Si vola in Polonia
Poznan, l'Old Market Square, foto di proprietà dell'autore
Terzo volo della giornata, programmato alle 5.45 dal piccolo aeroporto di Kutaisi in direzione Poznan, Polonia. Probabilmente nessuno dei passeggeri, compresi noi e il ragazzo italiano incrociato sullo stesso volo per poi spostarsi a Katowice, dopo essere stato rimbalzato ai confini dell'Iran, avevano pensato alla vigilia che il volo sarebbe stato praticamente pieno.
E invece, tanto per cambiare, anche su questo spostamento targato Wizz Air, tutti più o meno stipati come sardine. "Miracoli" delle compagnie low cost, che per pochi euro collegano città e passeggeri che probabilmente senza la loro esistenza non avrebbero mai nemmeno immaginato di compiere determinate tratte.
E tra questi, inutile negarlo, ci siamo anche noi. Se l'itinerario fino a Kutaisi era stato in qualche modo voluto e pianificato, per le successive città si è seguito un unico criterio: spostarsi in modo da spendere il meno possibile. Ed eccoci quindi in Polonia, Paese nel quale resteremo ancora qualche giorno, splittando l'ultima parte della vacanza tra Poznan e Cracovia.
La stazione dei treni di Poznan, con annesso grande centro commerciale. Foto di proprietà dell'autore
Ma torniamo al volo, piuttosto movimentato a causa di una signora e del suo bambino, entrambi malaticci, visti tosse e starnuti continui, nonché piuttosto rumorosi. Per di più la simpatica passeggera aveva deciso, di sua volontà, di sedere il figlioletto in uno dei nostri posti, anche se al piccolo, di età inferiore a due anni, non spettava alcun posto.
Chiediamo chiarimenti ad una hostess, che dopo aver guardato le carte di imbarco sposta me e due figlioli nella fila accanto. Benissimo se non fosse che, per non disturbare la signora e il suo bambino, questa mossa ha dato il via ad un effetto domino che probabilmente non avevano calcolato.
Ovviamente i veri "proprietari" dei sedili sui quali eravamo accomodati, ci hanno chiesto conto di quell'occupazione abusiva, ma pur con dispiacere, comprendendone il disagio, onde evitare di rimanere col cerino in mano non abbiamo potuto fare altro che spedirli dalla stessa hostess. La quale ha loro trovato un posto successivamente reclamato da altri, fin quando la cosa non è terminata con i passeggeri fatti sedere nelle file con extra spazio, evidentemente non prenotate da nessuno.
Una via di Poznan, foto di proprietà dell'autore
Complicazioni che si sarebbero potute evitare se solo alla signora di cui sopra si fosse detto, com'era previsto si facesse, che non avendo pagato un posto in più, al bambino sarebbe toccato viaggiare in braccio a lei per tutte le quattro ore della tratta.
Tuttavia l'episodio mi ha riportato al giorno della partenza da Milano e alla vicenda della mia crema solare: spesso ci lamentiamo di funzionari troppo "ciechi" e aderenti alle regole, anche quando il buon senso consiglierebbe di agire diversamente e forse la ragazza di Wizz Air questa volta, consapevole di poter giostrare una manciata di posti vuoti, ha scelto semplicemente di andare incontro ad una mamma e al suo bambino.
In fondo a noi, che scimmiottando uno schema calcistico avremmo dovuto sederci secondo il modulo 2-2-1, è andata pure meglio, grazie ad un più ordinato schema 3-2. Ora possiamo rilassarci, ma dormire in aereo è per me quasi impossibile per via della difficoltà nel trovare una posizione comoda. Per fare trascorrere le quattro ore di volo (riportate a due dal ritorno al nostro fuso orario), si prova di tutto, dai film pre-scaricati sui telefoni ai giochini e le parole crociate, ma la sensazione di palpebra pesante è sempre lì, in agguato.
Il piccolo aeroporto di Poznan è ubicato poco distante dal centro cittadino, raggiungibile con il pullman 159 in una ventina di minuti, la cui fermata si trova pochi metri sulla destra dall'uscita principale. I biglietti si comprano direttamente all'edicola dell'aeroporto al costo di 6 Zloty l'uno (circa 1,50 euro) e la corsa termina alla stazione dei treni, con annesso gigantesco centro commerciale.
E qui che compriamo qualcosa per colazione, rendendoci conto immediatamente di come i prezzi siano tornati quelli europei. Altro che frittelle giganti piene di crema a 30 centesimi di Euro o fette di torta a prezzi compresi tra 1 e 2 Euro... A Poznan il croissant di San Martino, dolce tipico locale, viene venduto a peso e costa circa tre euro a pezzo.
Tradotto, abbiamo finito di fare gli "splendidi", ma fortunatamente c'è un Lidl proprio sotto casa. Mi sono dilungato parecchio e, a parte qualche sporadica foto, non ho ancora parlato della città anche se oggi è già il terzo giorno di permanenza. Proverò a rimediare domani, durante le quasi sei ore di treno che ci attendono fino a Cracovia, o al massimo il giorno dopo.
Grazie a tutti per la compagnia!
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Ciao @frafiomatale! What a fantastic post! Your travel narratives are always so engaging, and this one from Kutaisi to Poznan is no exception. The way you weave the chaotic realities of budget travel – the crowded flights, the in-flight drama, and the sudden return to European prices – with such humor is brilliant.
The photos perfectly complement the story, giving us a real sense of being there with you. I especially love the shot of Poznan's Old Market Square – it looks incredibly charming!
I'm eager to hear about your adventures in Krakow after your six-hour train journey. Safe travels, and thanks for sharing your experiences with us! Keep up the great work!
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