Stramba.
Oggi volevo raccontarvi un buffo anedotto sul mio passato. Ognuno di noi ha i suoi scheletri nell' armadio.
Episodi vergognosi,buffi, tristi. Episodi dove ci siamo sentiti fuori luogo, umiliati, strani,strambi.
Ecco uno dei mie ricordi più vividi e spiacevoli risale alle medie.
All' epoca ero una ragazzina timida ( lo sono anche oggi solo che lo nascondo meglio), portavo maglioni larghi e sformati, scuri jeans sdruciti, avevo i capelli alla maschietta, come Harry Potter, veneravo Harry Potter! La mia camera era costellata di Poster del film, possedevo persino un mantello e una sciarpa di ogni casata! Scrivevo sul diario ( si tenevo un diario, molto retrò vero?) che avrei voluto sposare un mago, vivevo insomma, in un modo di fantasia!
Usavo passare le mie giornate a leggere libri, principalmente fantasy, la saga di Shannara, Earthsea, Narnia, i libri di Anne rice e Laurell.k Hamilton, Stephen king ecc ecc..
Mi piaceva disegnare, sognavo di diventare disegnatrice ( buffo, adesso mia madre è pittrice ed io no !) e ascoltavo a nastro i supertramp . Avevo una migiore amica, eravamo inseparabili, ascoltavamo i sex pistols e giocavamo a Final fantasy.
A scuola ero un tipo taciturno ma talvolta mi capitava di infervorarmi per qualche argomento, principalmente quando si trattava di libri o di questioni riguardanti stranieri e omosessuali ( le mie posizioni, inutile negarlo, sono sempre state molto progressiste e questo non attirava su di me molte simpatie) .
Mi esprimevo sempre con garbo, la sera a casa da sola mi esercitavo a parlare bene, mi piaceva sentire la mia voce che esprimeva concetti semplici in maniera elegante, ne traevo una vaga soddisfazione, non dicevo parolacce o bestemmie, anzi cercavo parole belle e strane per arricchire il mio vocabolario. Volevo imparare il latino e poi il russo e perchè no? Il giapponese!
Non ero interessata ai ragazzi, l' unico che mi stava simpatico era un mio compagno con la passione per i fumetti marvel e le sigarette, lo ricordo con dolcezza perchè in occassione di Natale mi regalò un pennino appartenuto a suo nonno, dicendomi di credere nei miei sogni.
Gli altri maschi mi erano indifferenti, volevo sposare un mago non un babbano.
Quel pennino però mi è rimasto nel cuore.
Con rammarico adesso mi accorgo di aver sotterrato la passione del disegno, assieme a molte altre, sotto una coltre di doveri e responsabilità, reali o solo percepite chi lo sà...
Comunque sto divagando, torniamo a noi.
L' episodio in questione appartiene alle medie, alla scuola, per me fonte di stress e preocuppazione ( Anche ora che faccio l' università è la stessa solfa, solo che a questo giro ho scelto di andarci di mia volontà)
Studiare non mi dispiaceva ma talvolta mi sentivo inadatta, non portata e troppo stupida per avere dei buoni risultati.
Nonostante i miei voti non fossero pessimi, non eccellevo in molte materie e avevo scarsa motivazione. Mi sentivo sempre sotto torchio e le materie che studiavo non mi appassionavano a dovere, salvo rare eccezioni.
Inoltre temevo come la morte le interrogazioni, tutti che mi fissavano e io che facevo scena muta, nonostante avessi studiato, un incubo.
Ero la solita " La ragazza è intelligente ma non si applica", ma era una menzogna, mi applicavo, ero solo molto insicura e ansiosa.
Una mattina ricordo entrai in classe dopo essermi assentata, causa febbre, per una settimana.
Entrai in aula come sempre, con il capo chino, ero abituata a essere oggetto di scherno, per i vestiti, per il modo di parlare, per i miei interessi giudicati strani. Qualche pallina di carta addosso, un libro bruciato, le risatine e i sussurati " Lesbicona " .
Però apparte qualche piccola angheria di poco conto, i rapporti con i compagni non erano tesi ed io cercavo di essere sempre cortese e carina, ci tenevo a fare amicizia, ma mi sentivo sempre un pesce fuor d' acqua. Cercavo di essere spavalda e difendermi dai piccoli soprusi, ci ridevo sopra magari o minimizzavo ma sotto sotto mi sentivo un' esclusa.
Sentivo ridacchiare dietro di me, una compagna di origine serba, solitamente gentile o perlomeno non apertamente ostile, aveva dei grandi occhi verdi e un volto cicciotto e aperto a vederla esprimeva dolcezza. La ricordo come una tipa dolce.
Aveva un gesso in mano e mi indicava, mi precipitai in classe.
Alzai gli occhi e sulla lavagna trovai scritto a lettere cubitali " BENTORNATA NOEMI LA STRAMBA"
Ricordo come ci rimasi male, il disorientamento che provai, la vergogna, il dolore.
Mi sentivo offesa e umiliata. Finsi un mal di pancia e chiamai casa.
Da allora tornare a scuola per me fu un patema.
Ed è buffo invece pensarci ora, a quasi venti anni di distanza, quel Noemi la stramba che allora mi sembrò offensivo, adesso mi sembra bellissimo.
Ero stramba, ma ero io, ed ogni tanto la stramba mi manca.
immagine presa da:https://pixabay.com/en/girl-dream-dress-lies-portrait-2732781/

bello :-D
I ragazzini sono delle persone orrende, lo so perchè l'ho fatta anche io la scuola.
Concordo, terribili!
Mi sa che per i giovani di oggi le cose siano anche peggio, visto che tra canoni estetici assurdi, e la TV di Amici e il grande fratello, hanno trasformato una massa di cannibali ipocriti anche il più angelico dei bambini.
Si credo anche io che oggi sia peggio, non solo per la tv ma anche per certi atteggiamenti generali degli adulti che non incoraggiano a sviluppare empatia e sensibilita :(
Ma tu sei ancora stramba. Davvero, non lo dico per consolarti! 😜
Certo, @drago18121996 è molto più stramba di te... capisco che questo possa ferirti... Ma paragonarsi ai fuoriclasse non fa bene. ...è come se io scrivessi una ricetta e volessi paragonarmi ad @alinakot... Sconfitta sicura...!!
Lo so ^^ Ma infatti lo dicevo infine con rammarico, perchè ho abbandonato la stramba un pizzico indietro ma sotto sotto vorrei tornare ad esserlo del tutto ^^
😊
Bellissima questa introspezione.. mi hai fatto vivere un po di te 😊.
Se ti manca così tanto il disegno prenditi del tempo tutto per te e metti su carta i tuoi pensieri.. a presto
Che brutta gente i bambini...
...che stress la scuola. Per fortuna stavo in una classe in cui andavamo molto d'accordo. Nessuno si sarebbe sognato un affronto del genere. Qualcuno dei compagni avrebbe cancellato la scritta alla lavagna e mandato a fan Q il responsabile. Posso solo immaginare come ci sei rimasta 😖
Ci rimasi molto male, ricordo ebbi mal di pancia per giorni XD
I bambini non pensano alle conseguenze e che quello che pensano un semplice scherzo, possa invece ferire una persona. Bello leggere che però lo ricordi in modo buffo ora e non come una tragedia, alla fine questo è l'importante!
Si con il senno di poi è una cosa da nulla, ma all' epoca ci stetti davvero make =(