L'alba del quarto giorno (2a parte)

in ita •  20 days ago

1a parte

Il leggero sole che sorge dagli abissi marini mi risveglia dal profondo sonno. Il cielo macchiato di rosso porpora è sgombro da ogni nuvola, anche la più leggera. Il color fuoco tinge il mare ed i raggi del sole diretti sui miei occhi mi fanno capire che la quarta alba è ormai arrivata e con essa il momento della verità: la salvezza su un galeone o la pallottola di questa pistola.

E' una scelta che non posso più posticipare, spinto da una corrente che non mi lascia molte alternative. Guardo nuovamente quella pistola che non riesco a comprendere se sia un'alleata o una nemica. Comunque vada, sarà molto probabilmente la mia ancora di salvezza, per fuggire da questa soffocante isola. In un modo o nell'altro!

Anche il mio stomaco inizia a suggerire che il tempo trascorso senza nulla da mangiare si stia dilatando eccessivamente, ma quello probabilmente è l'ultimo dei miei problemi. Ora devo fare i conti con questo sole ormai sorto. Una quarta alba mi attende. Mi alzo ed inizio a guardarmi attorno: scruto l'orizzonte in cerca di un qualcosa che, purtroppo, non esiste. In cerca di un qualcosa che mi possa portare via da questa maledetta isola.

Giro come una trottola, ma niente.

Mi accascio sulle ginocchia e mi arrendo. Nessuno verrà a prendermi su questa scriscia di sabbia dimenticata da Dio.

La pistola, infilata nella mia cintura preme contro il fianco, quasi come a suggerirmi che lei è sempre lì a mia completa disposizione. Sembra quasi insistere.

Cerco di non considerarla. Ma faccio molta fatica.

Mi sta perseguitando, ma non posso liberarmene. Vorrei lanciarla in mare, ma ciò significherebbe solo prolungare le mie pene su quest'isola con l'illusione che un piccolo puntino possa apparire all'orizzonte. E poi chi me lo dice che una volta che questo puntino, simbolo di salvezza, comparendo all'orizzonte, sia diretto proprio in questa direzione?

E' arrivata la mia ora. Sfodero la pistola dalla cintura e la punto alla testa. Non esiterò neppure un attimo!

Il grilletto non oppone neppure la minima resistenza. E' la mia frustrazione che ormai mi lascia avere questa confidenza con l'arma che stringo in mano. E' il momento!

...O FORSE NO!!!

Un piccolo vascello si para all'orizzonte.

Forse proprio quando ho visto la morte in faccia, ecco che si è mostrata a me la via di fuga. Non è mai detta l'ultima parola. Credo nell'incredibile, che si sta facendo sempre più reale.

Come in un turbinio di emozioni ritrovo tutte quelle energie che erano evaporate nei giorni precedenti. Energie che molto probabilmente non ho mai avuto. Piango dalla gioia!

Josè aveva ragione: la quarta alba potrebbe segnare un importante crocevia, nel bene e nel male.

Decido di scaricare la mia pistola con un colpo in aria per attirare l'attenzione di quei marinai che guidano quel vascello. La pistola, mia nemica fino a pochi secondi fa, si rivela così mia grande alleata.

Potrei aver fatto una sciocchezza sprecando quel colpo, ma era l'unica possibilità che avevo e veder sparire quella remota possibilità di salvezza dietro l'orizzonte con ancora la pistola carica in mano, sarebbe stato probabilmente l'errore più grande della mia vita.

Sono angosciato e non sbatto gli occhi per non perdere di vista quel vascello, che, più passa il tempo, più sembra avvicinarsi. Cresce la dimensione della nave e con essa crescono anche le speranze nel mio cuore.

Mi sposto sul versante dell'isola rivolta in direzione dell'imbarcazione ed inizio ad urlare e sbraitare con la speranza che mi vedano.

Il galeone è proprio diretto verso qua.

Mi lancio in mare continuando a sbraitare e mentre faccio questo tento anche di non affogare. Cercherò di incrociare la sua traiettoria.

Annaspo e nuoto e osservo il galeone.

Immagine.png

Immagine di @armandosodano, che ringrazio,
per avermi dato la possibilità ancora una volta di usare suoi dipinti

Sembra rallentare. Mi dirigo in quella direzione.

Arrivo talmente vicino e con la mano tocco la fiancata in legno.

E' tutto vero. Non sono allucinazioni.

Mi lanciano una scaletta. L'afferro e la stringo come non ho mai stretto nient'altro.

Salgo con un'agilità tale, tipica di un giovane ragazzo, quale ero ormai molti lustri fa.

Arrivo sul pontile. Mi circondano molti marinai e la loro divisa mi lascia impalato.

Sono Spagnoli!

Forse stavo meglio su quell'isola da solo!

[…continua…]

Questa è la mia seconda parte del mio racconto per #theneverendingcontest di @spi-storychain.

Tema della settimana: Pirateria.

Ambientazione: fra '600 e '800

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