RE: AI, moralità e Big Tech: qualcuno ascolterà davvero il Papa? / AI, morality, and Big Tech: Will anyone actually listen to the Pope? [ITA/ENG]
Ho paura di si (risposta alla domanda se sei troppo ottimista🤣). Le regolamentazioni selvagge dei governi sulla falsariga di Bruxelles (o peggio: di Bolivia e compari, che fanno delle cripotomonete carta straccia) potrebbero prima o poi rendere completamente inutili le cripto (fatto salvo il bypassare le banche all'insegna di quanto espone il mio amico che vive in Albania, ma da realista cruda forse più di lui, non ce le vedo le popolazioni farsi furbe fino a tal punto e oltre al furbe, pure coraggiose perchè lui non esclude azioni repressive e violenti di certi governi come possibilmente qua e là in zone dell'est europeo più disagiate). Per non parlare comunque del fatto che l'autonomia nella gestione delle cripto (fuori CEX) comporta i suoi bravi rischi e pericoli, come l'hacking in cui era incorso un mio collega di noise.cash sull'apparentemente inespugnabile metamask. Il mio povero collega, non disponendo di ethereum aggiuntivi con cui pompare il suo accont metamask, non ha purtroppo potuto spostare nemmeno un centesimo in seguito al primo furto di cui fu vittima per hacking. E qui basta un nonnulla. Un aggiornamento di Atomic Wallet che presentava gap e falle è stato responsabile della fuoriuscita di dati che sono costati furti a quattro o cinque cifre ai malcapitati proprietari delle cripto in questione. E tanto, in un non-custodial wallet. Ovviamente gli sviluppatori di Atomic se n'erano lavati le mani (e d'altra parte, trattandosi sia pure di tecnici che avranno studiato a botta di lacrime e sangue e non di miliardari proprietari di multinazionali, come responsabilizzarsi per tali cifre?). Insomma, l'autonomia e indipendenza non è gratis. In questo mondo nulla è perfetto e per questo motivo un altro collega di noise.cash affermava di preferire la tranquillità di CEX custodial rinomate. Se subiscono hacking, queste ultime sono in grado di intraprendere azioni legali e risarcire i clienti. Atomic Wallet e compagnia no. Finchè esisterà l'hacking, niente è sicuro. Temo non esista alcun sistema di sicurezza che non può finire bucato, specie se dall'altra parte c'è un utente poco smanettone che magari non ha mai fatto uso di Linux. Vogliamo poi mettere un nostro caro collega proprio di qui, che alcuni anni fa era stato hacherato per una cifra in cripto che superava i 50 mila dollari? Al nostro povero amico avevano proprio fumato la pensione. E l'elenco è lungo...
Finchè esisterà l'hacking, niente è sicuro . Allora mi sa che siamo nei guai. A meno che... impariamo a fare gli hacker così possiamo difendere i nostri wallet da eventuali attacchi. 😅
Nemmeno finisco di scrivere il commento di cui sopra🤣 ed ecco che l'inespugnabile hive-engine (di proprietà del cugggino) ha subito breaching sui bridge ethereum, solana, BNB e polygon. Morale della favola: non soltanto queste cripto non si possono nè depositare nè prelevare fino a nuovo ordine, ma come risultato della messa in sicurezza non s'è potuto finora prelevare neppure il becco di un quattrino di qualsiasi altra cripto non colpita dal grattacapo. Ovviamente non è una critica agli sviluppatori di engine, che anzi bisogna riconoscerne il lodevole sforzo di messa in sicurezza. Semmai non ho potuto frenare l'ilarità perchè il breaching sembra giusto arrivato come il cacio sui maccheroni🤣🤣🤣🤣. Ora, se engine non fosse un semi-DEFI (garantendo dunque l'intervento tempestivo e provvidenziale degli sviluppatori), ma del tutto sottoposto alla responsabilità del singolo utente, addio denari, com'era avvenuto ai malcapitati utenti di Atomic Wallet quando un update l'aveva sia pure temporaneamente trasformato in un colabrodo. C'è stata gente che ha perso cifre per quattro o cinque zeri (a dispetto del fatto che ritenevo Atomic tra i più sicurissimi wallet, ma se per questo avrebbe dovuto esserlo ancor più metamask, però non lo fu...).