Il Manifesto del IV Reich

in #ita8 years ago (edited)

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L'immagine è tratta da pixabay ed è liberamente utilizzabile

Mentre leggo gli insulti che mi arrivano sulla posta privata per la mia presunta svolta sovranista è da ieri che penso ad un articolo a firma Heiko Maas - il Ministro degli Esteri tedesco - pubblicato su Handelsblatt, prestigioso giornale economico che riflette le posizioni della borghesia tedesca. Un articolo sul quale si potrebbe scrivere un libro di cinquecento pagine vista l'importanza. Vi lascio qui alcune pillole.

  1. Incredibilmente il Ministro parla a nome dell'intera Europa. Nessun trattato gli da questo diritto. Ma evidentemente è arrivata l'ora di calare le maschere e dire chiaramente che l'Europa è egemonizzata dai tedeschi e che l'interesse della borghesia germanica corrisponde all'interesse di tutti gli stati e i popoli europei.

  2. In sostanza il Ministro rivendica per l'Europa (e dunque per la sua nazione egemone) un ruolo da player mondiale nello scacchiere mondiale. Certo indora la pillola, ricorda quando giovane attraversò l'America coast to coast con le cuffiette alle orecchie e la musica di Springsteen, ma il senso è chiaro: le due sponde dell'Atlantico si allontanano sempre più, non si capiscono più, non dialogano più abbastanza. Non solo, Heiko Maas rileva che questa è una tendenza di lungo periodo indipendente dall'azione politica di Trump, anche se quest'ultimo ha chiaramente esacerbato la dialettica. Tutto ciò è chiaramente vero: anche l'amministrazione Obama, pur con i toni soft che ha usato, non ha mancato di manifestare la sua insofferenza nei confronti dell'Europa (a trazione tedesca). Ricordiamo le multe multimiliardarie comminate all'industria automobilistica tedesca e a quella finanziaria francese e tedesca. Chiari segni di insofferenza per la condotta europea. Sia sulla manipolazione indiretta (tale è l'austerità imposta ai paesi del sud Europa, un modo per affogare la potenza del Marco nella miseria della Dracma, della Lira, della Peseta) del cambio euro/dollaro a vantaggio delle esportazioni europee (germaniche in particolare). Manipolazione del cambio che permette alla Germania un export mostruoso, un vero attentato alla Pace mondiale.
    Insofferenza anche legata al moral hazard europeo, ed in particolar modo tedesco, sulle spese militari della Nato. Quasi tutte sul groppone di Washington fatto salvo che la Germania coperta dall'ombrello militare Nato si approfitta per andare in Est Europa (l'antico Lebensraum riemerge) a bulleggiare e a colonizzare economicamente. Idem a Sud e nel Mediterraneo sotto la copertura del burattino francese.

  3. Ora il Ministro chiede unità all'Europa (anche a chi è stato seviziato) per di iniziare una nuova avventura: quella in cui l'Europa (naturalmente comandata da Berlino) sarà player mondiale. E' nato un primo embrione di esercito europeo (al quale per fortuna il governo italiano degli sporchi e cattivi ha rinunciato a partecipare). E ora si propone la nascita di un sistema alternativo di pagamenti interbancari internazionali alternativo allo SWIFT americano. Insomma, la Germania vuole giocare per conto proprio ed è curiosa anche la tempistica: l'annuncio del Ministro viene immediatamente dopo l'annuncio di Trump dell'imposizione di dazi sull'importazione di auto in USA dall'Europa, Non sembra per nulla casuale questa coincidenza.

  4. Nella visione del Ministro si parla addirittura di alleanze dell'UE a geometrie variabili in giro per il mondo. Immaginiamo a seconda di quello che è l'interesse contingente europeo (ovviamente coincidente con l'interesse di Berlino, si capisce). Fa l'esempio, il Nostro, di alleanze con il Giappone e la Korea del Sud nel pacifico (riecheggia il famoso e funesto Asse Roma-Berlino-Tokyo): immagino ovviamente cinesi, russi e americani che nel Pacifico si affacciano che dicano "Prego accomodatevi, c'è posto per tutti". Meglio non pensarci.

  5. A me pare che Heiko Maas confonda la ricchezza con la potenza. Il Sultanato del Brunei è ricchissimo. Ma questo non ne fa una nazione potente e in grado di giocare un ruolo nello scacchiere mondiale. Idem la Svizzera. La Germania non essendo né abbastanza grande né abbastanza piccola non accetta evidentemente il suo ruolo e tenta (con i panzer e con la moneta) di trasformare quelle che sono velleità in ambizioni legittime, acquisendo quel peso specifico anche demografico in grado di fargli fare il salto di qualità.

  6. La Merkel ha commentato l'articolo dicendo che il suo Ministro ha detto cose giuste e che bisogna lavorare in quella direzione. Dunque possiamo dire che questa è la posizione ufficiale di Berlino.

  7. Temo che, come già avvenuto altre volte nella storia (penso al 1914 e al 1939), la Germania si stia cacciando in un mare di guai. E con lei vuole cacciare anche l'Europa. Cosa è finita le altre volte meglio non ricordarlo. La Gran Bretagna credo abbia capito tutto e saluta e se ne va: al Foreign Office leggendo questa intervista si saranno rincuorati che la Brexit è la cosa migliore. Meglio lasciar perdere i pazzi avventurieri. Spero che a Roma maturi presto la convinzione che è meglio seguire Londra, costi quello che costi.

Fonti
Andelsblatt Global, Heiko Maas "Making plans for a new world order"
Reuters "Merkel cool on EU independent payment system to save Iran deal"

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Diciamo che stando al tuo articolo, e in contrapposizione a certi soloni, potrei dire che gli Italiani hanno votato bene il 4 marzo. Visto che con L'Europa e in particolare i tedeschi è chiaro che stiamo andando ad uno scontro politico diretto. E secondo me i tedeschi dovranno cedere, magari in via edulcorata, altrimenti gli sfasciamo il giochino.

Dal punto di vista italiano questa potrebbe essere una opinione valida. Certamente. Più in generale il rimanere ancorati al carrozzone tedesco (anche su una posizione più comoda) è comunque molto molto rischioso.

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