure chiamate Gargoyle in inglese, o Gargouilles in francese, venivano collocate come doccioni al termine dei canali di gronda per lo scarico dell’acqua piovana. Hanno il nome di derivazione onomatopeica, dal Latino “gurgulio-onis ”cioè gorgoglio.[1]
Esse appartengono a tutto un corollario di bestie ibride, esseri mostruosi catalogati e miniati nel “Physiologus” [1] studiato dai più grandi storici medievalisti del mondo.
Queste figure sono delle sculture che con le loro pose grottesche, sporgono in modo anomalo dai tetti, quasi beffeggiando noi spettatori che le ammiriamo dal basso.
Solo sulla cattedrale di Notre Dame a Parigi se ne contano 54 e ricordiamo che queste figure sono presenti sulle cattedrali gotiche di tutto il mondo: sul Duomo di Milano, a Quito in Ecuador, a Ulma in Germania, Adderbury in Inghilterra, solo per citare alcune città.
Trattandosi di mostruose sculture zoomorfe dell’immaginario, non possiamo fare a meno di ricordare che il termine “mostro” deriva sempre dal Latino “monstrum” e significa prodigio, “cosa straordinaria”, ed è indicato per ogni tipologia di persona, animale o fenomeno fuori dall’ordinario e contro natura.[2]
Tornando ai mostri delle cattedrali gotiche, ricordiamo che le gargolle possono rappresentare qualsiasi creatura animale, sia essa fantastica che mitologica, talvolta mista a sembianze umane e spesso risultato da un’unione di più animali come ad esempio la Chimera o il drago di Rouen in Francia. Tra le raffigurazioni mostruose più usate per le gargolle, è singolare la leggenda sulla collocazione di esse nella cattedrale omonima, salvata da San Romano che sconfisse il mostro Gran Goule poi condannato al rogo, la cui testa rimase intatta e per questo usata come simbolo apotropaico negli edifici di culto gotici, per allontanare le forze brutali del male.[3]
Il Duomo di Milano detiene il record di 150 gargouilles, scolpite e installate in successione per due secoli, partendo dalla fine del quattordicesimo. Esse sono gli ultimi risultati applicati di un’ampia genealogia di figure bestiali, ben più orride e impressionanti delle descritte e disegnate nei secoli passati.
I primi antenati delle gargolle li troviamo nell’antico Egitto e poi acquisiti nella Grecia classica, come ad esempio le arpie, i grifoni e le chimere, ma, soprattutto, i leoni che sputavano l’acqua di scarico dei canali dei templi.
Il gotico è pertanto un periodo fecondo in cui i fedeli costruttori, architetti e scultori sorpassano la tradizionale funzione delle sculture mostruose atte a catechesi o a terrorizzare l’anima del peccatore.
Esse vestendosi di un abito grottesco, quasi fantasy, non servivano più ad impaurire gli eventuali empi, ma, ergendosi a difesa del luogo di culto trovandosi lassù in alto, con la bocca spalancata per sputare fuori l’acqua piovana, presero il ruolo di protettrici della fede, sfidando e ridicolizzando il demonio assumendo la sue stesse forme. [4]

Fonti:

  1. Physiologus]
  2. Gargoyles Glaring From Stone Fortresses]
  3. gargoyles
  4. Time,Work,&Culture in the middle ages

a cura di @armandosodano


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Vi aspettiamo la prossima settimana per un nuovo numero di

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Tutte le immagini e i disegni sono opera di @armandosodano.

Redazione: @Phage93, @armandosodano, @itegeoarcanadei, @michelacinque, @ciuoto, @middleearth,@piumadoro, @ilnegro




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Complimenti a tutti quanti davvero! Interessantissimo numero di discovery, sono un'amante delle cattedrali gotiche e con i vostri post le avete rese ancora più affascinanti 😍

Per Halloween le cattedrali gotiche mi sembrano un tema azzeccato!

Il Duomo di Siena è il uno dei massimi simboli di arte gotica italiana, insieme al famosissimo Duomo di Milano.
Da tempo sento la necessità di scrivere un post in merito: sarà questa sicuramente un'ottima occasione 👍

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Grande uscita questa, complimenti a tutti!

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