Bitcoin volumetrico

in #ita7 years ago

Un articolo su Business Insider porta in evidenza quello che potrebbe essere un problema, ovvero l'artifizio dei volumi di transazione. In pratica secondo varie fonti, gli Exchange generano una certa mole di volumi, comprando e vendendo al loro interno, con lo scopo di mostrare una attività di base che li renda più appetibili come scelta dei loro servizi.

In particolare la questione interesserebbe gli Exchange asiatici, che privi di controllo e cavilli burocratici vari rispetto a quelli occidentali, andrebbero ad effettuare queste pratiche.

Può essere vero, in particolare per gli Exchange minori che devono farsi strada in un mercato già consolidato per certi nomi. Ma nella realtà dei fatti i trader sono solo parzialmente interessanti, o addirittura del tutto esenti, da questo fenomeno. In fondo qualcuno, che fosse anche l'exchange medesimo, il traffico inteso come transazioni lo crea. Se devo comprare devo trovare qualcuno disposto a vendere e viceversa.

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Image by Icons8_team from Pixabay

In effetti ci sarebbe da misurare oltre che al volume, anche il numero di transazioni per minuto. Un valore solitamente non tenuto in conto e che taluni neanche forniscono.

Quelli più grossi, vedi Binance, offrono anche tale dato in modo tale da poter essere considerato in trade algoritmici o nei sistemi di analisi dei prezzi o dei movimenti.

Per altro mi risulterebbe che nel mercato "tradizionale" in particolare azionario e commodities, visto che si deve passare praticamente per forza di cose attraverso un broker, ecco colleghi mi dicevano che non è infrequente vedersi "bucati" gli ordini, ovvero non eseguiti... insomma forse le crypto saranno il far-west, ma non mi pare che nei sistemi cosiddetti "sicuri" si stia tanto meglio.

L'articolo riporta verso la fine ancora il solito plot narrativo, per cui Bitcoin sono un pericolo per le banche, anzi no. Insomma, nel 2019 queste considerazioni sanno di "stufoso". Bitcoin è stato e lo è tutt'oggi uno strumento speculativo ad altissimo rischio, non certo un bene rifugio o un sistema di risparmio. Capisco che fuori dai contesti del settore la storiella del tizio che aveva comprato bitcoin a due spicci trovandosi milionario nel 2017, probabilmente meno nel 2018, faccia notizia. Ma sono casi rari, cioè l'eccezione non la regola.

Per chi fa hold della moneta alla fine non è molto differente da un trader. Una volta comprato e tenuto fermo il proprio capitale, quando fosse che aumenta a livelli stratosferici, quando è il momento di vendere? Quanti nel dicembre del 2017 non hanno venduto e dopo oltre un anno si saranno pentiti?

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