Libro, fine del secondo capitolo

in ita •  7 months ago

I vampiri e gli umani avevano stabilito un trattato di pace permanente e di reciproca cooperazione e ci avevano ringraziato tutti perché avevamo portato la pace. Era la prima volta che affrontando il nemico ero stata in grado di portare la pace tra due fazioni opposte. Queste ultime dopo gli inevitabili scontri causati dalla strega cattiva con rinnovata fiducia ricominciavano a risollevare i destini di un posto che prima era destinato a morire.
Se si fosse continuato così tutti gli umani sarebbero morti e i vampiri sarebbero molto probabilmente stati eliminati dalla strega manipolatrice, perché non servivano più e perché non era una persona in grado di gestire il potere o di dividerlo con qualcun altro. Il suo desiderio di dominio era forte, estremamente innato e radicato in profondità nelle sporche pieghe del suo carattere.

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Con una simile personalità, avevo avuto modo di riflettere io, non poteva che essere gelosa dell’algida fiera bellezza dei vampiri, non tollerava i loro movimenti nobili ed eleganti. I vampiri erano per molti versi creature molto più belle ed autentiche di lei, che al contrario di loro era una spietata manipolatrice senza scrupoli. Lei avrebbe venduto sua madre per la sete di potere, avrebbe raggirato, avrebbe compiuto atti contro la persona, la morale e l'umanità intera pur di ottenere quello che voleva, non c'era modo di mediare, negoziare o ragionare con lei.
Se l’avessimo chiusa in galera sarebbe scappata e il terrore sarebbe rinato perché era anche estremamente vendicativa e rancorosa, non aveva mai perdonato in vita sua e non l’avrebbe mai. Sapeva di essere malvagia non aveva mai fatto nulla per cambiare quel lato di sé. Aveva una determinazione ferrea a dominare, ad avere il controllo ed a sottomettere i più deboli, ed io la disprezzavo, ma mi chiedevo ancora se la crocefissione pubblica non fosse stata troppo forte come condanna. Non avevo deciso io la sua condanna a morte ma io l’avevo scoperta, io l’avevo presa per il collo, io avevo detto in uno scatto impulsivo di nervi che l’avrei strozzata se provava a mentire ancora per salvare le circostanze.

La verità è che ero tormentata dal rimorso, ci pativo questo era evidente.
Lei e sua nonna erano state delle esperienze con cui avevo lottato e vinto, ma erano ferite che non sembravano guarire mai. Così facevo incubi la notte, e mi svegliavo piangendo ed urlando oppure mi svegliavo tutta sudata ed in un secondo momento ero in lacrime.

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Erano sentimenti di rimorso profondo e la notte intanto che dormivo sentivo voci dire qualcosa di molto minaccioso, tipo: «Chi sei tu per aver ucciso me!!! Sii maledetta, tornerò con i miei fantasmi, ti rincorrerò e ti ucciderò lentamente come tu hai fatto con me» …con il tempo mi ero accorta che ero debole e stanca e un giorno avevo intuito di aver la febbre. Avevo freddo e caldo, ed a volte sudavo freddo. Avevo detto al mio amico che probabilmente ero malata e che saremmo ripartiti dalla città soltanto in un secondo momento. Così era iniziata la malattia, sentivo le gocce di sudore calarmi dal capo, avevo allucinazioni con voci minacciose e vedevo giochi di luce minacciosi dirmi che sarei morta tra molte sofferenze. Le voci dicevano che i tirannosauri sarebbero tornati, vedevo persino le loro ombre e dicevo agli altri di scappare. I vampiri avevano il sospetto che fosse opera della strega e controllando le nostre provviste avevano capito che aveva tentato di avvelenarci, di mettere qualcosa di pericoloso nelle acque, trovarono la pozione del veleno nella sua tenda, ma per sua sfortuna aveva sbagliato con le dosi ed aveva solo funzionato con me. Gli altri erano solidi ragazzoni, io in quel periodo per lo stress di aver sopportato la vecchia strega e le sue innocenti vittime ero dimagrita ed ero diventata molto più cagionevole del solito.
Siccome avevo salvato la città e mi erano grati, volevano cercare una contro-pozione, ma non l'avevano ancora trovata e la loro preoccupazione cresceva perché avevo la febbre alta e non mi reggevo in piedi. Purtroppo non c'era una cura e la malattia si presentava durissima ed ero stata sul punto di morire, ma molto lentamente mi ero ripresa e quando ero tornata dentro di me sentivo male ad ogni osso. Ogni volta che giravo anche solo il collo mi sembrava che un fulmine avesse colpito in pieno il mio collo, ogni volta che tossivo avevo male dappertutto.
Avevo iniziato a nutrirmi prima di acqua ed altri liquidi, poi dopo qualche tempo di liquidi e solidi intanto che la febbre continuava a scendere e miei periodi di delirio erano seppur sempre presenti, sempre più brevi. In un periodo di delirio avevo sognato di essere dentro una chiesa nel giorno della domenica con una gonna troppo corta, finché cantavo e stavo in piedi la gonna era sufficientemente lunga ma appena mi sedevo morivo di vergogna perché era troppo corta. La mia malattia era l’insicurezza oltre che al virus che la giovane strega mi aveva iniettato, la battaglia per vincerla sarebbe durata una vita intera e se non fosse bastata la mia vita, il prezzo da pagare l’avrebbero pagato le generazioni future poi c’era un altro problema… il secondo problema era il senso di rimorso… nel sogno avevo chiesto perdono a Dio, ma il mio Dio non era il Dio delle ricchezze e dei palazzi dorati, nel sogno avevo chiesto perdono per il mio vestito troppo corto, per la mia insicurezza e per il modo con cui era stato risolto il problema terribile della strega. Il mio Dio era la mia severa coscienza che non si sopisce mai, l’implacabile morale che non mi faceva mai sentire abbastanza. Dicevo a me stessa di non essere mai abbastanza, ma potevo sempre impegnarmi per essere qualcosa di meglio, qualcosa di più, e se ho un difetto che non posso proprio cambiare, lo accetterò come parte di me.

Proprio questi pensieri mi avevano aiutato con la mia ripresa, sentivo che stavo rifiorendo, mi sentivo viva, mi sentivo sempre più forte ed iniziavo a camminare e nutrirmi regolarmente.

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Non appena io mi ero sentita ristabilita avevamo lasciato la città, ed i vampiri ci avevano dato un corno, potevamo suonarlo in caso di pericolo notturno e loro sarebbero intervenuti, sarebbero passati attraverso lo spazio ed il tempo e avrebbero combattuto fino all’alba: un tempo sufficiente per loro per spazzare via eserciti interi. Il corno era di solido ottone diventato nero con il tempo, allungato ed era molto bello e prezioso, ci avevano detto che la strega stava per usarlo contro di noi, avevano, infatti, trovato un diario in cui lei annotava le strategie da usare.

Aveva appena creato il corno, secondo un’antica leggenda e quest’ultimo aveva solo un nemico: l’acqua. L’acqua non solo lo avrebbe reso inutilizzabile, ma lo avrebbe distrutto per sempre, si sarebbe sciolto o sarebbe esploso oppure al contatto con l’acqua poteva addirittura bruciare. Questi fenomeni potevano sembrare sbalorditivi ma erano assolutamente veri, era la magia.

Foto prese da pixabay.com o da pexels.com



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