Social in trouble?
E' iniziata in questi giorni l'addio definitivo al social di Google. Visto che qui siamo su un altro social e che manco questo gode di sta gran salute, è chiaro che il fenomeno dei social, almeno stando alla tipologia classica, sia nel viale del tramonto.
E a dirla tutta la cosa manco mi dispiace, potrebbe infatti esserci il sano ritorno dei blog. Anche Facebook pare che non se la passi bene, ogni volta che entro mi regalano sempre più "bonus" per fare pubblicità. Ma in genere l'emorragia si riesce a percepire anche dall'esterno e non è solo un sentito dire.
Tra scandali più o meno gravi, password rubate o tenute in modo poco sicuro, per altro alla faccia della GPDR, che se una roba simile accade alla vostra azienda vi prendete una riga di mazzate storiche, a loro pare non succeda nulla; dicevo tra vari scandali oramai sono più gli account definiti "zombie" o inattivi, che quelli attivi, anche se va detto molti di questi si sono spostati su instagram, che sempre di Facebook è.
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In questo contesto la chiusura di Google+ è quasi in sordina, eppure di tutti i progetti sicuramente questo è il più grosso fallimento dell'azienda di Mountain view. Vale la pena ricordare che proprio uno dei due fondatori, allora CEO, si mise in prima persona per lanciare il progetto, quando per altro in casa avevano già un prodotto lanciato e leader dei social in tutta l'america latina, ovvero Orkut. Tanto che per moltissimi anni Facebook non riusciva a scalzare un rivale che paradossalmente qui in europa, ma persino negli States era di fatto sconosciuto.
Sotto questo punto di vista Google ha davvero enormi problemi dal punto di vista del marketing, che è un paradosso per un azienda che vende pubblicità... Molti progetti sono falliti miseramente e molti, come per altro lo stesso Google+, dal punto di vista tecnico e del codice sono stati davvero validi.
Se confrontiamo G+ a Facebook dal punto di vista funzionale e del codice, il primo straccia il secondo. Il problema è però che il secondo è volutamente mal posto. Infatti chi metterebbe alla berlina i propri pensieri, foto e quant'altro? Nessuno, infatti il sistema delle cerchie e la facilità di amministrazione delle stesse ha di fatto reso muto il profilo degli utenti, che condividevano solo con le persone di loro interesse, mentre ad una vista pubblica sembrava che l'account non fosse neanche utilizzato. Facebook al contrario ha reso questa procedure complicata, anzi prima di G+ neanche esistevano le classificazioni simili alle cerchie. Ed ancora oggi la distinzione è volutamente complicata, tanto che pochi sanno che esistano. E chi condivide la fa in modo pubblico praticamente per default.
Mi piacerebbe vedere il ritorno dei blog e dei forum, che almeno da un punto di vista erano "sani" con una limitazione di hater e troll, e i contenuti erano di qualità. In realtà mi da l'idea che i social si stanno evolvendo verso una sorta di "minificazione" dei contenuti, dove scrivere al massimo una manciata di parole e una foto, che fa troppa fatica per realizzare il contenuto e troppa fatica l'utente finale a leggerlo.
I social (Facebook), si è diffuso proprio per la sua NON configurabilità e immediatezza d'uso. Una sorta di guida telefonica 2.0.
L'ambiguità di fondo è che se tutti si collegano con tutti la qualità dei contenuti scende per forza, quindi ben venga il ritorno ai blog e ai feed reader (tipo google reader) o quello che sarà
Magari tornassero i blog :) Tra l'altro smt o come cavolo si doveva chiamare, avrebbe avuto senso in quel contesto, ma mi pare di capire che oramai è andato tutto per stracci.
Che poi Instagram l'hanno comprato non è farina del loro sacco. Vero quello che dici, è un social, anche se poi la parola stessa ha una definizione ampia, per cui social possono essere un sacco di cose, anche i vetusti newsgroup o le chat su irc. A me del declino di Facebook fanno ridere e nemmeno poco, le aziende giornalistiche. Hanno appena adesso capito cosa è Facebook che il mondo è già andato altrove.