Il bagaglio della famiglia
Sulla scia delle teorie accennate ieri (link) inerenti all’uomo come animale sociale, mi sembra oggi doveroso continuare questo discorso per introdurre un tema altrettanto importante.
Perché se gli amici sono la famiglia che scegliamo e hanno un ruolo importante nella nostra affermazione, abbiamo comunque una famiglia nella quale ci troviamo ad essere ed è con lei che iniziamo le nostre relazioni.
Si sa, gli esseri umani discendono dalle scimmie e le scimmie, di natura sono animali sociali; vivono in gruppi e sviluppano dei rapporti basati su ruoli. Sono molte le specie animali che si organizzano così, basti pensare ad un branco di leoni dove troviamo il ruolo del capobranco, di chi alleva i cuccioli, di chi sfida e di chi semplicemente segue.
Ma se per i cuccioli di animali lo svezzamento e il processo di autonomia ha un tempo breve, per l’essere umano questo tempo è molto più lungo…Pensate ad esempio ai classici mammoni che a 40anni ancora hanno bisogno della mamma per mangiare e lavare i panni!!!
Ed è proprio perché gli apprendimenti umani sono più diluiti che il ruolo della famiglia assume una valenza FONDANTE e FONDAMENTALE soprattutto nei primi anni di vita.
L’affermazione del cucciolo d’uomo nella società avviene prima ancora della sua nascita.
Quando una donna scopre di essere incinta, la maggior parte delle volte crea nella sua testa uno spazio mentale dove il pensiero di questa nuova vita inizia a concretizzarsi, e questo spazio mentale corrisponde anche allo spazio fisico che la donna prepara per accogliere il feto.
Poi lo si dice al papà, alla nonna e a tutta la famiglia, ed è questa narrazione del bambino che genera, difatti, lo spazio nel quale questa nuova vita crescerà.
È chiaro che nel corso della vita i legami con la famiglia cambiano, potremmo graficamente rappresentarli come nella foto sottostante.
Tra i diversi tipi di legami che si vengono a creare nella famiglia, il primo è quello detto LEGAME DI FORZA ed implica la presenza di gerarchie e di differenze di potere ed è un rapporto in continua evoluzione.
Un bambino appena nato, ad esempio, non ha ancora capacità decisionali, è la mamma che lo nutre, lo veste, lo lava, lo cura e quant’altro; poi questo legame subisce un’evoluzione e secondo voi a che età arriva questo cambiamento? Anche io in principio ho sbagliato la risposta a questa domanda, pensavo dapprima all’adolescenza e poi sono approdata al momento in cui ci si crea un’altra famiglia…
In realtà la rottura di questo rapporto inizia allo spuntare nel bambino la capacità di pronunciare una fantastica parolina magica:
"NO!"
Alla tenera età di due anni si inizia a capire di avere una propria dimensione nel mondo e si vuole imporre _LA PROPRIA VOLONTA’. _
Quel NO che ripetono in continuazione quando gli si impone di fare qualcosa assume nella loro ottica un significato di potere, il potere di scegliere!
consiglio questo bellissimo libro di Asha Phillips intitolato I NO CHE AIUTANO A CRESCERE
Ed è così che il bambino inizia a guardarsi intorno e a stringere relazioni che vanno al difuori del nucleo mamma/papà/figlio; qui entra in gioco quella che viene definita la famiglia allargata (nonni, zii, cugini e altro) e poi come detto ieri iniziano i rapporti di amicizia.
Insomma, la famiglia (scelta e non) possiamo paragonarla ad un bagaglio che ci portiamo dietro e che inevitabilmente ci influenza. Può essere una sacca, una busta della spesa che si rompe in continuazione, uno zaino da campeggio o una borsetta minuscola, questo lo sapete solo voi. Resta il fatto che siamo il risultato delle nostre esperienze e quelle che viviamo in famiglia condizionano la nostra esistenza.
Abbracci contagiosi
Quanto è vero. La famiglia croce e delizia allo stesso tempo!
È il luogo sicuro dove ci rifugiamo quando ci sentiamo persi e incompresi ma puó essere anche un’arma a doppio taglio: una privazione della libertà, per esempio.
La famiglia con tutti i pro e i contro è il nostro tutto, quello che siamo stati, siamo e saremo.
Ben detto! :)
la famiglia, per noi italiani, è una cosa sacra come lo sono anche i loro insegnamenti e i momenti vissuti con essi... sarebbe bello poter registrare ogni istante della propria vita per poterlo rivedere quando si è lontani, o magari soli per ricordarsi cosa significa essere sempre parte di qualcosa e avere legami che vanno oltre il tempo, lo spazio e le parole
Ed è soprattutto quando sei lontano che apprezzi la tua famiglia....almeno per me.è stato.così! E poi si sa, il senno di poi aiuta sempre a capire le scelte dei nostri genitori :)
Devo dire che la prima foto mi ha veramente impressionato! Davvero bella. Complimenti anche per il post @lenhadora
Grazie mille :)
Una famiglia forte e unita mette delle basi solide per il futuro dei figli... gran bel post @lenhadora
Soprattutto le basi per essere genitori sempre migliori e mai peggiori...almeno si spera ;)
Belle considerazioni. Il potere di "No" è sempre sminuito. Molti bimbi quando lo usano richiamo rimproveri e giudizi...
Bambini, adolescenti o adulti che siano, il potere della parola NO ha sempre un.forte significato! :)
La famiglia è fondamentale, c'è poco da aggiungere.
Ho guardato un documentario a svariate puntate che parlava proprio di come i primi tre anni di vita di un bambino siano FONDAMENTALI per la persona che poi sarà!
Infatti è da 0 a 6 anni che il bambino sviluppa la maggior parte delle sue caratteristiche: parlare, fare delle cose, determinare il suo piccolo io... in quel periodo sono delle vere e proprie spugne!!! :)