Un imprevisto battesimo

in #ita8 years ago (edited)

Quanti ricordi legati al mondo della scuola, ed il bello è che durante il periodo degli studi non vedi l'ora di crescere per smettere di studiare, poi invece, è proprio veroil detto, beata gioventù che non torna più, in quanto adesso se potessimo, ricominceremmo dalle elementari. Questo mio particolarissimo ricordo è relativo alla frequentazione del mio IV° anno della scuola superiore, quando per un grave problema di salute, un nostro professore dovette essere sostituito da una supplente, per l'ultimo mese dell'anno scolastico. Poco male, ormai il programma scolastico era stato praticamente terminato a tempo di record, per cui l'ultimo mese fu di assoluta tranquillità, con lezioni molto discorsive, nessuna interrogazione, solo qualche blando ripasso dei principali concetti.

L'arrivo

Venne il giorno dell'ingresso nella nostra classe della supplente, e subito catturò la mia attenzione. Giovane, 35 anni o giù di lì, sul metro e sessanta, capelli castani, seno normale, sedere bello tornito, adeguatamente fasciato in una gonna ad altezza ginocchio, stretta in vita e leggermente morbida all'estremità apposta. Carina, non appariscente, ma decisamente carina, davvero una professoressa molto gradevole da vedere. Ed il fatto che fosse una supplente, che doveva solo accompagnarci alla fine dell'ultimo trimestre, fu ampiamente confermato, in quanto le nostre lezioni erano molto discorsive e distensive, tutto molto piacevole, senza voci che si alzavano: una vera meravigliosa, come osservare per me le sue linee che si intuivano nelle mises che indossava, nulla di sconvolgente, ma vestiva in maniera classica, con un piccolo tocco civettuolo, sapeva come agghindarsi per attirare gli sguardi, e le sue movenze morbide e vagamente languide facevano il resto, ero cotto di lei, era il classico innamoramento studente/professoressa, e lei non si curava particolarmente di questo fatto, anzi, un paio di volte ebbi la sensazione che mi avesse colto in castagna mentre ero incantato a guardarle le natiche quando scriveva sulla lavagna.

Procedere della storia

Non erano tante le ore di sostituzione che doveva effettuare, e la cosa mi dispiaceva, il rapporto che lei era riuscita a stabilire con l'intera classe era davvero ottimale, e nello specifico ogni tanto quando i nostri sguardi si incrociavano, notavo una sorta di sorriso che si stampava armoniosamente sul suo viso, e mi emozionavo: logicamente cercavo di non farlo notare, di fare l'uomo vissuto, ma erano tutte cazzate, ero molto timido ed impacciato con il gentil sesso, la mia maturazione fu lenta al riguardo, ma questo non mi impediva logicamente di avere i miei desideri ed impulsi sessuali, e lei era entrata subito nel mio immaginario erotico.
Mancavano circa 2 settimane alla fine della scuola, e la sua lezione copriva l'ultima ora, pochi minuti alla campanella di fine lezione e lei si sedette sulla sedia della cattedra, dicendo che potevamo fare alcune domande per chiarimenti su quanto detto, ma io ero in caccia, i miei occhi si erano incollati alla sua gonna, e mentre si era seduta era salita di qualche centimetro, era molto attraente e piacevolmente seducente quel giorno, era uno spettacolo stupendo, visto il parco professori che avevamo. Problema, ero troppo visibile nel mio compito di voyeur, per cui feci cadere, come nei miglior film di Pierino, una penna sotto il mio banco, e sfruttai per qualche istante la nuova prospettiva, non ottimale come da sopra il banco, ma praticamente insivibile ai suoi occhi, potevo guardarla senza essere visto, perfetto.

Piccolo incidente

Stavo quasi per rialzarmi e tornare in posizione normale quando il diavolo ci mise lo zampino, mentre ero ancora sotto, in situazione di relativa tensione, suonò la campanella, ed il forte rumore ci fece alzare di scatto, e con la testa urtai il banco, e sentii subito una fitta di dolore. Portai la mano sulla nuca, era dolente, e quando vidi la mano insanguinata, capii che mi ero fatto un taglietto, ripassai il profilo inferiore del banco e trovai un piccolo rivetto sporgente e tagliente, mi ero tessurato la cute.
Piano piano i miei compagni stavano scemando, e quando la professoressa vide la mia faccia sofferente, mi chiese che cosa avessi fatto, e le raccontai l'accaduto.

"Siediti un attimo, dai, che ti do un'occhiata, hai del sangue nelle mani", mi disse.

Non opposi resistenza, mi piaceva l'idea che lei si prendesse cura di me, ed accettai di buon grado le sue attenzioni.
Scostò i capelli nella zona, le sue mani erano molto delicate, ed aveva un profumo leggero e dolce, era molto carina, ed era a pochi centimetri da me, tutto quanto era molto bello, la ferita non la sentivo proprio in quel momento.

"Non è niente di particolare solo un piccolo taglietto, ma è meglio medicare leggermente la ferita, un po' di liquido disinfettante ed un cerotto sono più che sufficienti, aspettami che vado a prendere l'occorrente dal bidello, torno subito", mi disse la mia cara professoressa.
La guardai allontanarsi, accidenti quanto mi piaceva, era proprio una bella ragazza, non c'erano dubbi al riguardo.
Qualche minuto dopo fu di ritorno, con del cotone, una soluzione disinfettante, ed un paio di cerotti.

"Cerca di star fermo, non avevano altro, brucerà leggermente, sarò molto leggera nei movimenti", mi disse mentre si riavvicinava a me.
Accidenti, alla faccia del "brucerà leggermente", sembrava di avere il fuoco in testa, ed istintivamente feci un movimento con un braccio, con l'effetto di prendere involontariamente la professoressa per un fianco.

"MMhhh, che uomo, aspetta che finisca almeno di medicarti, così magari posso ricambiare..."

Che imbarazzo, sentii il viso accendersi, ero davvero in palla, e volevo andarmene, facevo una grande fatica a rimanere fermo.

"Ehi, ehi, ehi, stavo scherzando, dai, non è successo niente, capirai, mi hai preso per un fianco, e cosa sarà mai?? Non mi hai fatto male, non mi hai fatto niente, e poi almeno hai fatto qualcosa in più di guardarmi con gli occhi, ti ho osservato un po' anch'io, ed ho visto che tutto sommato penso di piacerti, giusto??"

Peggio del peggio, mi sentivo un vero pirla, perché lei aveva notato le mie attenzioni "visive", ed ero triste e sconsolato, pensavo di essere stato furbo, invece mi aveva tanato irrimediabilmente, e l'ultima umiliazione fu una piccola lacrima che scendeva sul viso.

"Allora, cosa stai facendo?? Ma sei proprio sciocco, guarda che ho avuto anch'io la tua età, e non sono così vecchia da non ricordare che ho avuto una cotta per il professore di italiano, era davvero un bell'uomo, e fantasticavo anch'io su fare qualcosa con lui."

Quelle parole ebbero un vago senso consolatorio, ma il mio umore era drasticamente precipitato, e non vedevo l'ora di andarmene e sparire, non mise i cerotti perché non tenevano sui capelli, e la ferita sembrava già richiudersi, ormai era passato un quarto d'ora dalla botta, ed era sufficiente la medicazione già effettuata, ma non mi interessava nulla, volevo andare via, mi sentivo male.

"Ehi, fermati un secondo, non è successo niente, per favore, non fare così, mi dispiace, non volevo darti un dispiacere, o tirarti le orecchie, guarda, ti dico una cosa per farti stare meglio, in fondo in fondo, le tue attenzioni mi fanno piacere, mi fanno sentire desiderabile da un piccolo ometto come te, vuol dire che sono ancora attraente,, e basta."

Annuii, ma la guardai solo per un attimo, feci un cenno di saluto e ringraziamento, e rapidamente lasciai l'aula, finalmente.

Gran finale

Mancavano solo 3 lezioni della supplente, e non vedevo l'ora che finisse tutto, non riuscivo più a sostenere lo sguardo con lei, mi sentivo sempre in fallo, perché era successa una cosa che non doveva capitare. Già alla prima delle tre ore mancanti aveva provato a fermarmi un attimo, alla fine della lezione, per chiarirsi con me, ma ero riuscito a sfuggirle, mi ero accodato ad altri 3 compagni ed avevo guadagnato rapidamente l'uscita (avevamo 2 ore a settimana con lei, una delle due era l'ultima ora della giornata, l'altra era la seconda ora).
Nella seconda delle ore mancanti, niente da segnalare, c'era una lezione dopo, e la situazione filò via liscia, ed io continuai a non guardarla, non ce la facevo proprio.
Era rimasta la sua ultima ora, che coincideva anche con l'ultima ora di quel giorno, era un mercoledì o giovedì: solito comportamento da parte mia, guardavo con ossessione l'orologio, aspettavo con ansia il suono della campanella, ero pronto per scattare verso la porta ed anticipare ogni possibile contatto, in fondo non era automatico che lei provasse a fermarmi, ci aveva già provato una volta, e magari stavo facendo dei castelli in aria.
Ed arrivò il tanto sospirato suono della campanella, volevo guadagnare l'uscita, ma voleva salutarci uno ad uno, mi misi tra le prime posizioni, ma quando arrivò il mio turno, sorpresa !?!?!

"Tu per favore aspetta un attimo, che finisco con i tuoi compagni, devo dirti solo una cosa..."

Noooooo, cosa dovrà mai dirmi, ancora!!! Mi sentivo come un leone in gabbia, ero caduto nella sua trappola, era sempre una donna e molto più furba rispetto a me, per cui mi dovetti rassegnare e preparare all'ultima prova da superare, in fondo cosa poteva farmi?? Nulla, solo dire che ero un fifone, che ero un cagasotto, un timidone, un bacetto sulla gancia e mi levavo il dente, capirai che cosa sarebbe mai stato.
Ed arrivò il mio turno, non c'era più nessuno, e la supplente chiuse delicatamente la porta, e si girò verso di me, aveva una strana luce negli occhi, mi sentii in pericolo.

"Non lasci questa stanza se non mi dici cosa hai contro di me, è per la storia della ferita?? Ma come devo dirtelo che non è successo niente, che ho dimenticato tutto, che sei un carissimo ragazzo, che non volevo metterti in imbarazzo, dimmi cosa ti devo dire ancora che te lo dico, non mi fa piacere che ci lasciamo così, dai su, coraggio.."

Era davanti a me, vedevo le sue belle scarpe con un elegante e snello tacco, più in su non riuscivo ad andare, lei prese il mio viso con le mani e provò a rialzarmi la faccia, cedetti ma come la guardai, mi sentii perso nuovamente.

"Dimmi qualcosa, ti prego, dai, coraggio, non ti trattengo oltre, scusa, ma mi sembra stupido non salutarci, non hai fatto nulla, dai, dimmi qualcosa, qualsiasi, anche che sono stata cattiva, o arrogante, quello che vuoi, basta che ci lasciamo bene, fatti forza, solo qualche parola, fammi sentire per l'ultima volta la tua voce, dimmi anche stronza, non mi interessa, mi fai star male a vederti così, lo capisci?? Perché non mi parli, dimmelo per favore, ti prego!!"

Lo capivo, lo capivo, e non volevo farla star male, provai un paio di volte a dire qualcosa, ma non ci riuscivo, mi passò per la testa l'idea di scrivere qualcosa, e feci il movimento del foglio e penna.

"Se proprio non ce la fai, allora scrivi pure, almeno lo saprò...", disse ormai rassegnata.

Pensai un attimo a quello che dovessi scrivere, e decisi di non mentire, di dire solamente la verità, e lasciai andare il cuore, semplicemente, senza filtri, ed in attimo vuotai il sacco, tanto tra poco non l'avrei più vista.

Le allungai il biglietto ripiegato, e provai a guadagnare l'uscita, ma lei mi afferrò dolcemente un braccio, e mi disse...

"Per favore, aspetta un attimo, lasciami leggere le tue parole, voglio solo vedere cosa hai scritto, e poi non ti chiedo più nulla, stai tranquillo."

Mi fermai, non sapevo che effetto potesse fare quella frase, era semplicemente quello che mi passava per la testa da quando era successo il fatto della ferita, non potevo calcolare esattamente cosa potesse scaturire come reazione.

Lei prese il biglietto, lo aprì, e lo lesse, sul biglietto c'era scritto...

"Non posso guardarti perché per me sei un angelo, e la tua bellezza è accecante."

Solo ora la guardai, mi era tornato il coraggio, perché avevo visto qualcosa nei suoi movimenti, teneva il biglietto in mano, sembrava quasi che non respirasse, e quando rialzò gli occhi verso i miei, questa volta una lacrima scese dal suo viso, ci stavamo guardando negli occhi, era bellissimo.
Lei era lì, davanti a me, con la lacrima che lentamente scendeva, ed in quel momento capi che erano caduti gli ultimi tabù, non c'era più differenza di età e nemmeno uno studente ed una professoressa, c'erano solo 2 ragazzi, che si stavano aprendo l'uno all'altra.

Portai la mia mano sulla sua guancia, e mentre avvicinavo il pollice all'indice rimuovevo quella goccia di pianto, e feci scorrere la mia mano dentro alla sua nuca, e lei fece altrettanto, il tempo del mio primo vero bacio sarebbe scoccato entro pochi secondi, per un istante mi venne il dubbio se fossi capace di darlo, ma durò solo un attimo, quando le nostre labbra si unirono, ci fu spazio solo per quel dolce movimento.

Le nostre lingue iniziarono a insinuarsi nella bocca altrui, con un ritmo dapprima lento e profondo, poi piano piano la foga e la passione presero il sopravvento, ed abbracciai forte la mia compagna di quel particolarissimo momento, e lei assecondò i miei voleri ricambiando fortemente la mia stretta, e sentii le sue mani sulle mie natiche, vivevo sulle ali dell'entusiasmo quegli istanti di assoluta bellezza.
Ero incollato ad una meravigliosa donna che si era aggrappata al mio corpo, producendomi una miriade di potentissime stimolazioni, che portarono rapidamente alla mia totale eccitazione, e fu allora che afferrai a mia volta il suo sedere, che tante volte avevo di nascosto guardato e desiderato, e lo spinsi contro il mio inguine, intimo custode della mia potenza sessuale, e portai la mia consistenza a contatto con la corrispondente zona femminile, e lei di tutta risposta accelerò la velocità di rotazione della lingua, avvinghiandosi con le gambe ai miei glutei.

Ormai solo pochissimi e sottili strati di stoffa separavano i rispettivi sessi, e rapito dalla devastante potenza di quello che stavamo facendo, cercai di scostarle le mutandine, e contemporaneamente provai ad abbassarmi i pantaloni, non volevo altro che unirmi definitivamente a lei, facendola mia oltre ogni logica e raziocinio, ma la differenza di età fece capolino, e la persona con più sale in zucca bloccò le mie mani, fermando la corsa verso l'ultimo tassello mancante al completamento di quel rapporto: bastava così, i nostri corpi continuarono per un po' di tempo e scambiarsi reciproce attenzioni, e quando i bollenti spiriti cominciarono a raffreddarsi, lei, accarezzandomi il viso, mi disse..

"Adesso vai, per favore, vai, prima che ci ripensi, vai anche se vorrei tanto che tu restassi, non finiamo questa pazzia...", ed una lacrima riapparse sul suo viso, ed anche io sentii gli occhi inumidirsi.

La guardai, le diedi l'ultimo bacio, e senza nessuna voglia presi i libri ed andai verso la porta, dopo averla aperta mi girai verso di lei, era stupendamente scapigliata dalla nostra baruffa, ed era meravigliosa.

Andai verso il motore, era poco distante dalla finestra della mia aula, alzai lo sguardo verso i finestroni, avevo "sentito" i suoi occhi, e lei era proprio lì, dove pensavo fosse, mi stava guardando e si stava asciugando le lacrime, feci la stessa cosa e le feci un piccolo cenno di saluto, le si guardò un po' in giro, e quando fu pronta, mi inviò con la mano un ultimo dolcissimo bacio, con un sorriso ricambiai l'intima attenzione ed accesi la moto, era giunto il momento di andare....

Immagine CC0 creative commons
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Eccomi, anche se in ritardo.
Come al solito mi lascio trasportare dalle tue parole e mi sono immaginata la scena, quello che hai potuto provare, l’imbarazzo e la totale inesperienza con una donna più grande che veniva quasi vista come un essere ultraterreno.
Era una fissazione quasi tutta al maschile quella della prof figa ( sarà che sono stata molto sfortunata, i miei professori non mi davano nessun brivido felino anzi al massimo mi ispiravano la castità ). Ricordo i miei amici che avevano delle vere e proprie fissazioni per certe insegnani!

Gran bel post 😊

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Non era la classica donna che faceva prendere il torcicollo quando la incrociavi, ma aveva quel fascino discreto che emanava costantemente quando iniziavi a parlarle, o semplicemente guardandola, era una sua precisa caratteristica, ti posso solo dire che ti fronte a lei si trovava uno degli studenti più sfigati, nettamente più indietro rispetto ad un paio di miei compagni che era un pezzo che si erano, per così dire, aperti ai piaceri della vita, ma, come ho già accennato alcune volte, tutto girò per il verso giusto, ed in quei indimenticabili minuti, eravamo davvero due coetanei, che stavano vivendo il loro momento magico.
Per quello che riguarda la bellezza delle professoresse che ho avuto nella mia carriera scolastica, devo dire che ho avuto abbastanza fortuna per quello che riguarda l'avvenenza delle insegnati, almeno 4 o 5 ricordo perfettamente che erano delle belle ragazze/signore, una in particolare era da concorso, ma se la tirava talmente tanto che era lampante che era inavvicinabile.

A volte i modi di fare, come si parla o gesticola puó fare miracoli. Sono i dettagli che rendono bella persona: non solo gambe lunghe e viso carino.
Una bellezza diversa!
È il caso della tua professoressa, sicuramente 😊

Ti posso dire che le poche donne che ho avuto nella mia vita hanno avuto tutte le caratteristiche di avere un'altezza standard, e nessuna si distaccò dalle altre, ed anche la supplente, se vogliamo inserirla in questa ristretta cerchia, era perfettamente in media, ma era come avere una gatta tra le braccia, da quanto era sinuosa e conturbante nelle movenze: aveva una pelle vellutata, che ho potuto accarezzare grazie allo scivolamento della gonna fino all'inguine, e le cosce erano piacevolmente tornite e sode, era un piacere assoluto accarezzarle, e, se non si è ancora capito, fu tutto favoloso, unico ed irripetibile

Penso sia stato chiaro a tutti quanti 😂
Una fantasia che si è realizzata 😉

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Ciao @mad-runner ! come ti dicevo anche ieri in privato mi è piaciuto molto il tuo post e mi ha fatto ricordare tempi andati, momenti divertenti e spensierati, davvero una bella sensazione ed emozione! Comunque per rispondere al commento di John......io non ho mai avuto una professoressa dalle forme ammalianti!! :-( Eh eh tornando seri, complimenti davvero per il post e grazie! Ci si becca presto!

Certamente, la stragrande maggioranza delle professoresse rientra in canoni ben diversi, ma questa era una supplente, forse al primo o secondo incarico, quindi non era già "usurata" da anni ed anni di insegnamento, era ancora una ragazza, con tutta la freschezza del caso, e come accennato a john, non sono mai riuscito a contattarla, l'avrei rivista volentieri, anche solo per salutarla, all'epoca la differenza di età era ancora evidente, ma con una decina di anni in più, sarebbe stato molto diverso, e magari non mi avrebbe bloccato, forse è tutto ingigantito dal grande trasporto del momento, ma è stato veramente unico e speciale tutto quello che è successo, e magari, nel grigiore in cui la vita spesso ci rinchiude, riassaporare effettivamente quegli istanti non sarebbe stata una cattiva idea...

😳... mi son divertito a leggere. Chi non ha avuto una prof con forme ammalianti? Buon per te runner.

E' stato altamente emozionante, una favola mentre la vivevo, uno degli aspetti positivi di Steemit penso sia quello di risvegliare ricordi che a volte sono stati erroneamente accantonati dalla memoria, e che invece andrebbero ogni tanto rispolverati, per riassaporarne le sfumature ed i contorni, come questo che ho raccontato, riesumato grazie alla lettura di un altro post di un caro collega.
Non l'ho mai più rivista a distanza di tempo, figurati che per pura curiosità avevo anche provato a cercare di rintracciare dove potesse essere finita, niente da fare, rimane solo quel piccolo periodo lontano

Grande 👍👍👍ho visto solo ora
Un coraggio da leone ahah e il sogno di tutti😂

Aspetta un attimo, caro etn0, precisiamo una cosa, se quella carissima (in tutti i sensi) supplente non si fosse messa in testa di chiedermi spiegazioni, io sarei andato via con la mia coda tra le gambe, nemmeno nei miei sogni più spinti mi sarei mai immaginato di provare un'emozione ed un'avventura del genere, ma lei, chiedendomi ripetutamente dove fosse il problema, ha fatto verire a galla la mia verità nascosta, per cui ho solo lasciato andare il cuore, e le ho detto esattamente quello che mi passava per la testa da qualche tempo: quando ha letto il biglietto, come mi ha guardato ho avuto subito voglia di baciarla, e quando l'ho accarezzata, ho capito che sarebbe cominciato un sogno

Questa storia è EPICA!!
Merita di vincere il podium minimo 10 volte, è una cosa troppo forte!

Caro @sciack, è stato uno dei momenti più belli ed emozionanti della mia vita, in senso positivo, è mancato solo l'attimo decisivo finale, ma anche tutto quello che siamo riusciti a fare, dico siamo perché ti posso assicurare che lei ha molto facilitato ogni mia mossa, collaborando attivamente e ricambiando le tue attenzioni, con il senno del poi non penso che tu semplice per lei bloccarmi, perché mi tenne disperatamente avvighiato a sé per diversi, lunghissimi istanti, in cui sembrava che volesse rimanere per sempre con me

Ma, alla fine penso sia andata bene così, è già un bel traguardo il tuo ahah

Assolutamente, @sciack, concordo pienamente con te, a parte qualche sorriso così, di sfuggita mentre parlava alla classe, non c'era mai stato nulla che potesse far presagire ad un finale del genere, probabilmente tutto lo scenario che si era venuto a creare ha amplificato a mille le sensazioni ed acceso gli istinti di entrambi, e quando lei mi ha guardato dopo aver letto il mio biglietto, era semplicemente stupenda, aveva un'espressione in viso nella quale ci si sarebbe potuto perdersi, e io guardandola diritto negli occhi le ho confermato che la desideravo più di ogni altra cosa al mondo, per come si erano messe le cose, era impossibile che non finisse nel modo in cui ho descritto

L'ho letto tutto d'un fiato... bellissimo. Il sogno proibito che si realizza.

Sono cose che capitano raramente nella vita, e lasciano ricordi indelebili che non si cancellaranno mai, questo nella fattispecie è di natura estremamente positiva, grazie del tuo passaggio!!!

Grandissimo!!! Semplicemente immenso! Il Giorgio Calcaterra degli studenti!

A volte nella vita tutto sembra andare storto, mentre a volte tutto fila liscio come l'olio, in questo caso i vari ingredienti che componevano la meravigliosa ricetta di questa storia si sono sposati perfettamente, creando un prodotto finale che non perderà mai il suo emozionante sapore.
Vedi, caro Dave, tu mi conosci personalmente, io non so assolutamente un latin lover, ma la molla che ha fatto scattare tutto è probabilmente stato il biglietto che ho scritto, che unito allo sguardo che ho rivolto a quella ragazza (era un'adolescente al mio pari in quei momenti), le ha fatto capire che le stavo porgendo il mio cuore, e le mi ricambiò meravigliosamente, ponendo il suo nella mia mano

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