New skills, expertise, lifelong learning … ma di cosa stiamo parlando??!!

in #ita4 years ago (edited)

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Immagine CC0 creative commons

Negli ultimi decenni, per tenere il passo con una società in continua trasformazione, caratterizzata da cambiamenti rapidi, conoscenze definite fluide, approcci tecnologici sempre più avanzati e invadenti abbiamo dovuto rendere la nostra mente più elastica, il nostro modo di essere più flessibile, il nostro linguaggio più veloce. Non c'è nulla di certo: le guerre continuano, il lavoro diminuisce, la scuola è inefficace nel preparare i cittadini di domani. Eppure a livello teorico ci riempiamo la bocca di paroloni che sembrano la rivoluzione del terzo millennio: la formazione dura tutto l'arco della vita, una buona performance è più importante che mai, soprattutto in ambito lavorativo, le competenze di base sono ormai date per scontate mentre ora si punta il binocolo a nuove abilità, intrapersonali e sociali. Cosa vuol dire tutto ciò? Abbiamo una valigetta degli attrezzi pronta all'uso?

Immaginiamo tre cerchi che si intersecano e delineano in modo dinamico e in continuo movimento, il profilo di una persona: i tre cerchi si riferiscono al sapere, al saper fare e al saper essere.

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Grafico da me elaborato



sapere = comprende ciò che abbiamo studiato, è il nostro bagaglio di dati teorici, le informazioni che possediamo, le conoscenze in senso lato: ho studiato economia, per cui conosco i temi relativi all’economia, alle leggi di mercato, al marketing.

saper fare = rappresenta la nostra abilità nel rendere concreto il sapere teorico, è l’applicazione pratica di ciò che abbiamo appreso: ho studiato economia e ho imparato a redigere un bilancio aziendale e a sviluppare un’analisi finanziaria operativa d’impresa.

saper essere = descrive la parte dei nostri comportamenti, chi siamo e, di conseguenza, come agiamo e come ci relazioniamo con noi stessi e con gli altri: ho studiato economia e oltre a questo sono una persona precisa, attenta ai dettagli, rispetto le scadenze, sono collaborativo con il mio gruppo di lavoro. Mi piace studiare e tenermi informato.

Se guardiamo la competenza da un punto di vista più specifico, la competenza professionale viene definita come l’insieme di elementi di diversa natura che insieme definiscono l’efficacia di un comportamento (professionale opersonale) in relazione al contesto e finalizzato all’azione.


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Immagine CC0 creative commons - 1. imparo la teoria
Immagine CC0 creative commons - 2. metto in pratica
Immagine CC0 creative commons - 3. faccio lavoro di gruppo


Le competenze si dividono in :

competenze di base: conoscenze/abilità/risorse personali non specifiche di un contenuto lavorativo, ma rilevanti per la formazione e la preparazione professionale della persona; fa riferimento al nostro bagaglio culturale e alle competenze di base apprese in contesti formali e non formali. Per esempio: sono in possesso di un diploma di ragioneria (e quindi so la materia per quanto insegnato a scuola), ho sviluppato un particolare interesse per l’informatica (e quindi so la materia per quanto insegnato a scuola insieme ai corsi privati che ho seguito e al tempo libero che ci dedico costantemente), frequentando il gruppo sportivo di calcio ho sviluppato buone competenze relazionali con il gruppo, in particolare il lavoro collaborativo, il rispetto degli impegni presi, la disciplina degli allenamenti.

competenze tecnico/professionali: conoscenze/abilità/risorse personali specifiche di una mansione lavorativa, che possono avere un contenuto teorico-tecnico o pratico-applicativo. Per esempio nel periodo di stage svolto durante la frequenza della scuola di ragioneria ho collaborato con il responsabile dell’ufficio del personale, imparando a redigere le buste paga con il programma X usato dall’azienda.

competenze trasversali: conoscenze/abilità/risorse personali utili ai fini di un comportamento lavorativo e organizzativo efficace. Per esempio la conoscenza di materie come le lingue straniere e l’informatica che ormai sono considerate fondamentali per la maggioranza delle attività, ma anche di abilità personali come una buona capacità di negoziazione, saper lavorare in gruppo, essere dotati di un buon autocontrollo e di un buon senso dell’innovazione.

Un tema particolarmente significativo, che apre riflessioni su nuove prospettive, è quello “dell'intelligenza emotiva” introdotto da Daniel Goleman nel 1995.

La competenza emotiva è l'insieme di abilità pratiche che servono all'individuo per comportarsi in modo efficace ed efficiente, soprattutto in contesti sociali. La competenza emotiva prevede la capacità non solo di riconoscere le emozioni, ma anche di gestirle e regolarle per affrontare in modo positivo le diverse situazioni che ci troviamo ad affrontare.



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Immagine CC0 creative commons

Secondo Goleman la competenza emotiva è composta da due parti: la competenza personale (consapevolezza di sé, conoscenza dei propri punti di forza e di debolezza, capacità critica, apertura e creatività, dominio delle emozioni, motivazione, innovazione, autocontrollo, problem-solving) e la competenza sociale (gestire le relazioni, facilitare la comunicazione e la gestione dei conflitti, capacità di ascoltare e di comprendere gli altri, saper prendere decisioni, capacità di lavorare in gruppo e assumere ruoli di leader).

Per chi si trova in un momento di ricerca, lavorativa o personale, è utile fare un bilancio di competenze, non solo inteso come percorso di orientamento gestito da enti competenti, diviso in diversi incontri, personali e di gruppo, che mira ad investire sullo sviluppo personale degli individui, per prendere coscienza di sé e delle proprie potenzialità. Ma può essere, per ognuno, uno spunto per un'analisi di sé, per una valutazione del proprio percorso di crescita intrapreso.

Fare il punto della propria storia per: analizzare cosa so/cosa so fare; identificare punti di forza e punti di debolezza; valorizzare le esperienze professionali e personali; identificare quali conoscenze e competenze sono trasferibili nel mondo del lavoro; utilizzare meglio le proprie potenzialità e risorse personali.
Conoscere se stessi e prendere consapevolezza di sè, sia dei limiti che delle risorse che ci caratterizzano, ci permette di cercare ciò che vogliamo con maggior determinazione e senza disperdere energie inutili.
In seguito sarà possibile definire l'obiettivo, di vita o professionale, colmare le lacune rilevate e sviluppare il proprio progetto personale.



Piccolo dizionario delle parole chiave inglesi maggiormente utilizzate in questi contesti:


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Immagine CC0 creative commons

  • expertise: capacità e conoscenze di un soggetto, ma in particolare la sua esperienza che si definisce nel tempo e con la pratica.
  • goal: obiettivo.
  • lifelong learning: imparare durante tutto l'arco della vita.
  • skills: abilità.
  • performance: i risultati di efficienza ed efficacia raggiunti tramite un lavoro svolto.
  • planning: programmazione, definire progetti particolariggiati.
  • problem solving: processi messi in moto dal soggetto per analizzare, affrontare e risolvere positivamente situazioni problematiche.


post precedente: "L'educazione di Comenio"



Fonti:

Informazioni derivate dalla professione personale di “operatore del mercato del lavoro e dell'orientamento”.

D. Goleman, Intelligenza emotiva, 2013, pubblicato da BUR

http://www.isfol.it/temi/Formazione_apprendimento/certificazione-delle-competenze

http://www.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/copy_of_progetti/orientamento-al-lavoro/materiali-bi.dicomp/bidicomp_1laboratorio-slide-2

http://corriereinnovazione.corriere.it/cards/parole-inglesi-piu-usate-affari-dieci-esempi-community-manager-skills/colonialismo-linguistico_principale.shtml

https://www.altamirahrm.com/it/blog/consigli-definizione-obiettivi-dipendenti

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