A volte purtroppo succede
Vi voglio raccontare un fatto che mi capitò diversi anni fa, che ha dei risvolti quanto meno allucinanti, in quanto è il classico caso che contrappone il privato cittadino alle pubbliche autorità, e di come possano essere inappellabili certe presunzioni ed illazioni da parte dello Stato Italiano, nella qualità della sua cara Agenzia delle Entrate.
Un bel giorno decisi di entrare in società con una persona, essendo rimasto solo nella conduzione del negozio di famiglia in seguito alla morte di mio fratello, e per procedere alla determinazione dell'importo da riconoscermi per la cessazione del 50% dell'attività si procedette a fare un inventario analitico della merce giacente nel negozio medesimo.
Dopo un po' che la società si era costituita, mi fu recapita una raccomandata a casa, ed un'altra raccomandata arrivò in negozio, da parte dell'Agenzia delle Entrate, e sinceramente caddi dalle nuvole.
L'oggetto di queste raccomandate era il trasferimento di quel 50%, in cui l'amministrazione finanziaria contestava non tanto il valore del magazzino dichiarato, in quanto era troppo "volatile", bensì il valore dell'avviamento commerciale (a quei tempi era ancora una valutazione significativa), sostenendo che, in base al valore commerciale dell'azienda (ci eravamo appena costituiti in nuova società), analizzando la zona ad alto interesse economico (i negozi in quella zona duravano 1-2 anni e poi chiudevano), tenuto conto dei valori correnti (quali?!?!), ed altre voci minori, veniva contestato un valore di avviamento ridotto, elevandolo artificiosamente di un valore di ben 75 milioni di lire, per cui si sarebbe stabilita in separata sede l'importo della sanzione da irrogare.
Sdegno e disapprovazione assoluta
Non credevo ai miei occhi, mi contestatano il valore dell'avviamento troppo basso, a loro insindacabile giudizio, ed il problema è che io quei soldi non li avevo effettivamente percepiti, per cui ero veramente incazzato a morte.
Contattai subito il mio commercialista, che mi disse di un preoccuparmi, che avrebbe presentato ricorso, contestando la sanzione irrogata.
Tutto a posto per un'anno circa, quando mi vedo recapitare un secondo documento, non ricordo bene da quale ente, nel quale si comunicava che il mio ricorso era stato respinto, che le 12 pagine di relazione scritta inviata dal mio commercialista avevano dato esito negativo.
Controllai tutto e notai che il ricorso era stato rigettato un paio di mesi prima, senza che nessuno si fosse presentato in dibattito davanti alla Commissione Tributaria.
Ricontattai immediatamente il mio commercialista, che mi disse che era quasi inutile presenziare, scatenando la mia reazione, in quanto gli dissi che era un mio diritto quello di essere presente in aula, almeno avrei potuto esternare la mia disapprovazione, magari rivolgendo anche qualche parola al limite della denuncia all'indirizzo degli organi accusatori, ma ormai la frittata era bella che fatta.
In aggiunta a tutto quanto, c'era un altro grande problema, in quanto all'epoca (non so esattamente oggi) c'era una legge, denominata comunemente "Manette agli evasori", che sanzionava come passibili di procedimento penale le evasioni contestate e confermate di importo superiore ai 50 milioni, per cui ero a rischio pure di questo ulteriore provvedimento di natura molto pesante.
Non ci vedevo più dal nervoso e dalla rabbia, ero innocente ed avrei addirittura potuto avere la fedina penale sporcata da un reato che non avevo assolutamente commesso, avrei buttato giù un muro a cazzotti, se fosse servito a qualcosa.
Il "delicato consiglio" del mio commercialista fu quello di patteggiare, riuscendo in quel modo probabilmente a ridurre la sanzione su importi inferiori ai 50 milioni di lire, dichiarandomi colpevole e magari potendo anche avere la possibilità di dilazionare l'importo della sanzione e degli oneri accessori in diversi rate.
Che culo, invece di cantargliene quattro, dovevo quasi pregarli di chiudere un occhio, per un reato che non avevo commesso, era insopportabile un'idea del genere, l'unica strada aperta era quella del patteggiamento, sempre secondo il mio stimato professionista.
Incredibile evoluzione
Non potevo digerirla, ero sconcertato da tutto quello che mi stava capitando, quando una persona veramente amica mi disse di provare una strada alternativa, e di verificare in buona sostanza la bontà delle dichiarazioni fatte dal mio commercialista, che a suo giudizio non era un rombo di tuono in materia fiscale, e mi consigliò infine di contattare un bravo avvocato tributarista, molto competente in materia.
Chiamai immediatamente l'avvocato in questione, e due giorni dopo venne fissato un primo (ed unico) appuntamento, dove esposi i fatti come realmente accaduti.
L'avvocato, al termine della concitata difesa dei miei diritti, mi disse le seguenti parole:
"Vede, io l'ho ascoltata, neanche attentamente, perché io di persone ne ho viste tante in questo ufficio, ed ormai riconosco i colpevoli dagli innocenti secondo la cadenza della voce, oppure dal barbettio, o ancora dagli sguardi evasivi, e lei non c'è dubbio che è realmente innocente, perché si sente, ma poco importa, conta solo quello che lei è in grado di dimostrare, ma è la loro parola contro la sua, e loro in questi casi vincono sempre."
"Quindi devo pagare, e rischiare il processo penale??", chiesi io in preda al panico.
"Teoricamente sì, ed infatti non incentrerò la mia linea difensiva sul fatto della sua presunta colpevolezza, bensì su di un altro fatto, che loro non hanno considerato, oppure ci stanno provando, sperando che gli vada bene: questi signori avevano 2 anni per impugnare questo trasferimento d'azienda, ma hanno impiegato 2 anni e 4 mesi, e quei 4 mesi potrebbero essere cruciali, per cui presenterò appello, focalizzando la mia difesa esclusivamente prospettando una mancata imputabilità per decorrenza di termini."
Pagai anticipatamente l'onorario dell'avvocato, ed a distanza di più di 20 anni, non è mai arrivato nulla al riguardo.
Conclusioni finali
E' una storia che lascia un sorriso a metà, come il famoso bicchiere, in quanto da una parte tutti i procedimenti nei miei confronti sono venuti effettivamente a decadere per decorrenza di termini, quindi è un fatto positivo, ma dall'altra parte c'è da rimarcare il fatto che se il provvedimento e la contestazione dei 75 milioni di lire non dichiarati (e non percepiti) fosse arrivata in tempo, avrei dovuto raccontare un'altra storia, perché il finale sarebbe stato decisamente diverso.
E' tristissimo essere nella ragione ed essere costretto a pagare una salata sanzione senza avere commesso un reato, sarebbe stato un caso di presunta colpevolezza ai danni di una persona effettivamente innocente, e non ci si poteva fare nulla se non patteggiare e pagare.
Il commercialista è stato brillantemente cambiato, in seguito alle sue visioni così intelligenti e lungimiranti, e l'avvocato aveva avuto la brillante intuizione, ma l'amaro in bocca rimane, anche a distanza di tanto tempo, in quanto se l'Agenzia delle Entrate fosse stata più solerte nell'elevare la sanzione, oppure se mi fossi fidato del "perfetto" consiglio del mio ex-commercialista, avrei dovuto sborsare fior fiore di milioncini (di lire ovviamente), per un fatto che non ho assolutamente commesso, è stata questa l'amara realtà.
Purtroppo in casi come questo a volte le soluzioni possono essere molto differenti, ed è sempre meglio sentire il suono di più campane, perché, come avete potuto verificare nell'esempio che vi ho riportato, ci possono essere delle oscillazioni molto forti tra un finale ed un altro, vale sempre lo stesso detto, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.

Certo che anche te ne hai passate!!! Porca miseria che odissea!!!
Caro Dave, ci sono persone che ne hanno passate 10 e forse 100 volte peggio di quello che ho passato io, ma credimi che su Steemit, per quanto assurdo possa sembrare, mostro solo la parte galleggiante dell'iceberg della mia vita, quello che c'è sotto in tanti casi è ancora più fuori dal "normale"
Caro amico, avere a che fare con questi è davvero una impresa, come giustamente ha fatto notare @marcuz quando devono spillare soldi sono lesti più di una lepre, al contrario ti fanno patire le pene dell'inferno! Pensa che a me tempo fa arrivò una cartella esattoriale che era si indirizzata a me, ma i diretti interessati erano due persone di cui non conoscevo nemmeno o nomi, che non c'entravano in nessun modo con la mia persona, per cui mi sono dovuta adoperare per fargli notare che avevano contattato la persona sbagliata, come se avessimo tempo da perdere anche con i loro madornali errori! La tua in confronto è una vicenda di altri livelli e quando ho letto del tributarista hai avuto il mio pieno appoggio perchè era l'unica strada da seguire, i commercialisti fanno più danno che altro...per fortuna si è risolto tutto!
Un caro saluto
Ciao @bariski, la vicenda è ormai risale ad oltre 20 anni fa, come ho accennato, ma il comportamento molto discutibile dei questi signori permane anche oggi, posso capire che la macchina dello stato non sia perfetta, ma qui in Italia andiamo ben oltre perché, come nel caso che hai riportato tu, fanno certi errori che non si capisce da dove possano scaturire, ma basta pensare alla risposta che mi ha dato tempo fa un dipendente comunale, quando io mi feci promotore di una richiesta per una questione molto delicata, chiamando in causa il comportamento di alcune persone che avevano fatto una cosa che non era da fare, lui mi chiese a me se sapevo dove abitavano!!!!!! Stavamo parlando del figlio di questi signori e tu, che hai un'anagrafe completa dei cittadini, mi chiedi a me dove abitano?? Ma sei imbecille o mi vuoi proprio prendere per ......????
Guai ad avere a che fare con L'Agenzia delle Entrate. A chiedere denaro sono solerti a restituirlo... nemmeno per idea...
La cosa "simpatica" (mica tanto) è quando ti mandano cartelle di importi sotto le € 100 per cose non pagate... Certe volte sono così bassi gli importi che quasi non ti conviene chiedere il rimborso, fare lunghe file, perderti nella burocrazia... Sai quanti ne conosco che, pur avendo ragione, per non perdere tempo preferiscono pagare magari una seconda volta l'importo basso pur di non dover fare tutte la trafila di uffici e carte bollate...
Questa è stata eclatante, caro @marcuz, anche perché per sanare una certa situazione avevo appositamente pagato 1.500.000 lire in più, proprio per non dovevo discutere con nessuno, e questi cosa mi vanno a contestare?? L'avviamento, un valore intangibile ed etereo che secondo il loro libero arbitrio non era congruo.
In tutto lo schifo generale che sta succedendo nel mondo, questi vanno ancora avanti con le loro presunzioni di marginalità, quando il commercio verrà drasticamenti ridimensionato a causa dell'invasione della rete nella nostra vita, dopo andranno a fare gli accertamenti ad Amazon, ma lì la prenderanno in quel posto, perché con un patteggiamento o un concordato gli danno quattro spiccioli ed evadono miliardi di euro, questa è l'amara realtà, fanno i potenti con la povera gente e con chi detiene il vero potere economico calmi muti e tranquilli