Un libro indimenticabile (e detestato): Pinocchio
Colgo l'occasione del contest lanciato da @fulviaperillo per... andare fuori tema.
Quando mi chiedono qual è la mia canzone/libro/film/altro preferito, di primo acchito perdo la memoria e qualsiasi capacità di giudizio.
Su due piedi, non riesco assolutamente a fare una selezione così infinitesima: il meglio che riesco a fare è svuotare il cervello e dire il primo che viene in mente, nella consapevolezza che dopo un secondo me ne pentirò, perché subito appariranno altre opzioni migliori o, almeno, altrettanto amate.
Credo che il problema sia dovuto in parte ad una certa tendenza all'innamoramento: tutte le volte che "scopro" qualcosa che mi piace, corro a procurarmi l'opera omnia che mi terrà occupata e fedele per un certo periodo di tempo.
Questa volta, @fulviaperillo ha costruito il suo contest in maniera un po' facilitante: infatti, non chiede di scegliere un libro preferito, ma uno (tra tanti) indimenticabile, per una qualsiasi ragione.
A questo punto, rimane soltanto da scegliere una ragione, e se non mi è semplice trovare il più amato, sicuramente, grazie all'indiscutibile oggettività del tempo che scorre, è facile trovare il primo:
Pinocchio di C. Collodi.
E' stata la mia prima lettura indimenticabile. Infatti, come confessato in un vecchio post, è stato in assoluto il primo libro messomi in mano da mia nonna non appena iniziai a leggere, intorno ai quattro anni.
Pertanto lo ricordo faticosissimo: effettivamente ero un po' troppo piccola per leggere un romanzo scritto in un italiano ottocentesco, visto che ancora non conoscevo i segni di punteggiatura. Infatti, lessi le prime due pagine, mi resi conto che preferivo fare palestra con i Topolino, e poi lo ripresi in mano verso i sei-sette anni.
Totalmente disturbante: non c'è un solo personaggio a cui mi sia mai riuscita ad affezionare, neanche nelle riletture che ho fatto, prima da bambina e poi in età più matura.
Il libro parte già male, con la descrizione di Mastro Ciliegia che, con il suo naso tondo e paonazzo (sicuramente devo aver chiesto cosa significasse paonazzo), mi ha subito ricordato un personaggio che si aggirava per la mia città, a cui i bambini non dovevano avvicinarsi: se non ricordo male si trattava di un ubriacone urlante e bestemmiatore. Pinocchio mi è apparso, secondo l'inappuntabile senso morale di me bambina, un cretino patentato, meritevole di bruciare nel camino di Mangiafuoco al terzo capitolo o giù di lì. Geppetto mi intristiva profondamente: poverissimo e incolpevole: non capiva la fortuna che aveva avuto nel trovarsi liberato da cotale figliolo? La Fata Turchina era solo una fata inutile che sprecava i poteri sovrannaturali con chi non se li meritava. Il Grillo parlante, be', l'avrei spiaccicato anche io, o meglio, avrei chiamato in aiuto mio padre armato di ciabatta per liberarmene: ho sempre avuto abbastanza orrore degli insetti, figuriamoci di quelli parlanti. Il Gatto e la Volpe mi innervosiscono ancora oggi, così come mi innervosisce chi truffa e chi si fa truffare seguendo l'illusione di facili guadagni.
Queste sono più o meno le impressioni e le considerazioni che avrei potuto scrivere da bambina.
Da adulta, pur capendo benissimo che il romanzo è molto più di questo, ricco com'è di allegorie e di livelli di interpretazione (come tutti i libri per bambini, del resto), continuo a sentire un senso di sottile fastidio che non me lo farà mai amare.
Carissima, leggo la tua analisi come se fosse la mia, totalmente disturbante è la definizione perfetta ed è il motivo per cui da bambina non volevo avere nulla a che fare con pinocchio e derivati e ho sempre avuto un po' di paura nei confronti di bambole e burattini.
Ci sono delle favole per bambini che lasciano interdetti, che probabilmente non andrebbero date in pasto ai fanciullini ingenui con tanta leggerezza; ma è anche vero che in passato ci si preoccupava poco degli effetti psicologici delle favole sui bimbi: mia zia mi raccontava dell'uomo nero prima di mettermi a letto ogni volta che poteva, io avevo una paura matta e disperata, ma era un modo per farmi stare buona, ad esempio...Immagino ci si concentrasse sul succo - l'insegnamento, la morale - piuttosto che sul racconto stesso.
Un'altra storia che mi comunica lo stesso senso di disturbo, ad esempio, è Alice nel Paese delle Meraviglie; il cartone animato della Walt Disney mi ha colpito molto (in senso negativo) e da adolescente ho provato, senza riuscirci, a leggere il libro: troppo fastidio! (magari è una mia impressione, ma a volte ne ho parlato con qualche amico e non sono l'unica a condividerla). Ecco, mi piacerebbe sapere tu, cosa ne pensi di questo racconto? :)
Alice non mi fa lo stesso effetto, perché l’ho letto decisamente da adulta, ed il film Disney l’ho visto qualche tempo dopo. L’effetto generale è di personaggi sciroccati, ma molto meno fastidiosi di quelli di Pinocchio 😁
Complimenti per il post @heidi71 ! Lo trovo davvero interessante, mi è piaciuto tantissimo il modo in cui hai mostrato altre prospettive di una storia così celebre, senza tralasciare gli aspetti negativi di personaggi vissuti in prima persona da te. Interessante anche il modo in cui hai messo a confronto il tuo cambio di prospettiva durante la crescita.
Complimenti ancora e in bocca al lupo, buon proseguimento!
Nicola
:) grazie per avere letto e commentato il mio post!
Figurati! E' stato un piacere, anche perchè sono qui su steemit da poco e sto cercando di imparare, e osservare è il modo migliore per riuscirci! :)
Mi sarei aspettato un'interpretazione diversa da quella che ho riscontrato, ma ti devo dire che l'ho ugualmente gradita, perché hai fornito tutta una serie di descrizioni dei vari personaggi che non sono poi così malvagie, anzi, su diversi punti ritengo che sei andata proprio a segno.
Complimenti per questo tuo lavoro, insolito ma molto particolare, ottimo post
So di essere andata contro un libro sacro, ma a me ha sempre fatto rimescolare lo stomaco dal fastidio. Grazie @mad-runner per avere letto e commentato 😃
Un'interpretazione originale di un classico per bambini. Non ti nascondo che riletto con l'età adulte, molti personaggi li ho immaginati allo stesso tuo modo. Sarà l'età, sarà il nostro essere pragmatici, ma leggendolo da piccolo aveva tutto un altro "colore" :o)
Grazie @marcuz, tutte le favole classiche sono un po’ cupe... Ho cercato di esprimere le sensazioni che questa mi suscita da sempre!
Ho lo stesso rapporto conflittuale con le scelte da prendere: decidere tra una moltitudine di opzioni mi ha sempre mandato in confusione: il libro preferito, un vestito tra centinaia per un’occasione, un colore particolare per una parete. La troppa scelta affolla la mente ❤️
Condivido in pieno!
Ci sono troppe cose meravigliose per stilare delle classifiche!
Per quanto riguarda il secondo punto, spesso il truffato è un truffatore meno furbo.