IL FOHN
FOHN
VENTO TIPICO DELLA REGIONE ALPINA
Nicola Fruet - Coltellinaio per passione - Trentino - Italy
…che ogni tanto esce dal suo seminato.
IMMAGINE DI COPERTINA CC0 – [Pixabay](https://pixabay.com/it/chamonix-vento-spazzato-picchi-1535133/)Il Fohn è un vento tipico delle regioni alpine, è figlio dello Stau e si forma quando una massa di aria umida incontra una barriera orografica importante. Nel nostro caso, o meglio nella regione alpina, il fenomeno del Fohn si verifica quando una bassa pressione attraversa la zona trasnalpina e la direzione del vento dominante è da nord. Ecco che in questa particolare configurazione meteorologica nella parte cisalpina viene a formarsi un vento particolarmente secco e caldo, fenomeno alquanto curioso in quanto nelle regioni alpine un vento da nord è notoriamente freddo! Se nella parte cisalpina abbiamo questo vento caldo e secco, nella parte transalpina abbiamo fenomeni meteo piuttosto importanti (piogge e nevicate intense), appunto lo Stau.
Ma come si forma tale fenomeno?
Prima di tutto dobbiamo aver chiare alcune nozioni, e in particolare dobbiamo capire che l’aria si comporta in maniera differente se essa è carica di umidità oppure sia secca. Tutti noi sappiamo che se ci alziamo di quota la temperatura dell’aria diminuisce, questo si chiama gradiente termico verticale e il suo valore è di circa 0.65°C ogni 100m di quota. Se abitiamo in una città afosa, salendo di quota di 1000m troviamo una temperatura minore di 6,5°C. Il fenomeno è strettamente legato al gradiente barico cioè la differenza di pressione atmosferica che diminuisce all’aumentare della quota. A livello del mare abbiamo più pressione atmosferica rispetto che in alta montagna, un gas compresso aumenta la sua temperatura e diminuisce se questa pressione va a diminuire. Come valore medio possiamo indicare il gradiente barico verticale pari a circa 10 mmbar ogni 90m; da ricordare che questo valore è veritiero vicino al livello del mare mentre per quote importanti esso non corrisponde. I valori possono discostarsi, non dimentichiamoci che stiamo lavorando secondo le leggi dei gas e i valori possono cambiare in funzione di molti parametri.
All’inizio del paragrafo abbiamo parlato di aria umida e secca… vi starete chiedendo che centra… in fin dei conti dobbiamo capire come si formano le nuvole e la pioggia. Andiamo per gradi… e cerchiamo di dare la ricetta:
Di cosa è fatta l’aria? Essenzialmente abbiamo una miscela di gas, per lo più di azoto, ossigeno e vapore acqueo, più una serie di elementi minori che non ci interessano. L’importante è ricordare che in qualsiasi ambiente (dalla pianura, montagna, mare fino ai deserti) abbiamo in atmosfera una certa quantità di acqua sotto forma di vapore… un gas appunto.
Abbiamo bisogno del sole. I venti, brezze, sistemi di bassa pressione e alta pressione sono tutti generati dal sole. La nostra stella scalda per irraggiamento la crosta terrestre, quest’ultima per conduzione va a riscaldare i primi strati di aria soprastante che quando hanno raggiunto sufficiente energia esse si muovono verso l’alto (l’aria calda è più leggera di quella fredda). Vicino al terreno si creano delle vere e proprie bolle di aria che ad un certo punto (quando hanno sufficiente energia) si staccano dal suolo e vanno verso l’alto.
Queste masse d’aria hanno una particolarità, essenzialmente non avvengono particolari scambi di calore con l'aria circostante. Questo fenomeno fa si che queste si comportano in maniera particolare:
- la bolla sale di quota, ma per gradiente barico essa si espande man mano che sale di quota e ne fa diminuire la temperatura in maniera costante fino ad un certo punto. L'aria all’interno della bolla si raffredda di circa 1°C ogni 100m di quota e questo valore viene chiamato gradiente adiabatico secco.
- la bolla continua a salire, che ricordiamo porta con se una certa quantità di vapore acqueo. Ad un certo punto la bolla si troverà ad una temperatura tale che il vapore acqueo inizierà la condensazione, questo punto è detto punto di rugiada. La bolla continua a salire di quota, ma ora il gradiente è diverso. Infatti il vapore acqueo nella trasformazione da gas a goccioline in sospensione cede la sua energia latente. In questa situazione di saturazione la bolla si raffredda di circa 0.5°C fino a 0.8°C ogni 100m di quota e questo valore viene chiamato gradiente adiabatico saturo.
Piccola nota… vi siete mai trovati in montagna e ad essere investiti da una nuvola che sale sul pendio? Se avete notato quando siete immersi nella nuvola avrete percepito una temperatura maggiore… ecco, quello è il calore latente.
Quando la nostra bolla di aria calda inizia la sua trasformazione in ambiente adiabatico saturo, ecco che noi iniziamo a “vedere” il vapore acqueo… le nuvole. Riassumendo brevemente, quando abbiamo sufficiente concentrazione di goccioline in sospensione ecco che le nuvole scaricano l’acqua a terra sotto forma di pioggia o a determinate condizioni la neve al suolo.
Cosa accade quando una perturbazione incontra una grande catena montuosa?
Una perturbazione (bassa pressione) carica di umidità si trova in zona transalpina in direzione sud (nel disegno la perturbazione ha direzione da sinistra verso destra). Incontra una grande barriera che sono appunto le Alpi. La massa d’aria scontrandosi con la catena montuosa tende a salire di quota. Aumentando la quota inizia anche a diminuire la sua temperatura (1°C ogni 100m), per i motivi sopra esposti. Infatti da quota 0.00 fino alla quota di 1000m slm la massa d’aria perde 10°C. A questo punto si trova nel punto di rugiada, il vapore condensa e visto che è carica di umidità abbiamo fenomeni di pioggia intensa.
La massa d’aria, sospinta dal vento dominante, tende a salire comunque ma in questo caso siamo all’interno del gradiente adiabatico saturo e la diminuzione di temperatura è di 0.5°C ogni 100m di quota. La massa d’aria sale di quota e continua a condensare il vapore. Alla quota di 3000m slm ormai è scarica della sua maggior parte di vapore acqueo e la temperatura è a 0°C.
La massa d’aria è comunque sospinta dal vento dominante, ma ormai la sua concentrazione di umidità è ridotta al minimo. Ecco che scavalcato la linea di spartiacque delle Alpi, questa massa d’aria si ritrova nelle condizioni di ambiente adiabatico secco. L’effetto che provoca è che la massa acquista circa 1°C ogni 100m di quota, fra sommità e fondo valle (ad esempio a 500mslm) abbiamo un salto di quota di 2500m e un guadagno di temperatura di 25°C. La sensazione che si percepisce è un vento caldo e secco.
Ecco il Fohn
BIBLIOGRAFIA E RIFERIMENTI
Manuale di Volo Libero, Autori Andrea De Rosa e Giuseppe Violante, Edizione 2003




Quelle bolle di cui scrivi credo siano le stesse che cercano gli appassionati del volo a vela per guadagnare quota. Mi dicono che i campi arati di colore scuro sono ottimi quando si volteggia in pianura. Talvolta però si rimane intrappolati nella corsa verso l'alto! Complimenti per il bel diagramma 😀
Esatto! Da ex parapendista.... :)
Sul fatto dei campi arati, ci sono certi personaggi (con una spanna di pelo sullo stomaco!) che con il deltaplano vanno a "scatenare" queste termiche. Generalmente si verificano in giornate che c'è tanto sole ma per qualche motivo le termiche non si staccano dal terreno. I deltaplano, in questo caso, va in picchiata per acquistare maggiore energia cinetica, va in volo radente sul campo, riprende una certa quota per via dell'energia accumulata e poi va a testare se è riuscito a staccare la termica e sfruttarla per guadagnare quota. Gente pazza...
un saluto, nicola
Being A SteemStem Member
Post molto interessante knfitaly
ho letto anche i commenti e mi è venuto in mente che mia moglie da ex parapendista non sempre le ha gestite bene quelle bolle. :) una volta l'hanno cavata da sotto l'erba
Hai al tuo fianco una donna fantastica! Sappilo 😁😁😁
Ma in che senso "cavata da sotto l'erba"?
Che ha sbagliato la manovra di atterraggio e le è andata bene che non c'erano lepri in giro se no se la mangiavano con le carote del campo 😂😂
Ma con il Fohn mi ci posso asciugare i capelli? XD
perchè no! :) solo con la sua secchezza secondo me ce la fa... :))
un saluto, nicola