Vitae da Curriculum, dico la mia.
Prendo l'appello di @serialfiller per il suo contest sul curriculum vitae. Non credo di avere il titolo per esporre consigli, ma qualcosa ne so. Per cui in mi "arrogo" a dire la mia.
Possiamo suddividere in due parti il curriculum, ovvero la parte sostanziale, cioè quello che ci scriviamo, e la parte visiva, come appare.
Quindi sicuramente il curriculum europeo, che guarda caso anche sotto questo aspetto ci vuole tutti omologati, è da scartare come scelta primaria. Ma è bene compilarlo ed averlo pronto in canna perché ci sono casi dove lo richiedono obbligatoriamente. Quindi se ve lo chiedono e non siete pronti si rischia la figuraccia.
Alcuni template - immagine presa liberamente dal web
Cosa scrivere?
Penso che sia la parte più difficile, vuoi perché devi parlare di te stesso e non è facile, vuoi perché spesso si hanno due problemi, ovvero non si ha nulla da referenziare o si ha troppo.
Chiaro che se non hai nulla è peggio che avere troppo, e quindi anche il lavoretto per cui hai tagliato l'erba in casa di nonno va recuperato per mostrare di aver fatto qualcosa. Però va bene anche quello, il senso è dimostrare che si è in grado di sporcarsi le mani se richiesto. Poi in mancanza di esperienze si può comunque giocare il jolly della parte economica, ovvero dirlo in modo esplicito che avete il vantaggio di costare poco. Se ci sono leggi per cui l'imprenditore può avere degli sgravi o accedere a bonus, informatevi in tal senso e scrivetelo nel CV, vi farà vedere come informati sulla questione e allo stesso tempo pro attivi nel consigliare il futuro boss che avervi con voi è pure conveniente.
Nel caso opposto se avete troppo, non scrivete tutto, anzi "zippate" i concetti il più possibile. Nel mio ad esempio tutte le esperienze iniziali le ho condensate in una riga sotto lavori vari. Cioè faccio sapere che ho fatto dei lavori fuori dal contesto in cui cerco il lavoro, ma non sto a far perdere tempo con pipponi biblici su cose a cui il recruiter non fregherebbe nulla. In generale cercate di far stare tutto in una pagina, massimo due, tre assolutamente no.
Quando scrivete non dite tutto. E' un po' come flirtare con una ragazza, se mantenete un filo di mistero aggancerete il suo interesse. Qui è più o meno uguale, dite che avete fatto questo o quello, ma non entrate nei dettagli, altrimenti poi se andate al colloquio gli dite quello che già c'era scritto nel CV e perdete una parte dell'effetto. Insomma dite, ma non dite. In fondo lo scopo del CV è quello di ottenere un colloquio.
La parte grafica.
Direi che qui non ci sono santi, o sei un grafico o non lo sei. Per fortuna ci sono servizi come quelli di Envato, che con qualche decina di euro di investimento trovate template pronti da modificare. Dimenticatevi però di Word, non è proprio il caso. Si deve andare obbligatoriamente su photoshop o illustrator. Qui non l'ho mai visto scritto da nessuna parte, ma mi sono accorto che spesso il recruiter stampava il curriculum e questo non è strano, solo che molto spesso la stampa era in bianco e nero.. che purciari! Quindi quando avete fatto il vostro CV bello e sbrilluciccante, stampatelo in bianco e nero, vedete come viene.
Il font da usare è importante, deve essere elegante e non pacchiano, ma sopratutto adeguato alla lettura. Mettete in conto che potreste anche trovarvi un selezionatore anziano e/o cecato. Appunto devo riagganciarmi ai concetti di quantità citati in precedenza. Se avete troppo da dire e lo spazio non basta, non andate a prendere un font piccolo, cioè da 12 pica è il minimo sindacale, meglio 14. Viceversa non usate font grandi che sennò diventa una locandina del cinema.
Se spedite online, oramai la prassi, il formato deve essere rigorosamente in pdf, perché si tiene dentro tutto quello che serve a mostrarlo come l'avete concepito, però attenzione che il file non pesi quanto un sistema operativo. Massimo 1 megabyte e sarebbe pure troppo.
Se siete nel settore IT, ma in taluni casi anche se non lo siete, spiccicare due parole su un foglio sono bravi tutti, mostrare un sito web ben fatto con tanto di cose interessanti è il miglior biglietto da visita. Quindi fate in modo che il recruiter sia in qualche modo incentivato a visitare il vostro sito. Questa parte è un po' rischiosa, me ne rendo conto, il tizio deve magari vagliare molti CV e perdere tempo a visitare siti magari non gli garba. Però tenente conto che molto spesso oggi queste figure utilizzando facebook e soci proprio per cercare ulteriori informazioni su chi avrà davanti, quindi fornirgli noi direttamente dove andare può essere un incentivo a fargli risparmiare tempo.
Sicuramente dimentico molte altre cose, che ora non mi vengono in mente. In generale comunque non dimenticate che dall'altra parte ci sono persone e non algoritmi, perché con questi ultimi sarebbe tutto più semplice.