Momento di riflessione
Sono appena rientrato a casa, ho lasciato la clinica che chiude inderogabilmente alle 21 e 30, ho dovuto anche ricaricare lo smartphone, non so per quale motivo ma sono riuscito a navigare tutto il giorno, come ho provato a chiamare la mia compagna mi ha comunicato che il credito è esaurito.
Sospendo, penso solo per una notte soltanto, momentaneamente il racconto delle mie avventure podistiche, questa sera non ne ho voglia, mi ha preso questa malinconia che mi assale quando rimango da solo in casa, soprattutto nei primissimi minuti, poi, lentamente, passa, lasciando dei pensieri in un certo senso angoscianti e malinconici.
Certamente, ritorna a casa, probabilmente lunedì mattina, ma in ogni caso non è piacevole, anche se ci sono situazioni ed abitudini che a volte possono sembrare monotone e ripetitive, sono in casi come questi che questi fatti acquisiscono valore e si rivaluta quello che appare scontato e meccanico, l'aumentata libertà personale non compensa minimamente questo disagio causato dall'improvvisa solitudine.
Ho pensato spesso al mio futuro, ci penso frequentemente anche in tempi recentissimi, e continuerò a pensarci, perché ci sono tante incognite che in un certo senso mi spaventano, economiche, personali, salutistiche, sentimentali, una di quelle che mi lasciano più perplesso è proprio quest'ultima, l'incognita sentimentale.
Ho diversi specchietti, che mi fanno riflettere, recentemente c'è stata una perdita, a livello affettivo, nella cosiddetta famiglia allargata, era un fatto ampiamente preventivabile, nonostante tutto nella controparte che è sopravvissuta c'è stato un crollo generale, una profonda e quasi totale mancata accettazione del fatto, che è inevitabile, perché in pochissimi casi una coppia muore in contemporanea, uno dei due rimane vedovo/a, ma non siamo tutti uguali, ognuno di noi reagisce in maniera diversa dagli altri, direi quasi individualmente, ricollegando il tutto alla mia persona, cosa mi potrebbe accadere se fossi quello che rimane??
Non lo so, sinceramente non lo so, anche perché le possibilità sono al 50%, o meglio, sarebbero a favore delle donne, in quanto è più facile statisticamente che il sopravvissuto sia una donna, avendo un'aspettativa di vita più alta, oltretutto fino a qualche tempo fa l'uomo nella coppia aveva qualche anno in più, ma la mia compagna è più grande di me, per cui siamo lì lì, ritornando al punto della situazione, ti rendi conto in frangenti come quello odierno di quanto sia radicato un rapporto, quando le basi sono sufficientemente solide.
La perdita di uno dei componenti crea quasi sempre un grosso dissesto, un vuoto che all'inizio è certamente quasi incolmabile, questo fatto diventa sempre più grave con l'avanzamento dell'età, in quanto più tardi avverrà la scomparsa e la conseguente vedovanza e peggio sarà, perché l'assenza creerà danni esponenzialmente maggiori, venendo a mancare un supporto di fondamentale importanza sotto tantissimi punti di vista.
Ritengo, sempre supponendo la mia sopravvivenza, che andrei certamente incontro ad un periodo di grandi sconvolgimenti, la testa potrebbe giocare un ruolo decisivo, in quanto si spera sia in grado di gestire tutta quella nuova situazione, quello che non vorrei mai succedesse, sia io sia la mia compagna, è che il sopravvissuto si trovasse in grandissima difficoltà, con particolare riferimento alla sfera emotiva, ritrovandosi costretto ad elemosinare attenzioni che il partner elargiva in maniera del tutto naturale, tanti anni di convivenza stringono legami talmente profondi che quasi non ci si rende conto del loro grado di ramificazione, si vorrebbe continuare ad essere autonomi e autosufficienti, ma non c'è certezza a questo fatto, sono tante e troppe le incognite da calcolare, probabilmente è uno degli aspetti belli della vita, quello di non dare nulla per scontato, anche se l'uomo cerca, chi più chi meno, delle certezze, tutto può cambiare in un momento, siamo legati da un filo resistentissimo ma al tempo stesso sottilissimo, che può durare quasi all'infinito come spezzarsi per circostanze banali e assurde, una cosa rimane vera, ma troppo spesso ce lo dimentichiamo, quello di volersi bene finché è possibile, cercando i veri valori della vita, quando succede l'irreparabile è tristissimo piangere sul latte versato ed avere dei rimorsi.
Foto di mia proprietà, scattata con il mio smartphone
Sono belli per quello i 20 anni ( a parte casi spiacevoli ).
Sei forte, i tuoi amici sono forti i tuoi genitori sono belli e forti, è così via...
Poi crescendo, fai i conti con la vita e le persone accanto a te, vicine e lontane iniziano a perdere colpi.
L'equilibrio che hai da solo, lo perdi quando entri in una coppia,
Io me lo raffiguro mentalmente come una sedia piegata sullo schienale che appoggia su due gambe, e non cade grazie all'altra sedia che piegata sullo schienale dalla sua parte crea un equilibrio tale da sorreggere la coppia.
Quando una delle due sedie si sposta, l'altra o torna dritta su quattro gambe o cade a terra dalla parte dello schienale.
Si fanno tante congetture, ma quale delle due sedie siamo e da quale parte cadremo, lo sapremo spero il più tardi possibile!
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Bellissimo paragone e ragionamento quello che hai postato, caro @robibasa, e ti posso confermare che è proprio come hai detto tu, andando avanti negli anni le cose cambiano,Ca' volte lentamente, a volte rapidamente, a volte addirittura bruscamente, il nostro compito è quello di adattarci a questi scossoni, e cercare in un certo senso di cavalcare l'onda,cose non essere sopraffatti dall'impeto e dalla forza della vita.
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Caro @mad-runner, sono le stesse domande e le stesse angosce che mi divorano negli ultimi anni! Un grave lutto, i genitori che perdono colpi, le domande esistenziali che ti assalgono, l'errore di appoggiarsi a persone che pensavi amiche e che invece sono scomparse, e che hanno travisato totalmente i miei stati d'animo, nonostante facessi di tutto per proteggerle, curarle e tutelarle; di conseguenza si crea una sorta di smarrimento ed è necessario farsi forza per riprendere la strada maestra! Ogni volta cerchiamo di trarre un insegnamento da ciò che ci capita, ma siamo esseri così fragili che ogni dolore ci troverà sempre impreparati, forse col tempo si impara a gestire la sofferenza, ma è sempre dura! Ma mi piace sempre pensare che la vita toglie, la vita dà...
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Tutte eccellenti e saggie considerazioni quelle che hai esposto, cara @elikast, ci sono tante incertezze e sfumature nella vita, forse danno un pizzico di incognita e di sale alla nostra esistenza, anche se un briciolo di pura e vera quiete ogni tanto non guasterebbe affatto.
Quando ricevi qualcosa di negativo da persone che erroneamente ritenevi amiche sono dolori e problemi, si arriva anche a farsi degli esami di coscienza, che capire se questi comportamenti fossero dipesi da noi, ma fidati, la mamma dei cretini è sempre in cinta, noi non saremo perfetti, ma in tanti ci danno dei segnali che ci sono diverse storture in giro
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Io sono sempre la prima che si fa degli esami di coscienza e chiedo sempre scusa quando sbaglio, negli affetti veri l'orgoglio non lo uso, lo caccio solo quando c'è un abuso di superficialità e di cattiveria, però non le vedo come delusioni, non mi illudo mai sulle persone, mi dispiace solo per il bene profuso...inutilmente? No! Non lo è mai quando è sincero! Semplicemente accetto, punto!
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Atteggiamento che condivido in pieno, quando ci si comporta con coscienza si è sempre in pace con noi stessi, ho provato a mandarti un messaggio un'ora fa ma non mi riesce l'invio, approfitto di questo commento per augurarvi una Felice e Serena Domenica
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Grazie! Auguro lo stesso a voi! E sono contenta che domani torni la tua compagna! Un abbraccio!
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Riflessioni molto profonde, che ti hanno fatto aprire e raccontare una parte di te..
spesso, anzi tutti i giorni, mi faccio anche io delle domande sul mio futuro e non riesco a darmi delle risposte.. quindi forse è inutile pensare troppo perché si finisce solo x fare cattive supposizioni... ma l’essere umano forse non riesce a farne a meno..
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Ho tanti compartimenti quasi stagni, che probabilmente non aprirò mai, lì in quelle stanze navigo in completa solitaria, la situazione contingente che sto vivendo ha amplificato i pensieri che ho sottoposto alla vostra attenzione, spero di avervi reso decentemente l'idea generale.
Faccio fatica a volte a rimandare o accantonare queste sensazioni, che sono molto inquietanti e sconcertanti, sono periodi in cui vivere tranquillamente non è assolutamente facile, ci sono aspetti della vita che tolgono stabilità e serenità, qualche frangente è sul confine dell'irrisolvibile, purtroppo, ma si deve andare avanti
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Non sai quanto ti capisco.. soprattutto quando hai scritto l’ultima parte del messaggio.. io preferisco non esprimermi più di tanto perché più ne parlo e ci penso e più mi faccio condizionare in negativo da alcune situazioni... cerco sempre di pensare ad altro e quando mi ci ritrovo dentro sto male..
Come hai già detto tu: bisogna andare avanti.. forza e coraggio 💪
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I pensieri si sovrappongono nel nostro cervello, da come riusciamo a gestirli dipende molto della nostra qualità della vita, ma anche accantonarli a lungo, evitandoli costantemente non penso abbia molto senso, un compromesso tra le varie posizioni ritengo sia la soluzione più consona, come spesso succede
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Ciao! Hai perfettamente ragione. Ognuno ha sopra si se una clessidra che inesorabilmente perde sabbia e nulla possiamo fare per fermalma. L'unico modo che abbiamo per vincere sul tempo è goderne pienamente. Si deve sempre far conto alla qualità del tempo che investiamo nelle relazioni (sentimentali, di amicizia, familiari, lavorative, etc.). Bravo, mi è piaciuto molto il tuo post.
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Ti ringrazio del lusinghiero commento che hai espresso nei confronti del mio post, cara @fedesh, e concordo pure io su quanto hai scritto, dobbiamo vivere, e cercare di farlo al meglio delle nostre possibilità, per noi e per gli altri a cui teniamo
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Spesso anche io mi faccio queste domande... Dopo tanti anni che si passa con una persona, come si sopravvive all'assenza?
Io personalmente ancora non ci voglio pensare, ma queste domande me le faccio nei confronti dei miei genitori. Nel senso..come si sopravvive all'assenza di un genitore?
Ci sono quelle sere malinconiche anche per me..
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Eehhh, sei giovane ancora, di acqua sotto ai ponti ne deve passare, a livello tuo strettamente personale, diverso è il pensiero per i propri genitori, io li ho ancora vivi entrambi, e spero di rimandare il problema il più possibile, ma la vita ha un ciclo, che ad un vero punto arriva al dunque, quello che sto per dire sarà anche un luogo comune, ma non saremo mai pronti alla loro dipartita, sarà sempre troppo presto anche se dovessero essere ultracentenari
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