Una lunga cavalcata - Manifestazione imprevista
Il lunedì seguente, verso metà pomeriggio, il telefono del negozio squillò, riconobbi il numero del mio amico, lo salutai subito, mi disse sottovoce di raggiungerlo immediatamente nel suo negozio.
Dissi due parole alla commessa e mi fiondai da lui, avevo una mezza sensazione del motivo per il quale mi avesse chiamato...
Il pavone rompipalle era là, in mezzo al suo negozio, che si vantava con altre 2 persone della prestazione del giorno precedente, si girò verso me guardandomi beffardo, apostrofandomi subito:
"Ohh, scarsonedi merda, mancavi solo te!!"
"Canta, canta, canta pure finché puoi, perché hai le domeniche contate, vai tranquillo che la lingua te la accorcio molto presto", sibilai di rimando.
"Certo, come no, intanto ieri hai letto la mia targa, sarai arrivato dietro di 2-3 minuti".
"42 secondi, eri troppo intento a dimenare la testa per vedermi, 42 secondi, poco più di 3 secondi al km."
"Ah, pensavo di più, poco male, tanto ti romperai di nuovo, sei fatto di merda, ah ah ah ah!!"
"Di che pasta sono fatto sono cazzi miei, vedremo se mi romperò di nuovo, intanto tra due domeniche ti rompo io, perché te lo dico di fronte a testimoni, hai finito di sorridere, è ora che ti faccia rimangiare quanto hai scritto qualche mese fa alle mie spalle, linguaccia che non sei altro".
"Io, cosa ho detto io, niente se non la verità!!"
Ritornai al volo nel mio negozio, presi una copia del fax dell'imbecille e feci un rapido dietro-front, per mostrargli quello scritto balordo.
"Questo sei te, una testadicazzo che gode sulle disgrazie degli altri, non aspettavi altra occasione per sputarmi contro del veleno, tanto sei capace a fare solo quello, quando arrivavi nettamente davanti non mi cagavi neanche di striscio, nell'autunno scorso, quando le hai buscate ripetutamente, hai iniziato a dire che tu corri per il gusto di correre, che della competizione non te ne frega un cazzo, solamente perché sei un falso di merda che quando c'è da soffrire ti caghi sotto, vigliacco che non sei altro, è ora che ricominci a disertare le gare, perché ti faccio la riga nel mezzo quando ti passerò davanti, è quello che ti meriti".
Disorientamento, era quello che volevo creargli, era lì, dubbioso sulla replica, avevo colpito nel segno, era quello che volevo, che non fosse sicuro dei suoi mezzi, che sentisse la mia pressione psicologica, dimostrava fragilità quando aveva il fiato sul collo, e si cagava davvero sotto, era sufficiente che io fossi nelle vicinanze per far crollare le sue prestazioni di brutto, caratterialmente mostrava limiti impressionanti, negli allenamenti dell'edicola non si teneva, mentre in gara le mie doti di agonista, sempre nei limiti delle mie potenzialità, emergevano prepotentemente, avevo una resa elevatissima, questo lo sapevamo bene entrambi, per questo motivo tendeva a disertare diverse gare, quando nell'autunno precedente ebbi quell'esplosione di rendimento, non compresi mai le motivazioni che lo spinsero ad avercela tanto con me, quasi arrivando all'odio vero e proprio, non ero certo un'educanda, se te la cerchi te la cerchi, à la guerre comme à la guerre, occhio per occhio dente per dente, lo sport è anche questo, un affrontarsi, sempre nel rispetto dell'avversario, al massimo della forza che si riesce ad esprimere, senza risparmio di colpi, utilizzando tutte le armi che disponiamo per aver ragione del nostro/i opponente/i, ero straconvinto dei miei mezzi, e lo esternavo senza problemi.
"In-in-tanto sono 3 mesi che stai dietro", incominciò balbettando, "e sei ancora dietro, tapascione del cazzo che non sei altro, hai il tendine fraido, e ti si schianterà nel vano tentativo di lasciarmi dietro, perché è di vetro, si spacca a guardarlo, alla prossima gara ti romperai, definitivamente, è quello che ti meriti, di finire sotto i ferri di un chirurgo, visdecaz e pezadmerda (traduzione dal dialetto: faccia da cazzo e pezzo di merda)".
C'era della vera cattiveria nelle sue parole, difficilmente trovai qualcuno che fosse così astioso, quel giorno si rivelò completamente, lasciandomi molto perplesso, ma lo sconcerto durò pochissimo, la mia rabbia si manifestò quasi immediatamente...
"Complimenti, ti aspetto a fine aprile, ci vedremo alla gara di Viserba, vedi di esserci, di non cagarti nelle mutande come tuo solito, e cerca un altro negozio, nel mio non voglio più vedere la tua faccia", girando i tacchi me ne andai, avevo già sentito abbastanza.
Continua...
Disegno di mia proprietà, realizzato da @ran.koree
Viscido, viscido, viscido! Schifoso!!!!! Che rabbia 💢
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Le giornate dell'attesa sono praticamente finite.... 😈😈😈
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Un detto che mi piace tanto: Chi semina vento (cattiveria in questo caso) raccoglie tempesta (@mad-runner in questo caso) :) .... scherzi a parte non vedo l'ora di sapere come è andata a finire nella gara di Viserbia...
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Gli avrei scaricato volentieri un uragano contro, se avessi avuto quelle possibilità, di persone balorde e vigliacche ne ho incontrate diverse e in diversi ambienti, questo qui ha movimentato e non poco quella mia ripresa.
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