Elogio del congiuntivo

in #ita9 years ago
Perché darsi la pena di variare i modi verbali? I maestri della scuola di base si arrabattano per farci imparare a memoria sfilze di forme che per lo più, col passare del tempo, si sfilano elegantemente dal nostro cervello, a meno che qualche povero disgraziato docente dei cicli successivi, come la sottoscritta, non si arrabatti a sua volta perché quelle forme, più o meno elegantemente, rientrino al posto che gli compete. Spiegare a un bambino la necessità di conoscere correttamente la propria lingua non è semplice, ma forse non è nemmeno così necessario, poiché i piccoli accettano i compiti come una specie di sorte ineluttabile. Ai ragazzi, diversamente, puoi spiegare che è bene dominare il linguaggio per non essere dominati da quello altrui, perché da sempre il mondo funziona così: se hai gli strumenti per smascherare le finzioni o gli inganni di chi mira a incartarti di parole, puoi difenderti e far valere i tuoi diritti, o almeno provarci. Noi adulti, almeno in teoria, questa questione dovremmo averla ben chiara senza bisogno di professori a ricordarcelo.


qualcuno fabbrica bamboline voodoo per vendicarsi di chi l'ha incartato di parole



Con buona pace di @gabriele_gio, l'italiano non è (ancora) una succursale dell'inglese, ma molto dipende dalle competenze dei parlanti, poiché la legge che vuole che le lingue si semplifichino col passare dei decenni e dei secoli è una legge universale, contro cui poco si può fare. Ma, appunto, poiché si tratta di decenni e secoli, per ora ho accettato l'idea che il pronome soggetto di 3a singolare possa essere lui/lei invece di egli/ella, ma ancora mi vengono attacchi di colite spastica se sento i miei concittadini romani dire "te che vuoi?". Quanto al congiuntivo, vorrei non essere più da queste parti quando la Grammatica lo abolirà in onore della semplificazione. A tutt'oggi la violenza immersa ed emersa che subisce ogni giorno in ogni angolo del Paese mi provoca la c o n g i u n t i v i t e allergica, anche quando i pollini sonnecchiano sotto le brume invernali.


io che quando ho l'allergia divento bionda

Dunque, il congiuntivo come gli affreschi di Pompei, o come Venezia, o come la mozzarella di bufala: un bene prezioso del nostro patrimonio culturale che va difeso dagli attacchi inesorabili del tempo. Tuttavia per tutelare qualcosa occorre prima di tutto conoscerlo e apprezzarne il valore unico e insostituibile, altrimenti la tutela sarà esclusivamente un paravento di buone intenzioni ipocrite, buono di nuovo a incartare i creduloni. Lo stato di Pompei, di Venezia e della mozzarella di bufala è noto ai più, quindi non mi dilungherò oltre.


Bufala dallo sguardo più che esplicito

Vabbe', è questione di sfumature, direte. Verissimo. Ma la qualità della vita è proprio nelle sfumature: l'aggettivo imprevisto di un poeta, l'accordo impervio di un musicista, il bagliore in una pennellata di pittore. Da che cosa capiamo se le persone che incontriamo valgono la pena o è meglio perderle per via, se non dalla sfumatura di un gesto, di un pensiero, di una parola? Ecco, il congiuntivo è questione di sfumature. La regola la troverete esposta in fondo a questo post, in forme che non sono quelle che userei io da precisina professorina quale sono, quindi approfittate della ricreazione. Qui mi limito a suggerire echi di significati intrinsechi, che andrebbero fatti risuonare nella testa e nel cuore.

Mi chiedo che cosa ABBIA di così importante da dirmi...
Mi chiedo che cosa HA di così importante da dirmi...

Io mi figuro qualcuno che aspetta l'arrivo del partner, di un amico, di un figlio e che nell'attesa immagina un mondo di ipotesi: un bambino in arrivo, un aumento di stipendio, un tradimento, una multa per ubriachezza molesta... Un'apertura che solo il congiuntivo concede al cervello, mentre l'indicativo, più che restringere il campo del possibile, blocca l'aspettativa, la disponibilità d'ascolto di quell'innamorato, di quell'amico, di quella madre.

Chiunque ABBIA domande potrà farle al termine dell'intervento.
Chiunque HA domande potrà farle al termine dell'intervento.

Qui la scena è in un'assemblea, magari di studenti, o di sindacalisti, oppure in un convegno scientifico. Il relatore esordisce in questo modo per dare ordine ai lavori, naturalmente, ma nel momento in cui lo dice non ha ancora la minima idea se qualcuno avrà o meno domande da porgli, se le sue parole susciteranno interesse, curiosità, scalpore, indignazione o solo indifferenza e noia. Quel congiuntivo apre le porte alle diverse possibilità, chi lo usa è onesto con se stesso e con chi non sa nemmeno quale sarà il tenore di ciò che ascolterà.


Molti credono che io SIA una rompica@@o.
Molti credono che io SONO una rompica@@o.

Che vi devo dire? Alcuni mi conoscono bene, molti solo superficialmente. Come tutti, anch'io ho una percezione di me stessa che tende a coincidere solo parzialmente con quella che gli altri hanno di me. Senza scomodare Pirandello e i suoi "Uno, nessuno, centomila" personaggi, vittime del dramma dell'apparenza e della verità sfuggente, tutti dovremmo assumere tra le nostre norme etiche primarie l'ignoranza profonda che abbiamo del prossimo. Siamo per lo più profondamente ignoranti anche di noi stessi, ma questo è un altro argomento, che merita magari un intervento a parte. Perché dobbiamo, assolutamente dobbiamo, aggrapparci a quel congiuntivo quando esprimiamo un'opinione? Perché non conosciamo che un'ombra della verità, tanto più nel fantasmagorico mondo della rete, in cui dall'altro ci separano - come ho già avuto modo di dire altrove - una tastiera, un monitor e chilometri di distanza fisica ed emotiva. E a me sembra che una lingua che ci consenta ancora di esprimere sfumature così essenziali e profonde vada tenuta stretta, amata, difesa, sbandierata. Inoltre, chi dice che io, se molti credono che SIA una rompica@@o, pur ringraziandoli di quel congiuntivo che lascia margini di dubbio, non mi faccia delle domande e non cerchi magari di correggermi?

Aggiungo a corredo che la nostra non è certo l'unica lingua ad avere queste possibilità espressive. Il tedesco, ad esempio, prevede una delle forme del Konjunktiv nel discorso indiretto, specie negli articoli di giornale e nei notiziari tv, per riportare i fatti in modo neutrale: chi legge o ascolta una notizia formulata in questo modo, quindi, percepisce immediatamente che il giornalista prende le distanze da quello che racconta, che potrebbe essere vero o falso, giusto o sbagliato. E' l'utente del mezzo d'informazione che deve formarsi un'opinione personale, non il mezzo a crearne una a proprio vantaggio.
Vi pare poco?

Immagini tratte da pixabay.com o da Wikipedia
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Concordo appieno. Che congiuntivo sia...

Saprei meglio tutto questo se AVREI studiato :D ahhahahaha

Tanto tra qualche decennio diranno tutti: lo sapevo meglio se avevo studiato. Scappiamo prima!

pataxis il vero romano comunque dice "te che voi"? Gesù che orrore!
Comunque che ce voi fa, noi c'avemo er core grosso mezzo giallo e mezzo rosso. Sono sul tuo stesso campo di battaglia e dalla tua stessa parte. Il congiuntivo fa parte del garbo musicale della nostra lingua della sua ricchezza del suo colore. Comunque la figlia mia piccola è con te. Ha creato un gruppo di difesa del congiuntivo. :)

Come ci si iscrive?

Epico!...nulla di meno.

E' proprio una questione di sfumature, che sono poco e che però sono tutto: dettagli che fanno la differenza e da difendere.

Un elogio non solo al congiuntivo... ma alla nostra lingua in toto... alle sfumature di significato e all'apertura alle infinite possibilità che il linguaggio ci permette... quanto mi manca poter dare il giusto peso alle parole che uso... che qui per parlare inglese ho dovuto stravolgere la mia testa... e con il mio scarsissimo vocabolario l unico modo di parlare è di usare una sintassi il piu semplice possibile... e non sempre ci riesco...! Mannaggia a me!

Dai, ci siamo noi su Steemit con cui puoi tenerti in esercizio :)

Pensa che in veneto, la frase “Se ne fosse capace lo farebbe” si dice (da sempre) “Se ‘l sarìa bon el fasessi”...!!
Fantastico!!

Anche in napoletano usano spesso il congiuntivo “facessi” al posto del condizionale “farei” 😉

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