Lo Squilibrio tra Ricchezza e Povertà
Lo Squilibrio tra Ricchezza e Povertà
I tempi sono cambiati, il mondo sta mutando sempre di più e il cambiamento crea una netta distinzione e un netto divario tra tutti i cittadini dal punto di vista reddituale, specie riguardo le varie soglie di ricchezza e di povertà che marcano confini sempre più ampi fra di loro, registrando nel tempo un notevole e maggiore divario fra ricchi e poveri.
Purtroppo, la tendenza è questa, sempre più ricchi si arricchiranno, mentre i poveri al contrario, lo diventeranno sempre di più.
Oggi cercavo delle fonti al riguardo e girovagando sul web ho letto un documento pubblicato a gennaio dalla Oxfam Italia.
Esso mi ha fatto molto riflettere al riguardo, portando in me grandi riflessioni, specie quando spiega come il lavoro, in particolare quello riguardante le categorie più pericolose e pesanti, sia scarsamente retribuito. Il tutto per alimentare alla fine la ricchezza solo dei più ricchi, che ne traggono vantaggio, sfruttando il beneficio dalla posizione creata e assunta nel tempo.
Più regimi Monopolistici si creano nel tempo, più aumenteranno le disuguaglianze, il tutto limiterà gli investimenti, perché, i pochi privilegiati preferiranno puntare più a politiche di aumento dei prezzi, che a politiche di aggiornamento delle proprie attività dal punto di vista tecnologico o organizzativo per cercare di abbattere i costi.
In tali settori monopolistici le innovazioni diventano sempre meno realizzabili dai soggetti più poveri, divenendo solo possibili a chi detiene tasche più grandi, riguardo a questo, il documento porta dei semplici esempi di settori a concorrenza imperfetta come quelli farmaceutici, informatici e finanziari, e di come gli stessi creino nel tempo un maggiore squilibrio e disuguaglianza a livello globale, rispetto ad aziende che operano in settori concorrenziali, dove, le caratteristiche del settore stesso, più liberale, obbligano le attività ad un confronto sempre maggiore, per cercare di ottenere una crescente quota di mercato, spingendo verso differenziazione e diversificazione dal punto di vista commerciale, innovativo e organizzativo, rispetto alla concorrenza, affinché riescano ad acquistare un vantaggio competitivo per riuscire a portare avanti le loro idee e sopravvivere all’interno del settore.
Nell’ultimo anno il numero dei miliardari è aumentato a dismisura, si stima che negli ultimi 12 mesi ne aumenti uno ogni due giorni e di tutta la ricchezza creata, circa l’82% della stessa, sia andata solo all’1% della popolazione, mentre il 50% della popolazione non ha beneficiato in alcuna misura di tale aumento.
Quindi l’asticella fra ricchi e poveri tende ad aumentare sempre di più, creando maggiori disuguaglianze che aumenteranno nel tempo se non si decide di cambiare rotta o modo di pensare.
Io credo che sia importante cercare di trovare un punto di equilibrio al tutto, che permetta di costruire delle nuove forme di economia, che diano la possibilità di aiutare, assistere e tutelare maggiormente, i più piccoli e comuni lavoratori, più che salvaguardare gli interessi di ricchi e potenti.
Riferimenti: www.oxfamitalia.org
Belle e attuali riflessioni. Purtroppo la tendenza è quella e invertirla è molto difficile... Se mai ci capiterà di diventare miliardari (xD) ricordiamoci di quando eravamo poveri!
Ahahah! Hai ragione, se mai ci capiterà! :D
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