Puro odio

in #ita8 years ago

Titolo impegnativo, ma penso di riuscire a rendere l'idea di quello che provai nei primi 2 lunghi anni scolastici con cui venni in contatto con il mio professore di Geografia, Scienze e Chimica dell'Istituto Tecnico Commerciale che frequentai, arrivando in ogni caso, contro le sue previsioni, a diplomarmi con un voto accettabile.
Non so assolutamente da cosa fosse dipeso tutto il comportamento estremamente negativo che aveva questo soggetto (mi fa quasi schifo definirlo professore, anche a distanza di 35 anni) nei miei confronti, ritengo che un po' ce l'avesse con il mondo, un po', per dirla come si usava a quei tempi, "mi aveva preso d'ingiù".

Descrizione del soggetto

Un automa, dopo aver vissuto un'ora di tortura (quello era una sua lezione), avevamo (non ero il solo, ma tutti) la sensazione di trovarci di fronte ad un robot, un essere programmato per fare sempre le stesse cose, fino alla paranoia, le uniche variazioni erano le comparse del suo squallido palcoscenico che metteva in scena, e cioè cambiavano solo gli alunni che venivano interrogati di volta in volta, e gli argomenti trattati, ma la dinamica era precisa in tutte le lezioni.
Magro, all'epoca sulla quarantina o poco oltre, moro con capello corto, due baffi che ricordava (e non solo per quello) molto bene una triste figura del passato, Adolf Hitler, atteggiamento marziale, mai un sorriso aperto e sincero, solo ghigni, che usava a meravigliosa per sottolineare il suo perverso compiacimento nel comunicare una notizia negativa, e se non c'erano motivazioni se le creava ad arte, per rompere i coglioni a noi alunni, che lo rispettavamo e temevamo perché sapevamo che poteva fare veramente di tutto, di leggende scolastiche sul suo conto era pieno tutto l'istituto.

Svolgimento delle lezioni

La metodicità e la standardizzazione scandivano le sue lezioni, dopo qualche mese era veramente diventata un'ossessione la sua ora di Fisica (mi sembra fosse questa, ma poco importa, ai fini del racconto), perchè non se ne poteva più.
Era la seconda o terza ora della mattinata, lui entrava che quasi l'altro professore non era ancora uscito, un cenno con la testa ed un piccolo movimento del labbro di saluto al suo indirizzo, ed in meno di 10 secondi da quando si sedeva dovevi essere seduto e pronto alla lezione, che partiva con la spiegazione dell'argomento del giorno.
Avevamo logicamente un libro, ma che serviva a ben poco, le sue interrogazioni si basavano quasi esclusivamente sulle nozioni che ci forniva lui direttamente, scadenziate da un timbro di voce totalmente asettico e privo di qualsiasi espressività, mi faceva venire il vomito, se mi soffermavo a pensarci, ma era meglio non distrarsi, prende il filo della lezione era veramente tragico.
La spiegazione dell'argomento del giorno terminava dopo 25 minuti esatti, ed i restanti 25 minuti erano impiegati per interrogare (ma era più giusto dire inquisire) i malcapitati di turno, con domande secce e perentorie, alle quali era concessa poca possibilità di interpretazione, lui voleva sapere quello, se lo sapevi bene, se non lo sapevi, erano problemi. Altra caratteristica era che non diceva mai i voti, se non in casi del tutto eccezionali, e nella maggioranza dei casi, era per rimarcare un voto estremamente negativo, un'altra leggenda metropolitana diceva che mettesse delle lettere, secondo un suo personale codice, la quale decifrazione era quasi impossibile.

Perenne stato d'angoscia

Con queste basi, vivevo in un profondo stato di prostrazione ogni singola ora di lezione che ero costretto a vedere questo elemento, che definire uomo avrei dei seri dubbi al proposito, in quanto, come presto potrete constatare, di umano aveva ben poco. Si vivevano i pochi istanti tra la fine della spiegazione e l'inizio dell'interrogazione come un vero e proprio incubo, perché si aspettava la sentenza di morte, cioè chi doveva salire sul patibolo per essere giustiziato, perché durante la tortura verbale la nostra conoscenza veniva chirurgicamente vivisezionata.

Fatti salienti

Nei primi 2 anni di superiori in cui ho dovuto subire la sua presenza non mi sono ammazzato di studio, anzi, diciamo che non studiavo proprio, ad eccezione delle sue materie, che erano relativamente importanti per la maturità tecnica commerciale, ma il modo di porsi, la bruttissima sensazione di una figura muta durante un'interrogazione, l'atteggiamento e la pressione psicologica che riusciva a produrre questo infame erano cose fuori dal normale e dall'immaginazione, per cui io mi applicavo da matti nelle sue materie: ma i risultati, a detta sua, erano sempre insufficienti, io ero un pessimo studente, ma vi posso garantire che meritavo una valutazione tranquillamente positiva, per l'impegno profuso.
Qualche esempio pratico vi permetterà di farvi avere una visione migliore dell'allucinante situazione che fui costretto a vivere, se alcuni di voi possono pensare che io stia esagerando, ritengo che se leggerete le prossime righe, vi dovrete ricredere e darmi ragione.

Un sibilo di voce

Durante l'inverno in cui frequentavo la prima Superiore, presi una bruttissima laringite, e la mia voce si ridusse ad un sibilo, difficilmente udibile, le cordi vocali mi facevano male da matti ogni volta che pronunciavo un suono, e per qualche giorno la voce non accennava a ritornare.
La bestia era al corrente di questo fatto, perché mi aveva chiesto una cosa in una lezione precedente e non avevo potuto rispondere, a causa di una voce inesistente, era il primo giorno di totale sparizione della suddetta.
Avevamo 2 ore a settimana con lui, e la lezione seguente, dopo la classica spiegazione, l'animale disse il nome dei due condannati all'interrogazione, il mio compagno di banco ed il sottoscritto.
Lo sapevo, c'era da aspettarselo da uno come lui, la cosa inaspettata fu l'inizio di una specie di solidarietà dei miei compagni nei miei confronti, ed una cara ragazza alzò la mano per dire:
"Ma professore, Marco non ha un filo di voce, non può chiamare qualcun altro?"
"Le sue condizioni sono più che sufficienti per sostenere un'interrogazione, perché non importa se voi non lo sentite, basta che lo senta io, per cui, visto che siete così "solidali" (l'espressione facciale era da "human shit") nei suoi confronti, vi invito caldamente, quando sarà il suo turno, a non parlare, in modo tale che il rantolo di voce sia perfettamente udibile alle mie orecchie, altrimenti dovrò far ripetere il concetto, finché non sarò sicuro che abbia studiato."

L'ho studiata, l'ho studiata, carogna che non sei altro, ti credi più furbo di me perché hai il triplo della mia età, ma ormai ti conosco come sei un infame, fottutissimo bastardo, adesso vengo su alla cattedra e ti spiattello tutto quello che so, e la mia voce andrà nel casino per un'altra settimana almeno.
Detto/fatto, interrogatorio (non interrogazione) durato quasi un quarto d'ora, parlai praticamente nell'orecchio del maiale, ma questo non impedì la sparizione, come ampiamente previsto, della mia troppo sovraffaticata voce.

Esame di riparazione della I° superiore

Qui, l'unico fatto saliente fu quello di essere rimandato in 3 materie, all'epoca c'erano ancora gli esami di riparazione canonici, e logicamente una delle tre materie che mi beccai fu Fisica, la materia insegnata dal bamboccio nazista.
Il professore di Italiano, che mi rimandò in Storia, mi disse alla fine della mia interrogazione:
"Vedi, mi dovresti spiegare perché vuoi fare l'imbecille, e perché adesso mi costringi a darti 7, perché non hai superato questo esame con 6, ma ti prendi un bel 7, perché sei intelligente, e una materia come Storia basta aprire il libro, e le cose le impari, studia durante l'anno, che non ti rimanderò mai. Invece c'è qualcosa che non mi piace, e te la voglio dire, perché devi stare attento, un mio collega, ma sai già di chi sto parlando, ho la brutta sensazione che abbia qualcosa di particolare nei tuoi confronti, l'ho capito quando abbiamo fatto gli scrutini finali, ed ha usato un paio di termini al tuo riguardo che non ho digerito, tu studia le sue materie, l'anno prossimo saranno ben 2, purtroppo, Geografia e Chimica, ma io veglierò, in segreto, e ti difenderò, se necessario."
Wow, un professore che si è accorto che è davvero un pezzo di merda, incredibile davvero.

Seconda Superiore, cronaca della mia condanna a morte

Dopo aver passato un periodo d'inferno, grazie alle 4 ore settimanali dove ero soggetto alle sue torture, alla fine del I° quadrimestre mi ritrovai con 6 materie insufficienti, è quasi scontato dirvi che ero insufficiente in entrambi le sue materie, per cui mi sottoposi ad un estenuante tentativo di recupero, per evitare di essere bocciato.
Vi ricordo che ho sempre studiato come un bricco le sue 2 materie del cazzo, Geografia e Chimica, ma nonostante tutto, avevo sempre un rendimento negativo, non c'era niente da fare, ce l'aveva a morte con me, ma il peggio doveva ancora arrivare, purtroppo.
Piccola premessa, questo bastardo entrava in classe durante la ricreazione, tra la terza e la quarta ora, spesso quasi subito dopo il suono della campanella di inizio ricreazione, e si sedeva sulla cattedra, apriva il suo "Sole 24Ore di merda"(edizione speciale solo per lui di colore marrone), e si metteva a leggere silenzioso le notizie, potevamo anche ribaltare il mondo, lui non sarebbe intervenuto, era la ricreazione ed eravamo "liberi" di fare quello che volevamo, al suono della campanella di fine ricreazione, in trenta secondi di orologio la lezione partiva, e chi non era al suo posto, prendeva un bel 5.
Detto questo, il giovedì noi avevamo Chimica alla quarta ora......
Siamo verso la fine dell'anno scolastico, era il giovedì precedente all'ultima giornata di campionato, e voi direte, cosa c'entra con il tuo racconto?? C'entra, c'entra quando uno è un imbecille e deficente, come il bastardo in questione, tutto serve per far del male gratuitamente.
Io sono juventino, perché mio fratello era juventino, e lo sarò sempre, anche se il mio animo sportivo è stato ferito da tutto quello che in tanti anni la squadra per cui faccio il tifo ha commesso, fino all'infamia di Moggiopoli, dove abbiamo proprio toccato il fondo, tutte le chiacchiere da bar si sono materializzate, con la sentenza di meritata retrocessione in serie B della Juventus.
Siamo nel 1982, il giovedì appunto antecedente l'ultima di campionato, la Juventus era in lotta per vincere il 20° scudetto ed il Milan era quasi matematicamente condannato alla retrocessione in serie B, dopo lo scandalo delle scommesse e la sua retrocessione di due anni prima.
Torniamo allo scenario, a quel famoso giovedì, durante la ricreazione si scatena una bagarre, la nostra classe era circa divisa a metà come tifo, metà juventina e metà milanista, con un solo interista, ed ce le stavamo cantando di santa ragione, erano periodi dove seguivo molto di più il calcio rispetto ad adesso.
"Ehh, rompavate il cazzo che vi avevano retrocesso perché eravate i più poveri, adesso ve la pigliate nel c..o, adesso andate giù perché fate schifo, somari che non siete altro!!", questo sono io, che ero uno di quelli che urlava di più, e dietro i milanisti a replicare, una cagnara pazzesca, finché il mio compagno di banco, juventino marcio anche lui, mi inizia a tirare la maglietta, ripetutamente ed insistentemente, ma io non capivo, e preso dal demone "tifarolo", lo apostrofai per le rime:
"Ma hai finito, mi hai rotto il cazzo, manco fossi un milanista, te la smetti di tirarmi la maglietta o no?!?!?!?!"
Si mise dietro di me e mi indicò con il dito la cattedra, io mi girai e mi si gelò il sangue all'istante, il bastardo aveva abbassato il "Sole 24 Ore Brown Edition" e mi stava fulminando con lo sguardo, e scosse leggermente il capo, poi rialzò il giornale.
"Cazzooooo, è milanista, stai attento che se può ti fotte, si dice che sia già successo!!", mi sussurrò il mio compagno di banco, ma la frittata ormai era fatta, ed avrei pagato le conseguenze, molto ma molto presto.
Intanto, suonata la campanella, fece la sua lezione che sembrava impaziente di arrivare all'interrogazione, aprì il registro ed il suo quaderno personale e mi chiamò all'istante, riuscii a fare una discreta figura e tornai al mio posto, rincuorato.
Ed arrivò anche il lunedì successivo, e se non lo sapete, la Juventus vinse il suo 20° scudetto, quello della seconda stella, ed il Milan retrocesse in serie B, come ampiamente previsto.
Ultima ora del lunedì, di quel lunedì, Chimica, la carogna finisce la sua spiegazione, mancavano poche settimane alla fine della scuola, e chiamò uno dei "Fantastici 6", nome dato dall'idiota ai componenti, tutti maschi tra cui io, che popolavamo l'ultima fila in fondo all'aula, io ero nella fila di mezzo: il soggetto chiamato aveva già ripetuto una volta la I° Superiore, quell'anno sarebbe stato sicuramente rimandato, e lottava per non essere bocciato direttamente.
Quando arrivò a metà strada, fra il suo banco e la cattedra, ecco il colpo di scena, il bamboccio sentenziò questa cazzata mostruosa:
"Giovanni (nome di fantasia), fermati, e scusami, che non ho rispettato il tuo, anzi, il nostro dolore, perché siamo appena retrocessi in serie B, fermati e torna al banco, che sarai triste e rammaricato per l'umiliazione della serie B, e scusami ancora per non averlo ricordato, che siamo sulla stessa barca: ohh, vediamo adesso chi possiamo invece chiamare, chi chiamiamo, mah..... chiamiamo uno che sicuramente non è triste per niente, uno che magari ieri era sul lungomare a festeggiare per la conquista dello scudetto, chiamiamo.....", e fece il mio nome.
Tra le tante leggende, confermato un paio di volte anche dall'infame, c'era anche quella della possibilità teorica di poter essere interrogati anche 2 volte consecutivamente, ma questo fatto che era capitato una volta soltanto in tanti anni, ricapitò quel lunedì.
Fu una cosa velocissima e disgustosa, perché il suo comportamento faceva veramente schifo: mi fece 3 domande, tutte solo sull'ultima lezione, che logicamente non avevo studiato, e mi mandò al posto, infrangendo un altro mito, quello dell'omissione di comunicazione del voto.
"Sai quanto prendi?? Un bel 3, quindi 6 alla prima interrogazione, 6- giovedì scorso, e 3 oggi, fanno 15-, diviso 3 uguale 5, così ti porto agli scrutini con un bel 5, che si aggiunge all'altro 5 che ti becchi in Geografia, contento?!?!?"

Se avessi avuto una pistola gli avrei sparato, un elemento del genere non doveva campare, questo voleva dire rovinare l'esistenza di un ragazzo di 16 anni che vi posso giurare si era spaccato la schiena per studiare le sue materie di merda, e dovevo ritrovarmi con 5 in entrambe le sue materie??? Ma scherziamo?!??!
Eravamo in 31 in 2° Superiore, si sapeva che ci sarebbe stata una forte selezione, ed 8 su 31 erano già spacciati: bene, su 31 alunni, alcuni con quasi tutte le materie insufficienti, sapete chi fu l'unico portato in consiglio con entrambe le materie con 2 insufficienze piene?? Io, che oltre a Stenografia (mi obbligarono a scrivere di destro, in quanto ero mancino puro, e non riuscivo a tenere le 60 parole al minuto dei dettati) e Matematica (i miei 3 anni disastrosi alle medie si erano fatti sentire, non avendo mai aperto un libro), mi vedevo appioppare altre 2 materie dalla carogna, come Geografia e Chimica, ed avrei seriamente rischiato di essere bocciato.
Ero a pezzi, fisicamente, mentalmente, psicologicamente, distrutto da una testadicazzo bastardo incapace di qualsiasi sentimento umano, volevo smettere subito di studiare, non ce la facevo più, avevo fatto un forcing tremendo per rientrare almeno nei rimandati ed invece questo vigliacco mi voleva praticamente bocciare, e ci avrebbe provato fino in fondo.
Le ultime settimane della scuola ero come in trance, aspettavo la sentenza definitiva, che sarebbe stata di quasi certa bocciatura, ma ecco il segno del destino, uno dei miei angeli custodi che ogni tanto si affacciano nella mia vita, dandomi una mano quando le difficoltà sono troppo pesanti da sopportare: il mio professore di Italiano e di Storia, che aveva visto il mio impegno nelle sue materie.
Alla fine della 3° ora, quella che dava l'inizio della ricreazione, mi portò quasi di peso al bar, e dopo avermi offerto un caffé e 5 minuti di assedio, vedendo le lacrime che iniziavano a rigarmi il viso, mi prese sotto braccio e mi disse:
"Adesso usciamo di fuori, e finché non mi dici cos'hai, non ti faccio rientrare in classe, va bene?!?!?!"
Una volta usciti ed al riparo da sguardi indiscreti, mi buttai tra le sue braccia, e mi sfogai con un pianto liberatorio di rarissima intensità.
Come mi ripresi un attimo, lui mi disse "Basta adesso, fuori il rospo, come viene viene, vuota il sacco" ed io gli dissi tutto, tutto quello che mi aveva fatto quella carogna del suo collega, ed il viso del mio vero insegnante, di un professore che parla con i ragazzi ed instaura un rapporto e non una guerra.
Mi prese sotto braccio, mi riaccompagnò in classe, e dopo aver spiegato 2 cose al volo all'insegnante di inglese, prelevò il mio compagno di banco per interrogarlo, al fine di sapere se quello che gli avevo detto corrispondeva alla verità, ed uscirono dalla classe, per rientrare dopo una mezz'oretta, il mio compagno tornò a sedersi vicino a me, ed entrambi i professori mi fecero un cenno di richiamo.
Mi avvicinai a loro, ed il professore di Italiano mi disse "Stai tranquillo, tu verrai rimandato, studia Geografia quest'estate, perché in Chimica ti facciamo dare la sufficienza, come è giusto che sia, la bravata del 3 se la dimentica, te lo giuro di fronte al mio collega, e non finisce qui, io ci sarò nell'aula durante il tuo ultimo atto con il signore in questione, questa storia finirà, tu studia che faremo in modo di promuoverti in 3° e non avrai più nulla a che fare con lui, basta, a tutto c'è un limite, non ho mai visto una cosa del genere, assurdo."
Ed il professore di italiano mantenne, per mia fortuna, 2 volte la parola, la prima non permettendo alla carogna di bocciarmi, e la seconda, assistendo personalmente alla mia ultima interrogazione.

Atto finale, l'esame di riparazione di 2° Superiore

Mi preparai a puntino per gli esami di riparazione, e dopo aver sostenuto la prova scritta di Stenografia e la prova di Matematica, dove collezionai un altro 7, mi attendeva l'ultimo girone dell'inferno, l'esame di Geografia.
Arrivai in netto anticipo rispetto alla mio orario previsto, ed un quarto d'ora circa prima del mio turno, vidi il mio professore di Italiano e Storia avanzare nel corridoio con il suo caratteristico incedere.
"Pensavi che mi fossi dimenticato, che ti avrei lasciato solo, vero?? Me la sono legata al dito, fai il tuo dovere che puoi ti racconto tutto, non mi deludere."
Come si aprì la porta e la bestia vide che ero in compagnia, non si perse d'animo e sputò...."Hai paura, che sei venuto con l'assistente??"
"Non fare lo spiritoso, che ti terrò d'occhio, non hai ancora finito con le tue minaccie, non ti senti ridicolo??"
Era uno scontro tra loro due, ma il carisma del mio angelo custode era nettamente superiore, e si comprese come partì il mio esame.
Salutai la carogna, ma come feci per sedermi, mi bloccò puntandomi il dito, dicendomi:
"Gioca bene le tue carte, perché sei qui solo grazie alla gentile intercessione del consiglio dei professori, perché se era per me, riscaldavi ancora i banchi della 2°, sempre che tu non volessi ritirarti, che avresti fatto un grosso favore."
"Un'altra parola storta e ti faccio pentire di essere nato, non tollero più niente, è chiaro o devo incazzarmi sul serio???" replicò il professore di Italiano, fronteggiando la carogna.
Per un attimo i loro sguardi si incrociarono a pochi centimetri di distanza, ed il più codardo e vigliacco si sedette, facendo la prima domanda di una serie di 4 complessive, e riposi a tono a tutto quanto: infine, il professore di Italiano pretese che enunciasse il suo voto, ed a denti stretti la bestia disse "Sei", non contento l'angelo urlò "Più forte, non ho sentito!!!", e l'infame disse un chiaro e nitido "Sei, sei, sei!!!", ed uscimmo dalla porta.
Parlammo un po' di tutto quanto era successo, dalla grande arringa diffamatoria nei miei confronti che il bastardo aveva fatto in sede di scrutini finali, quasi sorvolando sullo sforzo difensivo del mio angelo custode che avevo al fianco, che era veramente una persona a modo e squisita.

Fui promosso in 3°, dopo aver preso 3 materie in 1° e 3 materie in 2°, su 5 materie, escludendo Stenografia perché era un disastro (ma non dipendeva da me), sulle restanti materie presi 3 sette e 2 sei, i due sei me li diede entrambi la carogna, ma per qualsiasi altro professore sarebbero stati altri 7 o addirittura 8, in quanto lo stesso professore di Italiano mi disse che la mia interrogazione era da 7,5/8, invece del 6 strappato a forza.
In 3°, 4° e 5° Superiore mi impegnai quel minimo necessario per non essere rimandato, e presi un 44 come voto finale agli esami di Maturità, il mostro non c'era più a popolare i miei incubi, bastava aprire ogni tanto uno dei libri di studio, e non ebbi più carogne di quel calibro fra i miei professori.

Non so che fine abbia fatto il mio carnefice di quei primi 2 anni di Superiori, né il motivo per cui sin da subito noi non legammo nella maniera più categorica, il dolore che mi ha provocato, con il suo atteggiarsi e con la sua costante ricerca di fonti di attrito, forse non riuscirò mai ad esternarlo completamente: molte volte svegliandomi la notte tutto sudato gli augurai le peggiori cose, ed a differenza di @g-e-m-i-n-i, io non lo posso perdonare, non si perdona una carogna, che mai una volta si è minimamente pentita, perché un altro grosso difetto che aveva era l'assoluta mancanza di coscienza, era sempre convinto di essere profondamente nel giusto, lui non si metteva mai in discussione, erano gli altri ad essere in errore, sempre.
A parte all'inizio, in cui l'ho chiamato una sola volta professore, gli ho affibbiato tutti i più pesanti appellativi non eccessivamente volgari che mi venissero in mente, perché lui non è mai stato un professore, ma solamente un aguzzino spietato.

Mi dispiace che questo post sia eccessivamente lungo, sinceramente non mi va proprio di spezzarlo in più tronconi, ho aperto un'altra pagina molto dolorosa della mia vita, e mi basta farla una sola volta, a parte commentare i vostri sempre graditi messaggi al riguardo.

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Non ti sei risparimiato su questo racconto =). Penso che certi facessero i prof solo perchè godevano nell'essere bastardi e umiliare gli alunni, come se volessero farti sentire uno sputo e che loro erano megliori, ho avuto anch'io di quelle carogne, uno molto simile al tuo, solo che era il porf di economia e me lo sono beccato come commissario d'esame... Mi bannano se scrivo cosa penso di lui, ha fatto di tutto per fottermi e farmi fare una figura di m...

Ho cercato anche di stare leggero, ma era un incubo sulla terra, una merda totale, asettico, formale, inespressivo, schematico, il paragone con l'automa rendeva abbastanza bene quello che era, una persona anaffettiva

Eh qui è tutt’altra storia. Difficile da perdonare e guardare oltre!
Mi dispiace perché in quegli anni fa tutto più male, perché i professori dovrebbero proteggerci e tutelarci non diventare i nostri aguzzini.
Dovrebbero essere giusti.
Fare l’insegnante è una vocazione e non tutti sono destinati a diventarlo, probabilmente lui rientra tra questi!
Rovinano adolescenze e anni preziosi.
Mi dispiace tanto @mad-runner 😔

Ti ringrazio @g-e-m-i-n-i innanzitutto del passaggio su questo post, e perché hai capito che anche rileggendo al rallentatore tutto quello che mi era successo con questo deficente (la sua qualifica non possono riconoscergliela), non ci sono giustificazioni di nessuna tipologia, è andato veramente oltre ogni limite concepibile, soprattutto in relazione al grande compito che teoricamente gli veniva affidato dalle istituzioni, e cioè contribuire a formare nuove menti ed assecondarle nel raggiungimento di una piena maturità, non solamente a livello scolastico.
Sotto tutti questi punti di vista è stato un disastro, ed anche in tanti altri ancora

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Certi professori abusano della loro posizione di potere. Non si rendono conto del danno che fanno (o forse se ne rendono conto ma rimangono indifferenti). È una tragedia. Meno male che è intervenuto il tuo prof di Italaiano. Con quest’ultimo sei ancora in contatto?

Caro john-gpr, innanzitutto ti ringrazio per il generoso voto attribuitomi e per il tuo ancor più gradito commento, e ti posso garantire sin da subito che il bastardo si rendeva perfettamente conto di quello che stava facendo, perché godeva sia intimamente sia pubblicamente delle sue malefatte, con delle espressioni che sarebbe stato più che legittimo cancellare con una sonora raffica di pugni e schiaffi.
Ho odiato letteralmente lui e tutta la scuola, riusciva a coprire di fango (ma quell'altro) tutto quello che riguardava la mia frequentazione scolastica, e nonostante fossi un piccolo ometto, mi ha fatto piangere tantissime volte, ma lacrime amare e dense di sofferenza.
Sono passati tanti anni, ho perso di vista un po' di anni fa il mio grande professore di Italiano, e forse non è più in vita, perché all'epoca avrà avuto circa 50 anni, ed sarebbe ormai vicino alla novantina, ma a lui logicamente auguro di passare abbondantemente i 100, quell'altro uno di questi giorni provo a verificare se guarda le margherite dalla parte delle radici, avrò all'inferno, ma al male si deve rispondere augurando il male, e lui mi ha fatto molto male, e non ha attenuanti, perché un paio di volte gli ho parlato con il cuore in mano, ed ha chiuso il discorso con un beffardo sorriso, uno dei suoi classici, quello che gli avevo detto, sull'orlo di una crisi di nervi, gli entrò in un orecchio ed uscì dall'altro, istantaneamente

Purtroppo ad alcune persone basta dare un minimo di autorità o potere, e guarda che uso ne fanno! Mi spiace per questa esperienza che hai passato... Meno male che in mezzo a delle persone che godono nel sminuire gli altri ci sono ancora persone altruiste che cercano un po' di giustizia... Ma questo ci insegna appunto, quando siamo in una posizione di autorità o potere, che uso ne facciamo?

Parlare di uso dell'autorità o potere, nel caso del bastardo che avevo come "professore", è estremamente riduttivo, penso ormai di aver dato parecchio l'idea di quanto sia stata distruttiva la sua opera nei miei confronti e nei confronti di tanti altri alunni che hanno avuto la sventura di capitare sotto le sue grinfie, anche se con me si è davvero superato.
Ti dico solo che diverso tempo fa, un mio ex socio mi disse: "Cazzo, te non sei un padrone, non sei in grado di comandare neanche il più piccolo degli operai, perché ti metti al loro livello, ma tu sei il capo!!!", a dimostrazione del fatto che io tendo sempre a considerare gli altri al mio pari, anche se ero in posizione di dominanza

Grande, io ho avuto due problemi alle superiori: in prima con il professore di matematica, un ciarlatano, fumava il sigaro in classe (però apriva la porta a vetri 😭). Su 27 alunni ne boccio 5 e ne rimandò 20. Solo 2 avevano la sufficienza (premesso che molti avevano voti altissimi in altre materie), ma non gli interessava. Per fortuna durante l'estate un amico mi diede 5 ripetizioni (il nr non è buttato lì per caso, questo era il tempo che poteva concedermi). L'anno dopo eravamo in tre ad avere 7 e gli altri di nuovo rimandati.
Uno in terza, ma qui ci vorrebbe un post... a cerchi concentrici 😂😂
Riporto solo solo la frase "se non smetti di andare a giocare ti boccio".
Ahaha ho iniziato a giocare anche i campionati studenteschi - ho fatto anche il campionato di scacchi. Ma dopo quello di matematica non mi ha più rimandato nessuno 😂😂😂 però ogni tanto mi divertivo a prendere un 4 per non alzare troppo la media ahahah

Bravo @etn0, importante è che alla fine hai vinto tu, che in fondo alla strada ha raggiunto i tuoi traguardi, sembra assurdo ma spesso in altri settori della nostra vita si incontrano persone che faccio fatica a definire, forse un termine corretto potrebbe essere allucinanti, e non si riesce a farsene una ragione, questo bastardo essere immondo, non degno di vivere o comunque di esercitare la sua professione con me è arrivato ad un livello tale che mi ero ripromesso di mandarlo all'ospedale, ma almeno in rianimazione, il post è già abbastanza lungo, ma di piccole e grandi angherie che ho personalmente dovuto subire sono tappezzati i miei ricordi dei due anni di contatti che ho avuto con lui.
Ogni tanto ci si incrociava nei corridoi, per qualche mese, sentendo la sudditanza psicologica del rapporto professore/studente che aveva insturato, lo salutai, ma procedendo negli anni, la voglia di mandarlo a fanculo aumentava, e l'unica volta che lo vidi, riuscii quasi nell'intento.
Mancavano pochi giorni all'esame di V°, ero già maggiorenne, quindi libero di assumermi le mie responsabilità anche alla luce dei regolamenti scolastici, e dissi semplicemente al professore di turno che andavo a fare un giro, con la sua materia ero a posto, incontrai una ragazza che conoscevo nei corridoi, ed ecco che mi appare dall'altro capo del lungo corridoio dell'Istituto Tecnico Commerciale.
Decisi volutamente di non salutarlo, conoscendo il soggetto, e quando ci incrociammo, mi disse:
"Non si salutano più i professori, o hai perso la lingua come quella volta in 1°??", con il suo tono di scherzo arrogante.
Mi sono girato, e gli risposi "Non la saluto perché non la rispetto, ed uso il lei per tenere le distanze, e ringrazi il suo dio che non mi voglio sporcare le mani e mandarla all'ospedale", e ripresi a camminare.
Mi girai una volta, per fulminarlo con un'occhiata, era lì interdetto sul da farsi, se avesse solo mosso un passo verso di me, gli arrivavo un sinistro nel muso da ficcargli il naso giù per la gola.

è pezzo di ME, come recita una recente canzone.....

Ehhh, carissimo @mondodidave73, dargli del pezzo di merda, perché è giusto dirla tonda quando l'appellativo è meritato come in questo caso, è semplicemente riduttivo, questo elemento è stato molto altro di più di un escremento sodo di forma cilindrica, come recita il dizionario, è stato una piaga ed un flagello di proporzioni bibliche, avrei voluto in certi momenti avere una telecamera e filmare i fatti realmente accaduti, perché spesso mi beccavo delle sparacazzate quando raccontavo quello che faceva, che sembravano assurdità invece erano tristissime realtà

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